Illuminiamo le tenebre di Gaza…

Posted on 22 marzo 2014

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Durante la nostra ultima visita alla parrocchia di Gaza, insieme agli amici dell’Unitalsi, mentre eravamo in canonica alle h.18 in punto ci siamo ritrovati al buio per qualche minuto perché la corrente era stata staccata. Abuna Mario (quello brasiliano) ha acceso la luce del telefonino e si è incamminato fuori per far partire una batteria che avrebbe riportato la luce nella casa. Ed ha iniziato a raccontarci delle difficoltà delle nostre famiglie per questa situazione di mancanza di elettricità soprattutto durante la sera quando le tenebre calano su Gaza e tutto piomba nel buio totale. E non solo ci ha raccontato ma ci ha anche portato a vedere e toccare con mano la situazione. Armati del telefonino ci siamo incamminati lungo le strade della città illuminate solo dai fari delle automobili per andare a trovare due famiglie. Arrivati a casa di Um George, abbiamo iniziato a bussare e a chiamare la povera vedova che vive da sola in una stanza di 30 metri quadrati. Um George vive da sola e quella sera aveva mangiato una piccola pizzetta perché non aveva i soldi per comprare un po’ di pane! Ma nonostante tutto questo ci ha dato una bellissima lezione di fede!!! Gli abbiamo lasciato qualcosa e soprattutto gli abbiamo promesso che faremo qualcosa per illuminare le sue notti lunghe e dolorose.
Um George non è l’unica situazione drammatica di un luogo dimenticato da Dio e spesso dimenticato anche dagli uomini. Noi abbiamo visto e non possiamo più far finta di niente ed è per questo che abbiamo bisogno dell’aiuto di tanti altri amici sensibili e cristiani: l’idea è quella illuminare le tenebre di Gaza regalando una batteria ricaricabile a più famiglie possibili e far sentire meno soli almeno un po’ dei nostri fratelli. Sappiamo che aiutare 50 famiglie non è nulla nel mare dei problemi di Gaza ma sappiamo anche che quel piccolo aiuto donerà luce, speranza, forza e coraggio a qualcuno per continuare a resistere in quel campo di lento sterminio di pochi chilometri quadrati chiamato Gaza!

“E’ bella la missione di dare luce al mondo!” – ci ha ricordato qualche giorno fa Papa Francesco. “Il cristiano – ha aggiunto papa Francesco – dovrebbe essere una persona luminosa, che porta luce, che sempre dà luce! Una luce che non è sua, ma è il regalo di Dio, è il regalo di Gesù. E noi portiamo questa luce”. Come essere cristiani in un altro modo? È questa la nostra missione : portare la luce nelle tenebre non solo spiritualmente ma anche materialmente!!!

Questa “campagna” farà del bene anche a noi perché quando i Gazawi ci passeranno avanti in cielo, dato che loro l’inferno lo hanno già vissuto, la nostra speranza è che potranno dire a San Pietro : “Questo lo conosco…mi ha donato un po’ di luce…lo puoi fare entrare!!!

Quale è l’idea :
L’idea è quella di far adottare 50 famiglie povere di Gaza a 50 parrocchie italiane.

A chi è rivolto l’invito :
L’invito è rivolta alle nostre comunità parrocchiali. Ai nostri sacerdoti più sensibili oppure a qualche persona di buona volontà che si prende l’incarico di sensibilizzare la propria comunità parrocchiale!

Concretamente cosa fare :
Dal punto di vista spirituale, adottare significa prima di tutto portare nella preghiera e domandare al Signore che sostenga e doni coraggio e forza di resistere alla famiglia stessa. Conoscere i loro nomi per trasformare i nostri fratelli di Gaza da fantasmi in esseri umani e farli entrare così nella comunità parrocchiale. Saranno una famiglia in più nella grande famiglia della parrocchia.

Dal punto di vista materiale per questa quaresima ti chiediamo di raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di una batteria Fulda (tedesca) per poter illuminare le tenebre delle notti di Gaza e donare un po’ di luce a chi vive nel buio. Una batteria 220 amper/ora costa circa 1.300 shekels a cui vanno aggiunti circa 650 shekels per l’inverter ed il totale diventa2.000 shekels = 425 €.

Per chi volesse proponiamo anche un ulteriore impegno per il sostegno della stessa famiglia con un contributo mensile di almeno 100 €, tenendo presente che gran parte dei padri e delle madri non ha un lavoro che permetta di mantenere dignitosamente la propria famiglia. Le famiglie saranno individuate tra quelle più bisognose dal parroco di Gaza, abuna George Hernandez, coadiuvato dal Vice Parroco abuna Mario Da Silva.

Concretamente come fare :
L’Associazione HABIBI si prenderà carico dell’organizzazione del progetto e della gestione delle adozioni, mettendo in relazione le famiglie di Gaza con le varie parrocchie italiane.
I soldi per l’acquisto delle batterie e per il sostegno mensile saranno raccolti nel conto corrente di HABIBI che, attraverso il nostro presidente Abuna Mario Cornioli, farà arrivare i fondi, per intero, ad ogni singola famiglia!

Illuminiamo le tenebre di Gaza…

http://abunamario.wordpress.com/2014/03/22/illuminiamo-le-tenebre-di-gaza/

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