Il soldato ucciso a Hebron non é stato colpito da arma da fuoco – La mia testimonianza

Pubblicato il 23 settembre 2013 da AbuSara

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Posted by SarhaInPalestine on 

Ero vicina al soldato che e’ stato ucciso a Hebron tra il checkpoint 29 e 209.

Il soldato, che era appena arrivato sul luogo degli scontri tra esercito e Shebab,  a mio avviso NON E’ STATO COLPITO DA UN’ARMA DA FUOCO.

Gli scontri tra esercito e shebab sono iniziati alle 12 in diverse aree della cittá, concentrandosi soprattutto ai checkpoint 56 e 209 e sono andati avanti tutto il giorno.

Al mio arrivo al checkpoint 209 verso le 16 erano presenti 2 ISMers che nelle precedenti 2 ore hanno fatto interposizione ai soldati prevenendo che sparassero rubber coated steel bullets e live ammunition contro gli Shebab (la maggior parte sotto i 15 anni secondo la testimonianza delle 2 ISMers). Un cospicuo numero di teargas e stun bombs ha comunque raggiunto gli shebab.

Due giornalisti di Betselem erano preseenti sul posto. Uno é stato arrestato e portato nella stazione di polizia senza alcuna motivazione. Un unico bambino che stava osservando dal lato dei soldati é stato arrestato ma sono riuscita poco dopo a portarlo via interponendomi al soldato che lo aveva preso.

Verso le 18, in un momento di calma da entrambi i lati mi sono seduta su un marciapiede ed ho notato che nuovi soldati stavano arrivando. Quello che era piú vicino a me, all’incirca 4 metri, é stato colpito da qualcosa alla gola, ha portato le mani al collo, sembrava stesse soffocando quando ho visto che iniziava a sanguinare da una piccola ferita sul lato sinistro della gola. L’oggetto che  l’ha colpito probabilmente arrivava dalla strada alla sua sinistra dove NON ERANO PRESENTI SHEBAB.  NON HO UDITO ALCUNO SPARO O QUALSIASI ALTRO RUMORE.

Nei minuti precedenti l’incidente non c’e’ stato nessun scontro a fuoco E LA SITUAZIONE ERA PIUTTOSTO CALMA.

Il soldato é stato immediatamente soccorso da una jeep e io sono stata trascinata nella clinica alle mie spalle dal personale palestinese a cui i soldati hanno ordnato di chiudere l’entrata. Anche gli altri 4 ISMers appena arrivati sul posto sono stati portati dentro e le porta chiuse.

2 buldozer sono arrivati per togliere i blocchi di cemento che chiudono la strada dal 2001 e numerose jeeps e una cinquantina di soldati vi si sono posizionati. Dalla finestra della clinica ho visto un centinaio di soldati correre in direzione della strada dove l’oggetto che ha ferito il soldato sarebbe arrivato.

Dopo due ore siamo potuti uscire con il personale della clinica ma siamo stati fermati dai soldati che ci hanno detto che Hebron era stata dichiarata Closed Military Zone e nessuno poteva uscire, specialmente dall’area in cui ci trovavamo. L’unica opzione a loro avviso era far venire la polizia che ci avrebbe prima portato in stazione per un controllo. Mentre parlavamo con questi soldati una lunga fila con una cinquantina di uomini ammanettati e  legati l’uno con l’altro con una corda sono stati portati dentro un edificio privato dove i soldati hanno sgombrato le famiglie che vi abitavano.

Due ISMers sono saliti su un’ambulanza che trasportava una donna che stava per partorire all’ospedale, alla quale precedentemente era stato negato l’uscita. Io ed altri 3 ci siamo allontanati approfittando di un momento di distrazione dei soldati e siamo entrati in una casa palestinese dove abbiamo passato la notte. Per tutta la notte abbiamo visto decine di soldati entrare in ogni casa e prelevare tutti gli uomini e giovani ragazzi. Verso le 23 abbiamo visto una fila di approssimativamente un centinaio di uomini che venivano portati nello stesso edificio. Gli altri ISMers affermano di aver visto la stessa scena in diverse altre parti della cittá vecchia.

http://reteitalianaism.it/public_html/index.php/2013/09/23/il-soldato-ucciso-a-hebron-non-e-stato-colpito-da-arma-da-fuoco-la-mia-testimonianza/

 

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