Importante gruppo ebraico statunitense annuncia piano per intensificare la campagna contro il movimento BDS

26 Giugno 2013

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Un rappresentante di un importante gruppo ebraico statunitense ha detto la scorsa settimana al giornale Haaretz che la campagna contro il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) sta per decollare.

Malcolm Hoenlein, un alto funzionario della Conferenza dei Presidenti delle Maggiori Organizzazioni Ebraiche Statunitensi, ha detto al giornalista Judy Maltz che hanno in programma di lanciare un contrattacco al BDS nei campus ad agosto. “Sarà una grande campagna su Internet e sui social media, in cui speriamo di raggiungere ogni singolo studente universitario negli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di educare in modo creativo e riconquistare l’opinione pubblica”, ha detto Hoenlein nell’intervista pubblicata all’inizio di questa settimana. Hoenlein si trovava in Israele in visita a Gerusalemme per la festa di compleanno e la conferenza del presidente israeliano Shimon Peres.

Questi commenti sono l’ultima indicazione che l’establishment ebraico sta mettendo tutto il suo peso nella lotta contro il BDS.

Hoenlein, vice-presidente esecutivo di un’organizzazione che funge da organo di coordinamento per 51 gruppi ebraici statunitensi, ha anche detto ad Haaretz che le comunità ebraiche di tutto il mondo non hanno fatto abbastanza per combattere il BDS, e ha criticato la recente decisione di Stephen Hawking di boicottare la conferenza israeliana dedicata a Peres.

Mentre rivelava la nuova campagna per combattere i gruppi BDS, Hoenlein ha cercato anche di sminuire l’impatto del movimento. “Finora è solo un gruppo molto limitato di persone. Ottengono risonanza e pubblicità perché attaccare Israele fa notizia. Sostenere Israele non fa notizia. Ma il fatto è che la maggior parte dei campus universitari ha respinto il movimento BDS”, ha detto a Haaretz.

I due messaggi non sono esattamente in sintonia. Perché una grande organizzazione ebraica destinerebbe risorse a un movimento insignificante? Una campagna lanciata dalla principale organizzazione ebraica statunitense attirerebbe probabilmente maggiore attenzione al fiorente movimento BDS.

Ancora più importante di queste contraddizioni, però, è ciò che la nuova campagna dimostra: il lento ma costante impatto del movimento e la crescente attenzione della lobby israeliana sul BDS, soprattutto nei campus universitari. La recente ondata di risoluzioni per il disinvestimento da parte di governi studenteschi nei campus della California — tre delle quali sono state approvate – ha chiaramente raggiunto gli uffici di persone come Hoenlein.

È vero che il movimento BDS non ha ancora fatto progressi significativi verso l’imposizione di costi pesanti sullo stato di Israele per le sue violazioni del diritto internazionale. Tuttavia, il boicottaggio di Israele da parte di personaggi della cultura di altro profilo e le mozioni per il disinvestimento, come le recenti iniziative della chiesa statunitense United Methodist, dimostrano che il BDS continua ad andare avanti.

Il recente boicottaggio di Hawking, per cui Hoenlein si è tanto agitato, è un avvertimento per Israele, come ha scritto su +972 Magazine Noam Sheizaf, che “l’occupazione ha un costo.” Il boicottaggio di Hawking ha anche innescato un esame di coscienza da parte dei sostenitori di Israele, che sono arrivati all’idea che il movimento BDS è una minaccia che deve essere presa sul serio – e ora, prima che sia troppo tardi.

Larry Derfner di +972 Magazine ha recentemente fatto una rassegna di ciò che lui chiama la “saggezza del consenso” da parte degli oppositori del BDS che dimostra che il movimento sta funzionando. Segnala l’ammissione di Thomas Friedman, che il movimento “sta creando una potente ondata nell’opinione internazionale, in particolare in Europa e nei campus universitari, che Israele è uno stato canaglia a causa dell’occupazione della Cisgiordania.” Derfner segnala inoltre un recente articolo su Haaretz di un gruppo di importanti uomini d’affari israeliani che ha detto al primo ministro Benjamin Netanyahu: “Se non facciamo progressi verso una soluzione a due stati, ci saranno sviluppi negativi per l’economia israeliana. Gli investimenti stranieri non verranno ad uno stato del genere. Nessuno acquisterà merci da uno stato del genere”.

La crescente preoccupazione per il BDS tra l’establishment ebraico in Israele e negli Stati Uniti ha scatenato una rinvigorita spinta contro il movimento. La nuova campagna della Conferenza dei Presidenti si unirà agli sforzi finanziati con milioni di dollari della Israel Action Network contro il BDS, che è il primo veicolo dell’establishment ebraico per combattere il BDS.

Fonte: Mondoweiss

Traduzione di BDS Italia

 

http://bdsitalia.org/index.php/ultime-notizie-sulbds/780-cop-bds

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