Israele alle prese con Ahed Tamimi

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Ahed Tamimi, 17 anni, la ragazza palestinese in carcere in attesa di giudizio per aver schiaffeggiato un militare israeliano entrato armato fino ai denti nel suo giardino.
– E’ accaduto a dicembre, dopo che il cugino 14enne era stato colpito alla testa da un proiettile di gomma sparato da un soldato.
– Ieri per l’ennesima volta il tribunale militare che deve giudicare la ‘pericolosa terrorista’ minorenne armata di calci e schiaffi, ha rinviato la decisione all’11 marzo, lasciando Ahed in carcere.
– In tantissimi, da Amnesty International alle star di Hollywood, si stanno mobilitando per far liberare la giovane palestinese.

 

Ha 17 anni, Ahed Tamimi, e da due mesi è chiusa in un carcere militare in attesa di giudizio per aver schiaffeggiato un militare israeliano entrato armato fino ai denti nel suo giardino. Poco prima suo cugino, il quattordicenne Mohammed, era stato colpito alla testa da un proiettile di gomma sparato da un soldato.
Ieri per l’ennesima volta il tribunale militare che deve giudicare la ‘pericolosa terrorista’ minorenne, armata di calci e schiaffi, ha rinviato la decisione all’11 marzo, lasciando Ahed in carcere. Amnesty International è intervenuta ancora una volta provando a sollevare il velo di ipocrisia che rende mute le diplomazie di tutto il mondo occidentale, in genere così sensibili di fronte alle violazioni dei diritti umani e nella difesa di quelli dei bimbi, per questioni di interesse geopolitico.

L’appello di Amnesty

(https://www.amnesty.it/appelli/rilasciare-immediatamente-ahed-tamimi/)
«Ahed Tamimi è diventata in pochi giorni la Rosa Parks della Palestina. Ha solo diciassette anni, ma è già impegnata attivamente insieme alla sua famiglia, contro l’occupazione israeliana. Proprio a causa di questo suo impegno politico oggi rischia una condanna a 10 anni di carcere.
Le accuse si basano su un video, con migliaia di visualizzazioni, in cui Ahed protesta contro i soldati israeliani. La ragazza e la sua famiglia stavano protestando contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele.
In un orribile susseguirsi di eventi, il cugino di Ahed, il quattordicenne Mohammed, è stato colpito alla testa da un proiettile di gomma sparato da un soldato israeliano. Mohamed ha subito un intervento chirurgico intensivo per asportare il proiettile e una parte del suo cranio è stata rimossa.
Nello stesso giorno anche Ahed si è trovata ad affrontare faccia a faccia i soldati israeliani perché erano entrati nel cortile di casa sua. Nel video postato dalla madre su facebook, si vede Ahed disarmata che schiaffeggia, spinge e prende a calci due soldati israeliani armati di tutto punto e che indossano indumenti protettivi. È evidente che non rappresentava una seria minaccia per loro!
Aiutaci a far pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per chiedere di annullare questa punizione palesemente sproporzionata».

Sensibilità diverse

Da notare il silenzio dei media italiani, troppo indaffarati a far crescere il mostro razzista nazionale, mai troppo sensibili quando c’è da rivelare efferatezze che provengono dal potere quello vero.
Quando uno dice la libertà di stampa…

Negli Usa, invece diversi noti attori, atleti, musicisti, studiosi e politici statunitensi hanno firmato una petizione della ong statunitense Dream Defenders che chiede il rilascio della 17enne palestinese Ahed Tamimi. Tra i firmatari della lettera, intitolata “Dream Defenders e Allies stand with Ahed Tamimi and the Palestinian Freedom Struggle”, ci sono Angela Davis, Jesse Williams, Danny Glover, Alice Walker, Rosario Dawson, Cornel West, Talib Kweli, Marc Lamont Hill, Michelle Alezander, Robin D. G Kelley e Michael Bennett.

Manette

Stati Uniti non solo Trump

L’agenzia Nena News (LINK http://nena-news.it/artisti-e-autori-usa-liberate-ahed-tamimi/) riporta anche il testo del comunicato americano: “Negli Stati Uniti – scrivono gli autori del comunicato – conosciamo tutti molto bene cosa significhi essere oppressi semplicemente perché esisti o perché rifiuti di rinunciare alla tua lotta per la libertà. L’anno scorso una delegazione di artisti di Dream Defenders è andata in Palestina per testimoniare come si vive sotto l’occupazione militare israeliana e ha incontrato la famiglia Tamimi nel villaggio di Nabi Saleh”. “La delegazione – continua l’appello – ha appreso che ogni anno centinaia di bambini palestinesi in Cisgiordania sono arrestati dai soldati e dalla polizia israeliani da cui ricevono calci e pugni. La tortura è usata regolarmente per ottenere confessioni firmate dai bambini, soprattutto quando l’accusa è l’aver lanciato pietre”.

‘Suprematisti’ ovunque

La petizione sottolinea poi gli elementi in comune tra la lotta palestinese e quella degli afro-americani negli Stati Uniti: “ICE [U.S Immigration and Customs Enforcement, ndr), la polizia di confine e l’Fbi addestrano soldati israeliani, la polizia e gli agenti di confine utilizzando le stesse tattiche repressive che colpiscono le nostre comunità. Troppi nostri bambini apprendono presto che possono essere imprigionati o uccisi semplicemente per chi sono. Da Trayvon Martin a Mohammd abu Khder, da Khalif Browder a Ahed Tamimi – il razzismo, la violenza di stato e l’incarcerazione di massa hanno rubato al nostro popolo l’infanzia e il futuro”.
“Noi firmatari – recita ancora la petizione – chiediamo ai rappresentanti statunitensi di firmare questo appello e proteggere la vita e l’infanzia dei bambini palestinesi. La famiglia Tamimi resiste alla brutalità d’Israele perché crede che i palestinesi, come tutti i popoli, debbano essere liberi. Dream Defenders è con loro e con tutti i palestinesi nella loro legittima lotta. Ora e sempre, ci impegniamo a costruire un mondo più giusto e amorevole per tutti noi”.

 

POLEMOS

 

Israele alle prese con Ahed Tamimi

https://www.remocontro.it/2018/02/15/israele-alle-prese-ahed-tamimi/

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