ISRAELE. Al rivale di Netanyahu il compito di formare il governo

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tratto da: NENA NEWS

16 mar 2020

A deciderlo è stato ieri il presidente israeliano Rivlin. Un’eventuale governo Gantz potrebbe essere sostenuto dallo xenofobo ex ministro della difesa Lieberman (Yisrael Beitenu) e dalla Lista Araba Unita, la coalizione della minoranza palestinese in Israele. Tuttavia, sono ancora in corso trattative per un governo di unità

Da destra a sinistra: il premier Netanyahu, il presidente Rivlin e il capo dell'opposizione Gantz (Foto: Reuters)

Da destra a sinistra: il premier Netanyahu, il presidente Rivlin e il capo dell’opposizione Gantz (Foto: Reuters)

della redazione

Roma, 16 marzo 2020, Nena News – Il compito di formare un nuovo governo in Israele è stato affidato ieri dal capo di stato israeliano Reuven Rivlin all’ex capo militare Benny Gantz, leader del partito d’opposizione “Blu e Bianco”. L’annuncio è stato un duro colpo per il premier uscente Benjamin Netanyahu che lotta da mesi per evitare di essere processato per corruzione, frode e abuso di ufficio. Tuttavia, non è ancora chiaro se Gantz riuscirà a formare una maggioranza di 61 parlamentari (sui 120 totali della Knesset) ed evitare così lo stallo politico che dura ormai da mesi. Le elezioni del 2 marzo scorso sono state infatti le terze in un anno e, per quanto vinte da Netanyahu in termini di seggi, hanno ribadito uno scenario di incertezza perché nessuna forza politica ha al momento i numeri per formare un esecutivo.

Quel che pare evidente è però la volontà del presidente Rivlin di dare al Paese quanto prima un governo vista anche l’emergenza dovuta al Coronavirus (Covid-19) che Israele deve seriamente affrontare. Ieri il capo dello stato aveva convocato sia Gantz che Netanyahu ad una “conversazione urgente” proprio per provare a trovare una intesa tra i due leader. L’incontro è terminato senza accordo ma, hanno fatto sapere i due partiti in un comunicato congiunto, le trattative riprenderanno oggi.

Un eventuale governo Gantz, osservano gli analisti, potrebbe essere sostenuto dalla Lista Araba Unita, che rappresenta il voto dei palestinesi con cittadinanza israeliana (il 20% della popolazione), e dall’ex ministro alla Difesa Avigdor Lieberman, lo xenofobo capo di Yisrael Beitenu. Due partiti che, al di là dell’ostilità contro Netanyahu, non hanno nulla in comune. Anzi, più volte Lieberman ha manifestato pubblicamente profonda ostilità verso gli “arabi” del Paese al punto che tra i suoi caposaldi per risolvere il conflitto israelo-palestinese c’è quello di cedere l’area del Triangolo (a maggioranza araba) al futuro stato di Palestina così da abbassare la percentuale di non-ebrei all’interno dello Stato d’Israele.

Il leader della Lista Araba Unita Ayman Odeh – la terza forza del Paese con i suoi 15 seggi – ha espresso ieri il suo “enfatico no” ad un governo Netanyahu e ha fatto sapere che indicherà Gantz come premier a patto che quest’ultimo non governi con l’ex premier. Dal canto suo Lieberman ha detto che raccomanderà Gantz “per una ragione molto semplice: la scorsa elezione abbiamo detto che la cosa più importante è impedire una quarta elezione”.

Una coalizione di estrema destra retta da Netanyahu sarebbe più solida, ma non raggiunge la maggioranza per una manciata di seggi. Soprattutto per il no secco di Lieberman che invece apre ad un governo Netanyahu-Gantz.

Al vaglio, infatti, c’è anche un governo di unità nazionale provvisorio. Gantz e Netanyahu si sono detti favorevoli a questa ipotesi soprattutto in questi giorni in cui Israele deve affrontare la diffusione del Coronavirus. Ieri il premier uscente ha proposto la formazione di un governo d’unità della durata di 6 sotto la sua guida, ma Gantz lo ha subito attaccato per aver presentato l’offerta alla stampa prima di discuterne con lui in privato.

I negoziati politici hanno luogo nelle ore in cui Tel Aviv annuncia un aumento dei casi di Covid-19 (sono in totale 250). Tre israeliani sono in gravi condizioni mentre migliaia sono le persone in quarantena. Le autorità locali hanno vietato assembramenti di più di 10 persone e hanno chiuso scuole, università, ristoranti e caffè.

Il Coronavirus per ora ha giù avuto un primo effetto politico: il processo di Netanyahu, che sarebbe dovuto incominciare domani, è stato posticipato al 24 maggio dalla Corte distrettuale di Gerusalemme la quale, causa epidemia, ha fatto sapere che affronterà “soltanto i casi urgenti”. Nena News

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