Inizia il Ramadan, arresti di massa in Cisgiordania

Oltre 200 palestinesi detenuti da Israele in due settimane: arresti di “prevenzione”, dice Tel Aviv, per evitare problemi nel mese sacro. E ai checkpoint a controllare è l’ANP.

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 giovedì 11 luglio 2013 11:26

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di Emma Mancini

Betlemme, 11 luglio 2013, Nena News – Oltre duecento palestinesi arrestati in due settimane in Cisgiordania, alla vigilia del Ramadan. Ieri è iniziato il mese sacro per i musulmani, un mese caldo sul fronte palestinese.

Negli ultimi quindici giorni, secondo fonti della sicurezza israeliana, lo Shin Bet (i servizi segreti) e l’IDF hanno stretto le manette ai polsi a circa duecento palestinesi in tutta la Cisgiordania, arresti di massa di “prevenzione”, per evitare problemi, disturbi e perfino probabili attacchi terroristici in territorio israeliano. Ma anche, riporta la stampa israeliana, per evitare arresti durante il mese sacro, detenzioni che potrebbero provocare proteste violente da parte palestinese.

Eppure si tratta per lo più di attivisti palestinesi, coinvolti in azioni di resistenza pacifica all’occupazione, ribattono alcune organizzazione per i diritti umani. Ma Israele ne è certo: gli arresti sono utili a prevenire le violenze e snocciola dati. Secondo l’IDF, dopo l’ondata di detenzioni il lancio di sassi e gli scontri con le forze militari israeliane sarebbero diminuiti del 50%. Il generale Nitzan Alon, parlando ad una riunione con i leader dei coloni in Cisgiordania, ha parlato di una significativa diminuzione degli attacchi da parte palestinese “grazie all’intensificarsi dell’azione dell’esercito e della migliore cooperazione con le forze di sicurezza dell’ANP”.

Già, la cooperazione per la sicurezza. Nel mese di Ramadan, la si tocca con mano: i checkpoint tra Cisgiordania e Gerusalemme si riempiono, fin dall’alba si creano lunghe file di fedeli musulmani pronti ad attraversare i controlli israeliani per pregare alla Moschea di Al Aqsa. Vivido esempio della cooperazione per la sicurezza tra Autorità Palestinese e governo israeliano: durante il Ramadan cambiano anche i checkpoint. Ancora più grandi, due file – una per le donne e una per gli uomini – che conducono ai tornelli e ai metal detector di Tel Aviv. Ma a controllare documenti e persone sono i militari dell’ANP.

Lo spettacolo è quasi surreale: già alle quattro del mattino, alle prime luci dell’alba, il Checkpoint 300 – tra Betlemme e Gerusalemme – è meta di centinaia di fedeli, intenzionati a raggiungere la Città Santa. Solo pochi fortunati passeranno: gli uomini sopra i 50 anni e le donne sopra i 45, oltre a coloro che hanno regolare permesso di lavoro per entrare in Israele.

Sono i soldati e le soldatesse palestinesi a vigilare, controllare permessi e date di nascita, come cani da guardia di Israele che attende dall’altra parte del checkpoint per ulteriori controlli. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80765&typeb=0&Inizia-il-Ramadan-arresti-di-massa-in-Cisgiordania

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