Indignatevi!

Assai più forte del punto esclamativo del titolo di questo straordinario saggio del diplomatico, politico e intellettuale francese Stéphane Hessel, è apparso a mezza Europa il grido di questo protagonista della resistenza che si rivolge “a quelli e quelle che faranno il XXI secolo: “creare è resistere e resistere è creare”. Sono bastate una trentina di pagine al novantatreenne deportato del campo di concentramento di Buchenwald, per regalarci uno spaccato della nostra storia, nel nome di un “motore della resistenza” chiamato indignazione. “Se, oggi come allora, una minoranza attiva reagisce, ciò sarà sufficiente, avremo il lievito necessario a far lievitare la pasta”.

Ma ciò che ha immediatamente attirato le più aspre critiche, in Israele e in Italia, è stato il capitolo centrale: “La mia principale indignazione oggi, concerne la Palestina”. La più scontata: “antisemitismo”, la più feroce: “difensore del terrorismo”. Ma il ragionamento di Hessel è preciso ed è rafforzato da un intero capitolo dedicato al “mezzo più sicuro per far cessare la violenza, cioè la non violenza”. Perchè “se la violenza volta le spalle alla speranza, le dobbiamo preferire la fiducia, la fiducia nella non violenza”.

Ma ha attirato le ire degli israeliani l’amara constatazione dell’intellettuale francese: “Ovviamente ritengo che il terrorismo sia inaccettabile, ma bisogna riconoscere che quando i mezzi militari di chi ti occupa sono infinitamente superiori ai tuoi, la reazione popolare non può essere soltanto non violenta. Serve ad Hamas il lancio di missili su Sderot? La risposta è no. Un simile gesto non giova alla sua causa ma si spiega con l’esasperazione della gente di Gaza. Il terrorismo è dunque una forma di esasperazione. Non bisognerebbe esa-sperare, bensì sperare. L’esasperazione è un rifiuto della speranza. La si può comprendere , direi quasi che è naturale, ma non per questo accettare. Perchè non consente di raggiungere i risultati che potrebbe invece produrre la speranza”.

E se questo appello all’indignazione non vi basta, aggiungete al vostro comodino un altro libro che si annuncia esplosivo: Pietro Ingrao, “Indignarsi non basta”, Aliberti editore.

Stephane Hessel, Indignatevi!, Add edizioni

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