In aumento le violenze israeliane sui bambini palestinesi

Wednesday, 06 July 2011 13:54 Marta Fortunato per l’Alternative Information Center

Vivere nella violenza, fin da piccoli. Questo lo scenario che si prospetta ai bambini palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, sempre più spesso vittima di attacchi da parte dei coloni israeliani degli insediamenti illegali.

E le aggressioni contro la popolazione palestinese sono purtroppo una pratica quotidiana.

Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din non si tratta di incidenti isolati né di semplici episodi di odio e rabbia ma piuttosto di un piano strategico molto più sofisticato volto ad affermare l’autorità e la dominazione territoriale israeliana sulle terre palestinesi della Cisgiordania. Per questo l’esercito collabora ed approva le continue aggressioni contro gli abitanti palestinesi. Anche se, secondo il diritto internazionale, Israele non ha sovranità sui territori che ha occupato e, in qualità di potenza occupante, dovrebbe difendere i civili palestinesi dalla violenza perpetrata in queste terre.

“I soldati hanno iniziato a sparare in aria e a lanciare lacrimogeni contro di noi” racconta Asad, 16 anni, di Fara’ta, un villaggio vicino a Qalqiliya, nel nord della Cisgiordania. Il 2 giugno 2011 questo ragazzo non ancora maggiorenne è stato colpito da un candelotto di gas lacrimogeni mentre stava raccogliendo il grano nelle terre del suo villaggio. Dodici punti ed un taglio profondo vicino all’occhio.

E la complicità e il silenzio dell’esercito israeliano, anche di fronte ad aggressioni mortali.

Il 28 gennaio 2011 Yousif Ekhlayel, di soli 13 anni, è stato ucciso dal fuoco di un colono a Beit ‘Ummar, un villaggio ad 11 km da Hebron.

                                                        Yousif Ekhlayel, 13 anni, ucciso da un colono israeliano

“Yousif stava raccogliendo frutta col padre quando sono arrivati quasi 70 israeliani dall’insediamento illegale di Bat Ayin” ha raccontato Ahmed, un abitante di Beit ‘Ummar – c’erano sia donne che uomini, tutti armati. E cinque di loro avevano dei fucili e hanno sparato contro di noi”. Yousif, colpito alla testa, è deceduto qualche ora dopo in ospedale.

Diciassette sono i bambini palestinesi che hanno subito violenze da parte dei coloni israeliani nei primi sei mesi del 2011. A riferire la notizia è l’organizzazione non governativa Save the Children – Palestina:

nel report pubblicato il 4 luglio 2011 si legge che ci sono quotidianamente attacchi contro i palestinesi nei villaggi della Cisgiordania che sorgono vicino agli insediamenti israeliani e nei quartieri di Gerusalemme Est e che troppo spesso coloro che vengono colpiti dai bastoni, dai gas lacrimogeni o dai proiettili dei coloni sono minorenni.

Secondo un recente report dell’OCHA (Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari), nel 2010 le violenze perpetrate dai coloni israeliani contro i palestinesi sono aumentate del 70% rispetto all’anno precedente e la causa principale è dovuta ad “un’applicazione troppo permissiva della legge”. Quasi il 90% delle indagini su queste violenze non va a buon fine. E l’esercito israeliano al posto di difendere le vittime delle aggressioni, protegge e si schiera con i coloni, facilitando o prendendo parte agli attacchi contro i palestinesi, oppure con un tacito assenso. Dati confermati anche dal gruppo israeliano per i diritti umani Yesh Din: “la maggior parte degli attacchi contro i palestinesi non solo rimane impunito ma viene completamente ignorato dalle autorità israeliane”. E l’esercito rimane impassibile di fronte a queste “spudorate” violazioni dei diritti umani del popolo palestinese in Cisgiordania.

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