Ingiusto e non equilibrato

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REDAZIONE 25 AGOSTO 2014
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di SERGE HALIMI


AGOSTO 2014


La spedizione punitiva dell’esercito israeliano a Gaza ha fatto rivivere un’ importante aspirazione del giornalismo moderno: il diritto di essere pigro. In termini professionali, questo è noto come “equilibrio” (il canale televisivo statunitense di estrema destra Fox News si definisce, non senza ironia, “giusto ed equilibrato”).
Nel conflitto in Medio Oriente, dove i torti non sono ugualmente divisi, l’“equilibrio” dà un vantaggio alla potenza occupante. Mette anche in grado i giornalisti occidentali di sfuggire alla rabbia di coloro che non amano ascoltare fatti scomodi “bilanciandole” rispetto alle con le parole di altri commentatori che le giustificano. La stessa preoccupazione per l’equilibrio non è palese, tuttavia, nel caso di altre crisi internazionali come quella in Ucraina. In ogni caso, il vero equilibrio – tra le immagini del prolungato massacro di Gaza e gli avvertimenti per un attacco di razzi alla spiaggia di Tel Aviv, dovrebbe far pendere un poco la bilancia verso la direzione giusta. Se soltanto perché una parte –gli israeliani usano comunicatori professionisti, mentre l’altra parte ha soltanto le sofferenze dei propri civili da mostrare ai media occidentali.
Ispirare pietà, non è però un’arma politica efficace, è meglio controllare il resoconto di ciò che è accaduto. Per decenni ci è stato detto che Israele sta “reagendo” oppure “si sta vendicando”. La notizia è sempre quella di un piccolo stato pacifico, scarsamente protetto, senza un solo alleato potente, che riesce a vincere, talvolta senza neanche un graffio. E lo scontro inizia sempre nel momento preciso in cui Israele sembra la vittima, turbata dalla sfortuna – un sequestro, un attacco, un atto di aggressione, un assassinio. Un commentatore esprimerà indignazione perché i razzi vengono sparati contro i civili; poi un altro sosterrà che la “reazione” di Israele era stata molto più sanguinaria. Crimini di guerra dappertutto, palla ancora in gioco.
E ogni altra cosa, ogni altra cosa che è importante, viene dimenticata: l’occupazione militare della Cisgiordania, il blocco economico di Gaza, la colonizzazione della terra (1). I canali di informazione non si prendono la pena di entrare nei dettagli… Quante persone sanno, per esempio, che tra la guerra dei sei Giorni e la guerra in Iraq, cioè tra il 1967 e il 2003, Israele non è riuscita a rispettare più di un terzo di tutte le risoluzioni emanate dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, molte delle quali riguardano la colonizzazione della terra palestinese? Un semplice cessate il fuoco a Gaza vorrebbe quindi dire perpetuare una violazione riconosciuta della legge internazionale.
Non si può fare affidamento sul fatto che la Francia ricordi al mondo questo. François Hollande il 9 luglio ha dichiarato che toccava al governo israeliano “prendere tutte le misure necessarie per proteggere la sua popolazione dalle minacce”, senza dire una parola sulle vittime civili palestinesi. Ha quindi abbandonato ogni apparenza di equilibrio ed è diventato un altro piccolo fattorino della destra israeliana.
Nella foto: Serge Halimi
Tradotto da Barbara Wilson
Serge Halimi è presidente di Le Monde diplomatique
(1) Vedere: “Deux poids, deux mesures”, [Due pesi, due misure] Le Monde diplomatique, Dicembre 2002.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: mondediplo.com
Originale: Le Monde diplomatique
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

 

Ingiusto e non equilibrato

http://znetitaly.altervista.org/art/15704

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