Il Sud Africa celebra l’Israeli Apartheid Week

adminSito  venerdì 15 marzo 2013 09:24

immagine1

Il Paese africano si spacca sul concetto di apartheid applicato al regime israeliano. Il BDS South Africa accusa il partito di opposizione Democratic Alliance di censura.

di Rita Plantera

Cape Town, 15 marzo 2013, Nena News – È partita il 9 marzo in Sud Africa la nona edizione dell’Israeli Apartheid Week (IAW), la campagna di solidarietà alla comunità palestinese che si tiene annualmente in più di 250 città in tutto il mondo e ospitata quest’anno nella nazione arcobaleno dall’11 al 17 marzo. Presenti alla conferenza stampa al Museum of Apartheid di Johannesburg attivisti e rappresentanti delle autorità politiche e sindacali.

“Per noi sudafricani e per la nostra liberazione, gente di tutto il mondo si è mobilitata in centinaia di migliaia se non milioni.Durante gli anni ’80, hanno tenuto proteste, concerti, eventi per la liberazione di Nelson Mandela, conferenze, proiezioni di film e una serie di altri eventi per far conoscere le politiche razziste di apartheid del Sud Africa e per avviare e sostenere il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro tali pratiche in Sud Africa. Oggi abbiamo l’opportunità di ‘ricambiare’ aderendo al movimento internazionale di solidarietà con i popoli indigeni palestinesi (e i loro alleati israeliani progressisti) contro l’apartheid di Israele. La partecipazione all’Israeli Apartheid Week (IAW) è una forma di solidarietà”, si legge sul sito del Boycott Divestment Sanctions South Africa.

Più di 15 le città universitarie sudafricane coinvolte nella campagna con l’organizzazione di dibattiti, proiezioni di film e documentari, cicli di lezioni e attività di sensibilizzazione. Tuttavia, nonostante la partecipazione sentita soprattutto da parte dei movimenti studenteschi, non sono mancate tensioni intorno all’Israeli Apartheid Week. Un comunicato stampa del 10 marzo sul sito del Boycott Divestment Sanctions South Africa mette sotto accusa il Democratic Alliance (DA), il maggior partito di opposizione ad ANC dal 1994 al potere.

BDS South Africa condanna e denuncia il tentativo di censura della settimana di solidarietà da parte di Democratic Alliance di Durban. Chiamato dalla polizia a seguito di alcune contestazioni per un murales, opera dell’artista e attivista palestinese “Ewok” Robinson in un parco di Durban North Beach, raffigurante un pugno chiuso e le parole “Peace, Freedom, Justice ed Equality” accanto a quelle di Israeli Apartheid Week 2013, un consigliere di DA, Avrille Coen, ne ha chiesto la rimozione. Secondo la stampa locale avrebbe dichiarato che “Israeli apartheid” è una frase offensiva e di incitamento all’odio essendo Israele, il cui Parlamento include tra i suoi membri alcuni parlamentari di origine palestinese, uno Stato non in regime di apartheid.

Secondo BDS South Africa tale intervento sarebbe in linea con le richieste di rimozione della cartellonistica pro-palestinese collocata sull’autostrada M1 di Joahnnesburg avanzate dal South African Jewish Board of Deputies (SAJBD) e dalla South African Zionist Federation (SAZF). Già l’anno scorso, in occasione della stessa campagna, BDS South Africa annunciò un’azione legale contro laContinental Outdoor Media responsabile di aver rimosso i manifesti pubblicitari dagli spazi acquistati insieme alla Palestine Solidarity Alliance.

Il leader di DA, Helen Zille, avrebbe dichiarato lunedì scorso che non ci sarebbe stato nessun tentativo di rimuovere il murales sostenendo che DA, così come il consigliere Avrille Coen, è a favore della libertà di espressione. Eppure martedì il murales era scomparso sotto una mano di vernice nera. Coen ha negato ogni responsabilità e non è ancora ben chiaro chi sia stato l’artefice dell’annerimento.

Critiche sulla disponibilità delle istituzioni accademiche ad ospitare gli eventi della campagna sono state espresse soprattutto dal South African Union of Jewish Students (SAUJS). SAUJS sostiene che gli attivisti coinvolti nell’Israeli Apartheid Week negano la storia ebraica cercando di sabotare la loro campagna, l’Awareness Week Israeli, che quest’anno si è svolta dal 25 febbraio al primo marzo presso l’Università di Witwatersrand a Johannesburg. Accuse negate dagli attivisti pro-palestinesi che invece sostengono di essere a conoscenza e di non negare assolutamente la persecuzione subita dal popolo ebraico storicamente.

Steven Friedman, direttore del Centre for the Study of Democracy alla Rhodes University e presso l’University of Johannesburg, riferendosi all’espressione “Israeli apartheid”, ha fatto notare sulla stampa locale: “Era incitamento all’odio dire che l´apartheid in Sud Africa era sbagliata? Si tratta di una dichiarazione, di un´opinione su un sistema politico e chiunque la definisce un’espressione di odio sta cercando di censurare questo punto di vista”. D’altro canto, David Saks, direttore associato del South African Jewish Board of Deputies (SAJBD), ha dichiarato che sebbene il binomio “Israeli apartheid” costituisce una descrizione altamente fuorviante rispetto alla realtà, esprime pure un punto di vista protetto dalla Costituzione.

Vogliamo ricordare che documenti dell’ONU, tra cui le osservazioni conclusive dell’ottava sessione (13 febbraio-9 marzo 2012), del Committee on the Elimination of Racial Discrimination (CERD) e del Tribunale Russell (novembre 2011) riportano le parole “apartheid” e “segregazione” in riferimento al sistema politico-economico istituzionalizzato e imposto da Israele nei Territori e che prevede, tra l’altro, per i soli membri della comunità palestinese e beduina la detenzione amministrativa, un sistema giudiziario (militare) differente e la negazione del diritto alla proprietà della terra e dell’accesso alle risorse naturali soprattutto idriche.

Intanto la stampa locale sudafricana riporta che martedì al dottor Salim Vally, direttore del Centre for Education Rights and Transformation all’Università di Johannesburg e importante attivista palestinese, sia stato negato l’accesso in Cisgiordania dai militari israeliani. Invitato dalla fondazione tedesca Friedrich Ebert Stiftung per tenere un ciclo di lezioni sul diritto all´istruzione, è stato espulso in Giordania dopo essere stato per cinque ore interrogato, perquisito e umiliato. Niente di nuovo sul fronte israeliano. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55280&typeb=0&Il-Sud-Africa-celebra-l’Israeli-Apartheid-Week

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam