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Il padre di Shalit: «Se fossi palestinese, rapirei un soldato israeliano»

[1]Gilad e Noam Shalit

Dichiarazioni choc alla televisione di Gerusalemme:  «Pronto a trattare con chi ha sequestrato mio figlio»

MILANO – Per cinque lunghi anni è diventato un volto familiare per gli israeliani e non solo. Noam Shalit, il padre di Gilad, il soldato rapito da Hamas, si è visto tante volte mentre perorava la causa della liberazione del figlio, una sorta di «papà coraggio».

«L’ABBIAMO FATTO ANCHE NOI» – Ora che Gilad è stato liberato, a ottobre nell’ambito di uno scambio con prigionieri palestinesi [2], Noam, come riporta il Guardian, ha rilasciato diverse dichiarazioni alla tv israeliana. Che hanno scatenato un vero terremoto a Gerusalemme: «Se io fossi palestinese, rapirei un soldato israeliano». Adducendo ragioni di natura storica: le tecniche dei paramilitari sionisti al tempo della guerriglia contro l’occupazione britannica, non erano molto dissimili da quelle dei militanti di Hamas, sostiene Noam: «Anche noi rapivamo i soldati inglesi quando stavamo combattendo per la nostra libertà».

CANDIDATO PER I LABURISTI – Noam, che si candiderà tra le file dell’opposizione laburista alle prossime politiche, ha dichiarato pure di «esser pronto a parlare con chiunque abbia intenzione di parlare con noi». Tradotto, anche con Hamas, cosa che Israele al momento si rifiuta di fare. E sarebbe pronto a stringere la mano del rapitore di suo figlio, qualora questi diventasse il capo del governo palestinese, se servisse:« Se [Hamas] cambia la sua visione ed è disposta a riconoscere l’esistenza di Israele, sì, gli stringerei la mano». Non c’è che dire, un vero terremoto.

Matteo Cruccu Twitter: @ilcruccu

15 marzo 2012 | 21:54

http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_15/isreale-shalit-padre-dichiarazioni-cruccu_1437629c-6ec8-11e1-850b-8beb09a51954.shtml [3]