Il “terrorismo ebraico” verso i palestinesi è triplicato nel 2018 – di Amos Harel

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sintesi personale

L’anno scorso si è registrato un forte aumento di “crimini nazionalisti” ebraici, di  violenze e danni alla proprietà  contro i palestinesi in Cisgiordania. A metà dicembre, erano stati segnalati 482 incidenti del genere, rispetto ai 140 del 2017.

La violenza da parte di coloni e attivisti di destra ha incluso il picchiare e il lanciare  pietre contro i palestinesi, nello scrivere slogan nazionalisti e anti-arabi o anti-musulmani, nel danneggiare case e automobili e nell’ abbattere alberi appartenenti a contadini palestinesi.

Tali incidenti sono diminuiti drasticamente nel 2016 e nel 2017 rispetto agli anni precedenti. Il declino è stato attribuito alla risposta delle autorità in seguito all’incendio di una casa nel villaggio di Duma, in Cisgiordania, che ha tolto la vita a tre membri della famiglia Dawabshe. Amiram Ben-Uliel, un giovane colono, è stato accusato di tre capi di omicidio in quel caso. Dopo l’attacco, il servizio di sicurezza dello Shin Bet ha arrestato diversi attivisti estremisti di destra che vivevano nella Cisgiordania settentrionale, sospettati di essere coinvolti in violenze e incitamenti alla violenza contro gli arabi.

Una serie di azioni intraprese durante quel periodo come la detenzione amministrativa, il divieto per i  sospettati di restare in Cisgiordania e, in alcuni casi, il permesso di interrogare i sospetti con metodi severi, ha agito da deterrente e ha ridotto il tasso di violenza contro i palestinesi. Tuttavia, nell’ultimo anno, dopo che gli attivisti sono stati rilasciati (contemporaneamente all’ascesa di nuovi gruppi più giovani), gli atti di violenza sono aumentati ancora una volta .

C’è stato anche un cambiamento nell’atteggiamento della leadership degli insediamenti nei confronti della violenza. L’attacco alla Duma è stato uno shock per molti. Alcuni leader dei coloni, come pure il ministro dell’Istruzione Naftali Bennett, hanno parlato apertamente contro il terrore ebraico. Ora le  persone più estremiste hanno vinto seggi in alcuni consigli locali alle elezioni municipali di novembre  ed hanno reagito alla violenza contro i palestinesi con ambiguità e indulgenza.

La tensione è aumentata nelle ultime settimane tra l’establishment della difesa e i coloni sullo sfondo di due incidenti. Il primo  è stato determinato dalla rimozione dei prefabbricati nell’ ‘avamposto illegale di Amona, dove è avvenuto  uno scontro violento tra gli attivisti di destra e il personale della polizia di frontiera. Il secondo è stato causato dall’arresto di tre adolescenti per un presunto coinvolgimento in un episodio di terrorismo ebraico, che ha scatenato un’ondata di proteste per la presunta intenzione dello Shin Bet di torturare i sospetti durante l’interrogatorio.

L’aumento del numero di episodi di violenza sembra anche collegato al desiderio di vendicare   gli attacchi palestinesi contro gli israeliani. Tali incidenti sono aumentati dopo due attacchi all’inizio dello scorso anno e di nuovo dopo l’omicidio di due israeliani in un attacco nella zona industriale di Barkan in ottobre. Pochi giorni dopo l’omicidio a Barkan, una donna palestinese è stata uccisa vicino a Nablus con pietre lanciate, apparentemente dagli israeliani, contro l’auto dove  viaggiava. In un altro caso  si è tentato  di incendiare una moschea.

L’esercito attribuisce anche l’aumento della violenza da parte degli ebrei contro gli arabi a una più stretta sorveglianza da parte delle forze di sicurezza (alcune forme di vandalismo non sono mai state documentate in passato). Tuttavia la debolezza si evidenzia nel modo in cui la  legge tratta  gli atti di terrore e di violenza ebraici; in alcuni casi i sospetti vengono rapidamente rilasciati senza ulteriori azioni legali.

Funzionari della difesa hanno detto che il gruppo più estremo di attivisti di destra, i cosiddetti giovani della collina, la maggior parte dei quali vive in avamposti in Cisgiordania, ammonta a  circa 300 persone. Di questi poche decine sono sospettati di coinvolgimento nella violenza. La loro età è compresa tra i  15 o  i 16 anni. La maggior parte degli atti violenti sono stati commessi nella zona di Shiloh Valley tra Ramallah e Nablus, vicino agli insediamenti di Yitzhar e intorno all’avamposto evacuato di Amona vicino a  Ramallah. In alcuni casi, specialmente intorno a Yitzhar, sembra che i palestinesi stiano intenzionalmente cercando di scontrarsi con i residenti degli insediamenti.

 

Il “terrorismo ebraico” verso i palestinesi è triplicato nel 2018 – di Amos Harel

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