Illegale in Canada ma lecito in Israele?

REDAZIONE 27 OTTOBRE 2013

 immagine1

“Stato e JNF: ladri di terra”

di Yves Engler – 26 ottobre 2013

In Canada è illegale limitare la vendita di proprietà a certi gruppi etnici o religiosi, ma molti dei nostri uomini d’affari e politici promuovono un’organizzazione che fa esattamente questo in Israele.

Mentre ci si avviava agli anni ’50 i contratti fondiari restrittivi in molti quartieri e comunità esclusive in tutto il Canada rendevano impossibile l’acquisto di proprietà a ebrei, neri, cinesi, aborigeni e altri considerati non “bianchi”. Non è stato che dopo la seconda guerra mondiale che queste politiche hanno cominciato a essere contestate con successo in tribunale.

Nel 1948 Annie Noble decise di vendere una villetta nell’esclusivo distretto di Beach O’ Pines [Spiaggia dei Pini] sul lago Huron a Bernie Wolf, un ebreo. Nel corso della vendita l’avvocato di Wolf si rese conto che l’atto originale di proprietà conteneva la clausola seguente: “Le terre e i locali qui descritti non saranno mai venduti, assegnati, trasferiti, concessi, affittati o in qualsiasi altra maniera alienati a, e non saranno mai occupati o utilizzati in alcun modo da, qualsiasi persona che sia di razza o sangue ebreo, nero o di colore, essendo intenzione del Concedente limitare la proprietà, l’uso, l’occupazione e il godimento di tale area di sviluppo ricreativo, inclusi i terreni e i locali qui descritti, a persone di razza bianca o caucasica.”

La Noble e Wolf cercarono di ottenere dal tribunale una dichiarazione che la restrizione era invalida ma incontrarono l’opposizione dell’Associazione per la Protezione di Beach O’ Pines. Sia un tribunale di Toronto, sia la corte d’appello dell’Ontario rifiutarono di invalidare l’atto razzista. Ma la Noble portò il caso – con l’assistenza del Congresso Ebraico Canadese – alla corte suprema del Canada. Con una sentenza di sei voti contro uno la massima corte annullò le decisioni delle corti inferiori e consentì alla Noble di vendere la proprietà.

La pubblicità che circondò il caso indusse l’Ontario ad approvare una legge che annullava i contratti fondiari razzisti e nel 2009 il governo conservatore definì il caso ‘Nobel e Wolf contro Alley’ presso la corte suprema “un evento di significato storico nazionale’ nella battaglia ‘per i diritti umani e contro la discriminazione razziale e religiosa in Canada’.

Sei decenni dopo che la corte suprema ha inferto questo colpo agli atti di proprietà razzisti, un ente di beneficienza canadese che discrimina l’uso dei terreni continua a ricevere significativo sostegno pubblico. Ottawa offre sostegno finanziario e politico al Jewish National Fund [Fondo Nazionale Ebraico – JNF] che è proprietario del 13% della terra d’Israele e ha una significativa influenza sulla maggior parte del resto. Fondato a livello internazionale nel 1901 e nove anni dopo in Canada, gli statuti e i documenti di locazione del JNF contengono una clausola restrittiva che afferma che la sua proprietà non sarà concessa a non ebrei.

Un rapporto del 1998 del Comitato dell’ONU per i Diritti Umani ha rilevato che il JNF discrimina sistematicamente i cittadini palestinesi d’Israele, che costituiscono circa il venti per cento della popolazione del paese. Secondo il rapporto dell’ONU, i terreni del JNF sono “concessi a esclusivo beneficio degli ebrei”, il che ha portato a una “forma istituzionalizzata di discriminazione”. Analogamente, quando, a metà degli anni ’90, a una coppia arabo-israeliana è stato impedito di affittare una casa, la coppia ha portato avanti la propria causa fino alla corte suprema d’Israele e nel 2005 la corte ha rilevato che il JNF escludeva sistematicamente i cittadini palestinesi d’Israele dall’affittare le sue proprietà.

Più di recente le schede-paese 2012  del Dipartimento di Stato USA sulle Pratiche dei Diritti Umani ha dettagliato “discriminazioni istituzionali e sociali” in Israele. Il rapporto ha segnalato: “Approssimativamente il 93% della terra era di pubblico demanio, compreso il circa 12,5% di proprietà dell’ONG Jewish National Fund (JNF) i cui statuti vietano la vendita o l’affitto dei terreni a non-ebrei”.

Per parte loro, i dirigenti canadesi del JNF sono relativamente trasparenti riguardo al carattere discriminatorio dell’organizzazione. Nel maggio del 2002 i direttore esecutivo per il Canada orientale del JNF Canada, Mark Mendelson, ha spiegato: “Noi siamo fiduciari tra l’ebraismo mondiale e la terra d’Israele”. Il capo del JNF Canada, Frank A. Wilson, ha fatto eco a tale dichiarazione nel luglio del 2009: “Il JNF è il curatore della Terra d’Israele per conto dei suoi proprietari, che sono gli ebrei di tutto il mondo”.

Gli statuti e le operazioni del JNF violano chiaramente la legge canadese. Tuttavia il JNF Canada, che raccoglie ogni anno circa 7 milioni di dollari, è un ente di beneficienza registrato nel paese. In quanto tale può offrire deduzioni fiscali per le donazioni, il che significa che sino al 40% del suo bilancio in effetti è alimentato dalle casse pubbliche.

Oltre al suo status di ente di beneficienza, il JNF Canada ha ricevuto varie altre forme di sostegno ufficiale. Alberta e Manitoba, per esempio, hanno firmato accordi per molti milioni di dollari con il JNF mentre i conservatori di Harper [primo ministro canadese] sono forti sostenitori dell’organizzazione. L’anno scorso i ministri Jason Kenney e John Baird hanno parlato a pranzi di gala del JNF mentre Peter Kent ha visitato il sud di Israele con dirigenti dell’organizzazione. Il 1° dicembre il primo ministro Stephen Harper sarà onorato al pranzo del JNF Negev a Toronto e sarà la prima volta che un primo ministro canadese in carica parlerà a un gala del JNF nei cento anni di storia dell’organizzazione.

Harper appoggia le politiche razziste di uso della terra del JNF?

Independent Jewish Voices ha lanciato una campagna per la revoca dello status di ente di beneficienza del JNF Canada a causa delle sue politiche fondiarie razziste e del suo ruolo nell’esproprio dei palestinesi. Il 1° dicembre Harper sarà accolto dai dimostranti a Toronto mentre una protesta è programmata anche per il gala del JNF a Ottawa il 29 ottobre.

Nel 2011 Stop the JNF in Inghilterra ha spinto il primo ministro, David Cameron, a ritirare il suo patronato al JNF. Inoltre almeno 68 membri del parlamento britannico hanno sottoscritto un appello per la revoca dello status di ente di beneficienza dell’organizzazione perché “la costituzione del JNF è esplicitamente discriminatoria, affermando che le terre e le proprietà non saranno mai affittate, concesse o vendute a non ebrei”.

Qui in Canada sarebbe bello vedere politici progressisti come il parlamentare del NDP Libby Davies o la leader del Partito Verde Elizabeth May distribuire un appello simile ai loro colleghi della Camera dei Comuni. Almeno qualche politico federale deve opporsi a che il Canada sovvenzioni restrizioni razziste alla proprietà.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/illegal-in-canada-but-okay-in-israel-by-yves-engler.html

Originale: Yvesengler.com

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

http://znetitaly.altervista.org/art/12873

Contrassegnato con i tag:

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam