”Intervista a Soha Abdelaty:”Liberare subito i detenuti politici”

Abbiamo assistito a una vera e propria campagna di arresti mirati contro gli attivisti, centinaia sono stati i rapiti che ancora non si trovano e numerosi tra loro quelli torturati, dice Soha Abdelaty, vice direttrice dell’Initiative for Personal Rights

DI AZZURRA MERINGOLO

Il Cairo, 18 febbraio 2011, Nena News –

Fino ad ora in Egitto i casi di abusi e di violenza venivano associati alle forze di intelligence della sicurezza statale, le mukhabarat, cosa è avvenuto nel corso di questa rivoluzione?

Abbiamo assistito a una campagna di arresti portata avanti i primi tre giorni della rivolta, dal 25 al 28 gennaio, dalle forze di polizia e, quando i militari hanno sostituito la polizia, dai membri dell’esercito. Questo è stato qualcosa di nuovo per la nostra storia. Come organizzazione, abbiamo monitorato centinaia di casi di attivisti che sono stati sequestrati da membri dell’esercito e abbiamo raccolto le loro testimonianze. Gli attivisti hanno raccontato di essere stati condotti in centrali militari dove sono stati legati, bendati, picchiati, minacciati, insultati di essere agenti al servizio di potenze straniere e torturati, a volte anche con scariche elettriche. Quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria campagna di intimidazione e di punizione. Oltre alle torture ci sono stati tantissimi rapimenti di persone che non sappiamo ancora che fine abbiano fatto anche se i rivoluzionari hanno abbandonato la piazza da una settimana. Numerosi genitori hanno denunciato la scomparsa dei figli da giorni, prima erano fiduciosi, ora stanno diventando rassegnati.

Ora è l’esercito ad avere il potere, ci sarà qualcuno a condannare questi atti?

E’ quello che ci auguriamo. Noi, come numerose altre organizzazioni umanitarie, abbiamo chiesto la creazione di una commissione di inchiesta che indaghi nello specifico i reati commessi durante la rivoluzione, trovando i responsabili per condannarli. Questo è l’unico modo attraverso il quale l’Egitto potrà entrare in una fase realmente nuova.

Si è creata una commissione per la riforma della Costituzione, ma numerose organizzazioni umanitarie non sono contente della sua composizione dicendo che coloro che ne fanno parte non sono in grado di tutelare i diritti di tutte le minoranze. Cosa ne pensa?

La commissione che si è creata non deve riformare l’intera costituzione, ma solo sei artico che riguardano questioni relative alle elezioni parlamentari e presidenziali. L’intero testo costituzionale sarà riformato solo in un secondo periodo e in questo momento sarà davvero necessario assicurarsi che nel gruppo di lavoro siano rappresentate tutte le minoranze. Personalmente penso che per emendare articoli di materie prettamente elettorali la commissione creata sia accettabile perché ci sono esperti di questioni legali abbastanza bilanciati e in grado di svolgere la loro funzione in modo imparziale. Anche noi, come molte altre organizzazioni, siamo stati in parti stupiti dalla composizione di quest’organo, perché ci aspettavamo per esempio, una maggior rappresentazione del settore femminile, ma non dubitiamo della competenza dei membri che compongono la commissione. Nena News

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