Innsbruk, opposti sovranismi, nave Diciotti e Mattarella

 

A Innsbruk il primo vertice dei ‘falchi’ degli Interni di Italia, Germania e Austria finisce in un nulla di fatto. Niente rimpatri collettivi in Libia. Tutto rinviato al 19 luglio a Vienna. Ma i ministri Salvini, Seehofer e Cecilia cantano lo stesso vittoria.
-A Trapani sbarcati i migranti della nave Diciotti. Lo stallo è durato giorni. Alla fine l’intervento del Quirinale sul premier Conte a frenate il Viminale

 

Innsbruk, opposti sovranismi. A Trapani sbarcati i migranti della nave Diciotti. Lo stallo è durato giorni. Alla fine è arrivato l’intervento del Quirinale per sbloccare il caso della Nave della Guardia Costiera con a bordo decine di migranti che il Ministero dell’Interno non autorizzava a sbarcare invadendo competenze altrui, e il ruolo delle magistratura nell’individuare e colpire eventuali scafisti tra i profughi.

Dagli impegni ai fatti?

Lo stesso Salvini, in campagna elettorale permanente, alla fine deve riconoscere il nulla di fatto: «Speriamo che gli impegni presi si traducano in fatti il prima possibile». Al momento, soltanto parole a Innsbruck, Parole roboanti a coprire il vuoti di fatti, tipo «finalmente si sta lavorando sul serio al problema» (la cronaca di Carlo Lania). E come accade per ogni insuccesso da non ammettere, si passa il rinvio : il 19 luglio a Vienna e successivamente a Milano, ma ancora senza date e con poche speranze, salvo risentire le stesse proposte spesso insostenibili che da mesi girano a destra dei sovranismi contrapposti.
Tipo, la richiesta all’Ue di riconoscere quelli libici come porti sicuri dove poter rimandare indietro i migranti senza essere accusati di respingimenti collettivi vietati dal diretto internazionale. Dettaglio, la Libia non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra e considera tutti i migranti, compresi i profughi, dei delinquenti. Forse come la pensano, sotto sotto, anche i tre ministri.

Salvini come Conte

Come Giuseppe Conte al Consiglio europeo di due settimane fa, anche Salvini torna a casa con un mucchio di promesse. A Innsbruck Salvini è riuscito solo a ‘congelare’ la richiesta tedesca sui movimenti secondari. «Alla gentile richiesta del collega tedesco Seehofer che mi ha chiesto di riprendere gli immigrati arrivati in Germania ho opposto un altrettanto gentile ‘no grazie’ -annota Angela Mauro sull’Huffington Post- Qualunque discorso sulle riammissioni verrà dopo la soluzione dei problemi italiani». Battute quasi ‘renziane’ e poco d’altro.
I problemi italiani elencati da Salvini lontani da una soluzione anche in questo primo vertice Ue sotto presidenza austriaca e Cancelliere Kurz, interlocutore politico del vicepremier leghista. Come un cane che si morde la coda, l’asse sovranista si impantana su interessi divergenti e non muove passi concreti in avanti. Sull’Europa, i tre di Innsbruk già da adesso con le elezioni europee 2019 nel mirino, senza fatti e senza obiettivi condivisi, salvo il patto di ferro contro Merkel e contro Macron, i veri attuali commissari europei.

Il topolino e l’elefante

Dal vertice del topolino (partorito dall’elefante), l’idea che chi fugge da una guerra debba presentare la richiesta di asilo fuori dai confini europei, confini che devono essere ulteriormente rafforzati. Più Frontex e più uomini (almeno 10 mila unità entro il 2020). E accordi bilaterali con i Paesi di origine dei migranti per sveltire i rimpatri insieme al coinvolgimento di Paesi extra-Ue nelle operazioni di ricerca e salvataggio e per accelerare le espulsioni. «Tutte proposte sulle quali a Bruxelles si lavora da mesi senza riuscire a trovare una soluzione», l’osservazione di Lania. Seehofer senza risultati
dopo aver minacciato di far cadere il governo Merkel sui cosiddetti movimenti secondari (il no di Salvini), e Salvini dai proclami permanenti che provocano gli alleati pentastellati, ma a corto di risultati reali. Con una censura di fatto molto pesante. Come detto in apertura, sulla vicenda dei migranti trattenuti sulla nave Diciotti, l’intervento del presidente Mattarella a chiamare al telefono il premier Conte per chiedere spiegazioni sul trattamento riservato a donne e bambini. Con sbarco annesso e seguito di figuraccia.

 

AVEVAMO DETTO

 

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