Il Ramadan senza un soldo

di Saleh Al-Naami – Al Ahram Weekly

Anche se a Gaza sono oggi disponibili mercanzie supplementari, poche persone hanno la possibilità di comprarle.
Mohamed Nassar, 49 anni, era sorpreso e un po’ sperduto percorrendo il mercato di Al-Zawya situato nel cuore della città di Gaza. Era sorpreso dalla grande varietà di prodotto in vendita e turbato perchè non aveva abbastanza soldi per comperare tutti i prodotti della lista che sua moglie gli aveva scritto per i preparativi del Ramadan e non sapeva a quali dare priorità. Nassar, che ha quattro figli, ripara frigoriferi e condizionatori per 1500 shekels (400 dollari) al mese. Paga 150 dollari d’affitto e confessa: “In verità dispongo solo di 600 shekels che devono durare fino alla fine del mese. Penso di consacrare un terzo di questi soldi al cibo per il Ramadan, per esempio per il formaggio e per le conserve. Quest’anno il mercato è tentatore, con tutti questi nuovi prodotti.”. E aggiunge velocemente: “questo mese è particolarmente difficile perchè le spese sono elevate e in più è seguito da Eid (la festa islamica che segue il Ramadan). Spero che le associazioni di carità saranno più attenti ai bisogni delle famiglie che hanno piccoli introiti, perchè noi non abbiamo i mezzi per far fronte a tutto ciò.”.
Circolando per i mercati di Gaza qualche giorno prima dell’inizio di giugno, si erano viste mercanzie di ogni sorta: prodotti caseari, articoli per la casa, e prodotti specifici per il Ramadan. Ciò che meravigliava era il modo con cui la gente si batteva per acquistare soprattutto quei prodotti di cui era stato vietato l’accesso durante gli anni dell’assedio.
Al-Darqotni esprime anche il timore che le persone non abbiano i mezzi per comprare i prodotti importati per il Ramadan. Afferma che il potere d’acquisto delle persone resta debole “a dispetto di un leggero miglioramento” del blocco seguito alla pressione mondiale che è seguita al massacro perpetrato dagli israeliani sulla nave turca Mavi Marmara che faceva parte della Flottiglia di Gaza.
Nel distretto di Al-Sheikh Radwan, al nord di Gaza, un gruppo di bambini guarda la vetrina di un negozio che vende giocattoli di Ramadan, specialmente lanterne per il Ramadan. I prezzi sono stati già abbassati di molto, ma certi continuano a contrattare con il commerciante. I bambini sperano che i loro genitori compreranno queste lanterne all’inizio del mese santo, per potersi divertire come gli altri bambini.
Hassan Zeineddin, che vende giocattoli, ha dichiarato che Israele ha autorizzato l’entrata di grandi quantità di giocattoli e tutto ad un tratto ce ne sono troppi ed i prezzi sono crollati. “Durante i peggiori anni dell’assedio il commercio si è praticamente arrestato perchè gli articoli di qualità erano vietati e non ci si poteva procurare che articoli di cattiva qualità che arrivavano attraverso i tunnel di contrabbando”, aggiunge Zeineddin.
Gli abitanti di Gaza temono che il blocco dell’elettricità continuerà anche durante il Ramadan. “Il Ramadan sarà difficile se ci mancherà l’elettricità” afferma Nader Qonita, 35 anni, che abita nel quartiere Al-Tifah della città di Gaza. Dovremo interrompere il digiuno alla luce di una candela? Potremo digiunare durante la calura estiva senza l’aria condizionata? Se ciò continuerà il digiuno sarà molto penoso.”.
Aggiunge che malgrado l’aumento della mercanzia “abbiamo paura di comprare qualunque cosa perchè senza elettricità – dunque senza refrigerazione- andrà tutto perduto. Speriamo che i soldati regolino i problemi affinchè possiamo accogliere il mese di ramadan nella consueta gioia.
A dispetto di tutte le mercanzie che si trovano a Gaza, la situazione economica della maggior parte delle famiglie è cattiva a causa della disoccupazione generalizzata che deriva dal blocco di gaza imposto dagli israeliani da quando Hamas a vinto le elezioni quattro anni fa.
Nahed Afana, 38 anni, ha detto che le condizioni ai posti di blocco sono migliorate, ma non la vita delle persone, perchè molte di loro hanno perduto il lavoro a causa del blocco ed ora vivono di aiuti internazionali e di carità. Afana, che fa parte dei più sfavoriti, ci ha confidato che molta gente è scoraggiata quando va a fare la spesa, perchè non hanno la possibilità di acquistare nulla.
“Questo aiuto è assolutamente necessario all’arrivo del Ramadan, soprattutto perchè le condizioni di vita degli abitanti di Gaza continuano a deteriorarsi a causa dell’assedio imposto da Israele al nostro popolo da quattro anni,” ha dichiarato Nassim Al-Zaaneen. Contemporaneamente, il ministero degli Affari Sociali di Gaza ha annunciato una campagna d’assistenza che porterà aiuto sotto forma di 50 dollari a famiglia, a 70 000 famiglie di Gaza.
Sembra dunque che il Ramadan quest’anno non sarà molto differente da quello degli ultimi tre anni. I palestinesi continueranno a vivere in una miseria spaventosa e in una terribile precarietà.
E questo nell’indifferenza criminale della comunità internazionale.

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