Incidenti nelle proteste del fine settimana contro il Muro

Le tradizionali proteste settimanali in Cisgiordania contro il Muro di Separazione israeliano si sono concluse con tre feriti e molti casi di inalazione dei gas lacrimogeni.

Nel villaggio di Bil’in, a Ovest di Ramallah, la manifestazione del venerdì organizzata dalComitato Popolare contro il Muro è stata fermata dall’esercito israeliano. La protesta, a cui hanno partecipato i residenti di Bil’in e attivisti internazionali e israeliani, è partita dal centro del villaggio e si è diretta verso il Muro di Separazione. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e cantato slogan per l’unità nazionale e la continuazione della lotta contro l’occupazione e il Muro.

Quando hanno raggiunto il bosco di Abu Lamon, area restituita al villaggio dopo una lunga battaglia legale, i manifestanti sono riusciti a passare attraverso il filo spinato. I soldati israeliani oltre il Muro hanno lanciato proiettili di gomma, gas lacrimogeni e acqua putrida contro i partecipanti. Gli scontri sono proseguiti dopo che giovani palestinesi hanno lanciato pietre contro i soldati dietro il Muro.

Come conseguenza, due giovani residenti del villaggio sono rimasti feriti e una decina di attivisti hanno inalato gas lacrimogeni e sono stati medicati dalle ambulanze. Ahmad Bornat, 18 anni, è stato colpito alla gamba da un proiettile di gomma e Abdallah Yasin, 19, è stato ferito alla schiena da un candelotto. Il lungo e intenso fuoco israeliano ha incendiato gli uliveti e le aree limitrofe.

Intanto, altri manifestanti sono riusciti a confiscare una sorgente d’acqua utilizzata dai coloni a Nabi Saleh, una vittoria storica secondo gli attivisti. Dal 2009, le proteste del venerdì hanno continuamente tentato di raggiungere la sorgente nonostante la presenza dell’esercito israeliano. Due coloni stavano facendo il bagno quando decine di residenti di Nabi Saleh, insieme a attivisti internazionali e israeliani, hanno confiscato il sito. Le forze militari israeliane hanno chiuso l’area al fine di fermare i manifestanti e salvaguardare i coloni.

I manifestanti hanno piantato una bandiera palestinese nonostante la rabbia dei coloni e dei soldati. Sono scoppiati scontri tra i dimostranti e l’esercito che ha lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere la folla. Nessuno è rimasto ferito.

Nel villaggio di Kufr Qaddoum, tra Nablus e Qalqiliya, circa 250 residenti e attivisti hanno marciato venerdì per protestare contro la chiusura del villaggio, le restrizioni al movimento e la continua politica di confisca delle terre a favore dell’espansione della colonia di Kedumim.

La manifestazione ha portato a scontri quando i dimostranti hanno raggiunto il blocco stradale che l’esercito ha posto qualche mese fa. I militari israeliani hanno lanciato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma mentre giovani palestinesi hanno lanciato pietre e pneumatici in fiamme. Un manifestante è stato ferito da un proiettile di gomma alla spalla ed è stato soccorso sul posto. Alla fine, l’esercito si è ritirato e i manifestanti sono tornati al villaggio.

Nessun palestinese è stato arrestato durante le manifestazioni.

Claude Durand

Alternative Information Center

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