Invocare l’America è la scusa preferita della sinistra israeliana

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Articolo originariamente pubblicato su Haaretz a tradotto in italiano da Beniamino Rocchetto

Di Gideon Levy

C’è ancora qualche differenza tra il centro-sinistra e la destra? Quale dei due è più onesto e diretto? Prendiamo l’insediamento di Evyatar, per esempio. Uno spregevole caso di furto di terra. C’è già un progetto per legittimare il tutto. Il centro-sinistra “si oppone.” Yair Lapid di Yesh Atid ha scritto una lettera “tagliente” al Primo Ministro. La laburista Merav Michaeli si è unita. I due rappresentanti dello schieramento sono a favore dello smantellamento di Evyatar. A causa del crimine? A causa dell’immoralità? A causa dell’ostacolo a qualche possibilità di pace?

Tutt’altro. Perché danneggerà le relazioni con gli Stati Uniti. Il Segretario di Stato Americano Antony Blinken ha avvertito Lapid e Michaeli: “L’ampliamento di Evyatar danneggia gravemente le relazioni con i nostri più stretti alleati e gli interessi strategici di Israele. I laburisti continueranno a lottare per l’interesse della sicurezza di Israele”. Ah, ecco perché. Per la sicurezza.

Come dei bambini bisognosi dei genitori, ora il centro-sinistra vuole solo nascondersi dietro le spalle degli adulti. Tutto quello che sanno dire è “America”. L’unica cosa che li preoccupa è la loro immagine internazionale. Che triste. Che patetico. Com’è ipocrita e viscido. Sostengano Evyatar o si oppongano, ma siano onesti. Non si può volere entrambe le cose. O sei pro o contro. Insediamento o democrazia. Stato di diritto o Stato di forza. Chiedere lo smantellamento di Evyatar invocando l’America è la posizione più codarda da assumere.

Pochi giorni dopo è stata la volta del Ministro dell’Interno Ayelet Shaked. La sua legge razzista sulla cittadinanza è stata approvata, un altro grande traguardo per la destra. Lapid è corso in aiuto di Shaked per ottenere l’approvazione della legge, ovviamente. Anche il Partito Laburista era favorevole. Shaked ha detto: “Non serve usare mezzi termini, la legge ha anche motivazioni demografiche, per impedire un insidioso diritto al ritorno”. Dritto al punto, senza nascondersi dietro nessuno. Razzismo dichiarato, proprio come ci ha detto il Ministro dell’Interno.

La supremazia ebraica, la minaccia demografica, gli arabi israeliani come cittadini di seconda classe: è loro vietato sposare chi vogliono e avere una famiglia nel proprio paese, solo gli ebrei possono. Solo ed esclusivamente gli ebrei. Un’altra legge suprematista per gli annali. “Sì, c’è una violazione dei diritti umani fondamentali qui, ma è proporzionata”, dice Shaked. È lei che determina la proporzionalità. Lapid la appoggia, e anche Michaeli.

A questo punto, merita più rispetto la destra. Le sue posizioni possono essere terribili, ma almeno è abbastanza onesta da esprimerle apertamente. Il centro-sinistra è evasivo e cerca di mascherare le cose. Entrambi gli schieramenti appoggiano una delle leggi che più spudoratamente delineano Israele come uno Stato razzista, non ci sono due modi per farlo. Una legge che discrimina tra cittadini è una legge antidemocratica, una società che legifera leggi suprematiste per un gruppo etnico a scapito di un altro è una società razzista. La destra lo dice apertamente, la sinistra blatera e inganna.

Le differenze intellettuali tra loro sono irrisorie, le differenze nell’onestà sono considerevoli. La destra è più onesta, il centro-sinistra è subdolo. La destra vuole la supremazia ebraica e lo dice senza esitare e senza nascondersi dietro nessuno. La sinistra vuole e non vuole, vuole avere entrambe le cose, sentirsi bene con se stessa e anche essere nazionalista come la destra. Sosterrà la legge sulla cittadinanza, ma solo temporaneamente. Si opporrà a Evyatar, ma solo per le sue implicazioni internazionali. Il centro-sinistra non ammetterà mai qual è veramente la sua posizione, non perché lo stia nascondendo, ma perché non ha una posizione. Per cosa combatterà questo schieramento, cosa rifiuterà di concedere, indipendentemente dall’America? Nessuno lo sa, perché lo stesso centro-sinistra non lo sa.

Nella scelta tra i due è preferibile la destra. Non ci sono quasi differenze ideologiche, quindi almeno sapremo la verità, non importa quanto sia sconvolgente. Tra Shaked, che afferma impassibile che siamo razzisti e vogliamo essere razzisti, e Lapid e Michaeli che chiedono all’America di dirci cosa fare, è preferibile la prima. Tra sfacciataggine e ipocrisia, è meglio la sfacciataggine.

Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato in Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei giornalisti israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo nuovo libro, La punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

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