Israele: al via la legalizzazione degli avamposti

Wednesday, 12 October 2011 08:07 Marta Fortunato, Alternative Information Center

L’avamposto israeliano illegale di Migron (foto: Peacenow)

Benjamin Netanyahu sta cercando un modo per legalizzare alcuni avamposti israeliani della Cisgiordania costruiti su terra privata palestinese ed illegali non solo per il diritto internazionale ma anche per la legge israeliana.

Una scelta maturata su pressione dei coloni e dei gruppi di estrema destra, preoccupati dalla decisione che Netanyau aveva preso a febbraio, durante un incontro con alcuni ministri e con il procuratore generale Yehuda Weinstein: in quell’occasione si era deciso di demolire alcuni avamposti israeliani, ma solo quelli costruiti su terra privata palestinese.
Per le colonie e gli avamposti costruiti su terra statale si era invece cercato di trovare uno stratagemma per legalizzarli in maniera retroattiva.

Come conclusione dell’incontro, il governo aveva promesso che avrebbe smantellato, entro la fine dell’anno, l’avamposto di Givat Assaf e parte degli avamposti di Givat Haro’eh, Ramat Gilad e Bnei Adam. Inoltre entro la metà del 2012 si era deciso di demolire alcune case in altri avamposti.

All’inizio di settembre le autorità israeliane hanno recapitato un ordine di demolizione a tre famiglie dell’avamposto illegale di Migron: le promesse del governo si erano trasformate in fatti. I coloni, per la prima volta, hanno dato vita ad attacchi contro l’esercito israeliano: un gruppoè penetrato in una base militare a nord di Ramallah e ha danneggiato tredici veicoli, forandone i pneumatici e distruggendo i finestrini. I coloni hanno inoltre lasciato scritte sui muri contro lo smantellamento dell’avamposto: “Saluti da Migron” e “Pagate il prezzo”, messaggi diretti all’esercito israeliano, colpevole secondo loro, di compiere azioni che danneggiano la politica colonizzatrice in atto in Cisgiordania.

Demolizione di tre case nell’avamposto illegale di Migron (foto: UPI)

Da quel momento le pressioni poste su ministri, sui membri della Knesset e sullo stesso Netanyahu si sono fatte sempre più forti: secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, il ministro Daniel Herschkowitz ha espresso la sua intenzione di lasciare il governo nel caso in cui non si trovasse una soluzione, mentre Yarin Levin, membro del Parlamento israeliano, rappresentante del partito Likud, ha affermato di voler presentare una legge che dia ai palestinesi una compensazione in terra o in denaro per ogni edificio costruito su terra privata palestinese.

E domenica scorsa, 9 ottobre, Netanyahu ha ceduto alle pressioni e ha annunciato di aver incaricato il ministro della giustizia Yaakov Neeman di cercare una via per legalizzare gli avamposti costruiti su terra privata palestinese. Vie che già dal 1979 l’Alta Corte israeliana ha rifiutato: molti sono stati gli avvocati che hanno sentenziato che è illegale espropriare terra privata palestinese per “motivi di sicurezza”.

Ma i coloni non ci stanno e affermano che ci sono diverse soluzione come quella di contestare la proprietà della terra, o di fornire una grossa compensazione ai legittimi proprietari.

La politica israeliana di colonizzazione della Cisgiordania non si ferma: la scelta di Netanyahu di legalizzare gli avamposti fa parte di un più vasto piano di espropriazione e di confisca della terra ai palestinesi. Meno di un mese fa il primo ministro israeliano aveva annunciato la costruzione di 1100 nuove unità abitative nella colonie israeliana di Gilo a Gerusalemme Est.

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/economy-of-the-occupation/3204-israele-al-via-la-legalizzazione-degli-avamposti

 

Contrassegnato con i tag: , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam