Il piano israeliano della ferrovia nella West Bank

REDAZIONE 29 LUGLIO 2013

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di Amira Hass – 28 luglio 2013

Il grandioso progetto della ferrovia nella West Bank che i funzionari della difesa hanno approvato in questa settimana è tagliato su misura per i coloni ebrei oggi e nel futuro, non per i palestinesi della West Bank. Il piano, che ha la pretesa di mettere a disposizione una rete ferroviaria regionale, è spinto dal ministro dei trasporti Yisrael Katz. Si tratta del ministro che sul sito Walla ha recentemente affermato che “uno stato palestinese è inaccettabile, principalmente a motivo dei nostri diritti su queste terre”.

Circa un milione di shekel [circa 210.000 euro] è già stato investito nella pianificazione, che prevede 473 chilometri di binari e 30 stazioni su 11 linee, per collegare le città e le regioni della West Bank e, a loro volta, tali città e regioni con la Giordania e la Siria.

Il piano non è nuovo. Il 24 maggio 2005 l’amministrazione civile del ministero della difesa ha lanciato un piano quadro predisposto dalla divisione infrastrutture delle ferrovie israeliane. Il piano, presentato nel maggio del 2011, era inteso a “creare continuità tra le linee ferroviarie entro la Linea Verde e le linee in programma per la Giudea e la Samaria”.

In altre parole, per giustificare l’enorme investimento, il piano mirare a un ulteriore rafforzamento dei collegamenti tra le città israeliane e gli insediamenti nella West Bank e a incoraggiare altri ebrei a vivere nella West Bank. Anche se i palestinesi utilizzano la rete ferroviaria, il suo percorso, come quello delle strade della West Bank, è disegnato in funzione delle necessità della popolazione ebrea. Ignora il fatto che la West Bank è parte dello stato palestinese riconosciuto dalle Nazioni Unite.

L’invito dei progettisti all’Autorità Palestinese a partecipare alla pianificazione è ingannevole. Molti piani infrastrutturali modesti e molto più urgenti che l’Autorità Palestinese vuole far procedere raccolgono la polvere da anni nei comitati dell’amministrazione civile o sono stati respinti. L’Autorità Palestinese non è stata invitata come futuro governo di uno stato confinante, bensì piuttosto per essere dipinta come recalcitrante.

Discussioni innumerevoli

Il piano può essere lontanissimo dalla realizzazione e può non arrivare mai a tale stadio, ma offrirà una quantità di posti di lavoro e farà sentire indispensabili i burocrati dell’amministrazione. Tali funzionari dovranno tenere infinite discussioni su tutte le obiezioni che saranno sottoposte.

Con il suo bilancio in calo, l’Autorità Palestinese dovrà arruolare altri avvocati e progettisti per redigere tali obiezioni per i paesi e le città lungo il percorso proposto. I gruppi israeliani per i diritti umani probabilmente aderiranno alle proteste o avanzeranno obiezioni proprie, così come potrebbero fare certi partiti politici e un coraggioso gruppo ambientalista.

Gli attivisti solleciteranno ogni impresa internazionale che produca parti o macchine per le linee a non collaborare con l’occupazione. Se l’Europa aveva bisogno di una spinta per cominciare ad attuare le proprie direttive di non cooperazione con gli insediamenti e con le imprese collegate a essi, ne ha ottenuta una mercoledì.

La proposta deve essere presentata tra un mese. Le obiezioni andranno avanzate sessanta giorni dopo, cioè entro tre mesi. Ci sono precedenti di presentazioni di decine di migliaia di obiezioni a piani generali come il piano Safdie di costruzioni a ovest di Gerusalemme. Un piano di costruzione a Kalansua (in Israele) ha ricevuto 1.700 obiezioni. Tutti gli oppositori sono stati invitati a un dibattito giovedì.

Se fossero presentate anche solo 1.000 obiezioni al piano ferroviario, leggere e discuterle richiederà mesi, se non anni. Anche se l’ufficio centrale di pianificazione (composto interamente da israeliani) approvasse il piano, gli oppositori si appelleranno certamente all’Alta Corte di Giustizia, che avrà bisogno di tempo per studiare i dettagli. E’ così improbabile che nei prossimi due o tre anni saranno scavate gallerie nelle colline attorno a Hebron, Ramallah e Nablus.

Ma poiché questo piano è stato approvato solo pochi giorni dopo l’annuncio da parte del Segretario di Stato USA, John Kerry, della ripresa dei dialoghi per la creazione di uno stato palestinese, il piano non farà che sollevare dubbi sulle vere intenzioni di Israele. Ciò avverrà anche tra gli osservatori più ottimisti, quelli che tendono a credere alle dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  http://www.zcommunications.org/israels-west-bank-railway-plan-will-face-hundreds-of-objections-by-amira-hass

Originale: Haaretz

 Traduzione di Giuseppe VolpeTraduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

http://znetitaly.altervista.org/art/11794

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