ISRAELE: A TUTTA FORZA CONTRO FREEDOM FLOTILLA

Continua a vele spiegate la campagna di Israele contro la Freedom Flotilla 2. Ieri le dichiarazioni alle Nazioni Unite dell’ambasciatore israeliano, Meron Reuven. A cui si aggiungono i commenti di USA e Germania.

Roma, 22 Aprile 2011 – L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Meron Reuben, ha intimato il Consiglio di Sicurezza giovedì a non consentire alla Freedom Flotilla 2 di salpare verso Gaza, affermando che le organizzazioni coinvolte  nel convoglio che partirà a metà maggio          “avrebbero legami con Hamas e altre organizzazioni terroristiche”.

Oltre 15 navi (tra cui anche l’italiana “Stefano Chiarini”), più di mille persone, in viaggio a metà del mese prossimo della Striscia di Gaza, questa è la Freedom Flotilla 2, il tentativo di riportare ancora una volta l’assedio della popolazione di Gaza, una vera e propria punizione collettiva, secondo quanto definito da diverse organizzazioni internazionali, al centro della scena internazionale; un’azione che l’ambasciatore israeliano ha definito “una provocazione politica e non il raggiungimento di un obiettivo umanitario”.

Le dichiarazioni dell’ambasciatore ieri – secondo quanto riportato dai media israeliani- si sono spinte ben oltre, ricalcando quanto già dichiarato a suo tempo dal premier  Netanyahu che nelle settimane scorse aveva già chiamato il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon per esortarlo ad intervenire per fermare “gruppi islamici estremisti”, che sarebbero secondo il Primo Ministro nella Freedom Flotilla e che intenderebbero destabilizzare la situazione.

Meron Reuben avrebbe ribadito in sede ONU che “molti partecipanti hanno rilasciato dichiarazioni inquietanti esprimendo la loro volontà a diventare martiri”.

Le dichiarazioni di Reuben hanno trovato l’appoggio immediato degli Stati Uniti: l’ambasciatore USA Susan Rice non si è attardata a commentare che esistono altri mezzi per portare aiuti umanitari a Gaza e “che non ci sono giustificazioni per salpare direttamente verso Gaza”. Ha fatto seguito l’ambasciatore tedesco Peter Witting secondo cui la Freedom Flotilla costituisce un potenziale per l’escalation di tensioni nella regione.

Le manovre utilizzate da Israele, per ostacolare la partenza della seconda Freedom Flotilla, e eventualmente giustificare un intervento su di essa, come nel caso della prima, che ha portato all’uccisione di 9 passeggeri e decine di ferite, è stata messa in luce dai diversi organizzatori già da alcun mesi. La Fondazione turca per i diritti umani e il soccorso umanitario Ihh, ha condannato i tentativi israeliani di bloccare Freedom Flotilla 2 proprio qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa. Nel corso della conferenza, il Direttivo ha annunciato che il viaggio delle navi, sarà in onore del volontario, attivista e giornalista Vittorio Arrigoni ucciso nella Striscia. Nena News

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