In migliaia alla Marcia del Ritorno palestinese

19 Apr 2013

 

L’annuale Marcia del Ritorno ha portato circa 7mila persone nel villaggio distrutto di Khubeizy nel giorno dell’Indipendenza israeliana. La marcia, che si è svolta nelle terre del villaggio e tra le macerie, oggi un parco nazionale, è finita con un comizio nel quale si è chiesto l’implementazione della risoluzione Onu 194, che riconosce il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, e il rilascio dei prigionieri politici.

 
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Migliaia in marcia nelle terre del villaggio (Foto: Oren Ziv/Activestills)

 

La marcia è stata organizzata dall’Association for the Defense of the Rights of the Displaced People (ADRID) a cui hanno preso parte per lo più palestinesi con cittadinanza israeliana (i cosiddetti “palestinesi ’48)  e alcuni attivisti israeliani. Oltre ai discorsi pubblici, la manifestazione ha previsto anche un festival culturale con stand di libri, cibo, bandiere palestinesi e t-shirt con su scritto “Free Samer Issawi”. L’evento è finito con lo show del cantante Walaa Sbeit, lui stesso discendente da rifugiati di Iqrit, che ha ricevuto gli applausi quando ha parlato dell’insediamento che lui e i suoi amici hanno tenuto in piedi per nove mesi sulle terre del villaggio.

Una piccola contro-manifestazione di circa 40 persone con in mano bandiere israeliane ha “accolto” la marcia nelle terre di Khubeizy. Anche tra gli stessi manifestanti palestinesi sono nati dei diverbi: un piccolo gruppo vicino al palco hanno tirato fuori bandiere in sostegno al regime di Assad e contro il “complotto americano e sionista” per rimuoverlo, nonostante la richiesta degli organizzatori di non portare con sé simboli di partito. Un altro piccolo gruppo ha polemizzato perché un ebreo israeliano, il dottor Gerardo Leibner del movimento Tarabut, è stato invitato a parlare sul palco. Lo stesso Leibner ha risposto alle critiche citando l’importanza della lotta congiunta di palestinesi e ebrei anti-sionisti.

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(Foto: Oren Ziv/Activestills)

 

Il villaggio di Khubeizy, che prende il nome da una pianta, la malva, si trova a Nord di Wadi Ara, circa 40 chilometri a Sud Est di Haifa. Nel 1948 era casa a 350 persone, che secondo ADRID non opposero resistenza all’attacco sionista. Tuttavia il villaggio fu distrutto e i suoi abitanti dispersi nei villaggi vicini all’interno del territorio israeliani, ma anche nei campi profughi a Jenin e in Giordania.

Circa un milione di israeliani hanno celebrato il giorno dell’indipendenza, in parallelo all’annuale Marcia del Ritorno, tra picnic nei parchi nazionali o in spiaggia.

 

Haggai Matar,

+972mag.com

 

INVIATO DA AICITALIANO IL VEN, 04/19/2013 – 10:23

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