ISRAELE: “Bloccheremo la Flotilla”

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22 giu 2015

Le autorità israeliane aumentano la guardia sull’arrivo del convoglio di attivisti nella Striscia, previsto per la fine del mese, dopo l’annuncio fatto ieri dal parlamentare della Lista Araba Unita Basel Ghattas della sua intenzione di unirsi alla Flotilla 

marianne

della redazione

Roma, 22 giugno 2015, Nena News – La marina militare israeliana sta “monitorando la navigazione della Flotilla ed è pronta a bloccarla in caso di necessità”. Si fa sempre più ardua la missione del convoglio guidato da Marianne, la nave svedese carica di medicinali e pannelli solari destinati alla popolazione stremata di Gaza, partita due settimane fa da Goteborg e diretta, dopo alcuni scali lungo le coste della Sicilia e della Grecia, verso la Striscia di Gaza.

La notizia, lanciata nella notte dall’emittente Channel 2, mostra l’apprensione delle autorità israeliane per l’ennesimo tentativo internazionale di rompere il blocco imposto alla piccola exclave palestinese, il quarto in cinque anni, soprattutto alla luce dell’annuncio fatto ieri dal parlamentare della Lista Araba Unita Basel Ghattas della sua intenzione di unirsi al convoglio di attivisti.

“Mi rivolgo a voi – ha scritto Ghattas in una lettera indirizzata al premier Netanyahu e al ministro della Difesa Ya’alon  – per istruire le forze di sicurezza israeliane a stare lontano dalla Flotilla e lasciarla continuare per la sua strada: non vi è alcun motivo per impedirci di raggiungere Gaza e fornire l’assistenza che stiamo portando con noi”.

Una lettera che ha infiammato l’intera Knesset, con accuse da tutte le parti al “tradimento” e all’”opportunismo” del parlamentare palestinese: per Tzipi Hotolevy, vice ministro degli Esteri del Likud il gesto di Ghattas è un “abuso dell’immunità parlamentare”; l’Unione Sionista invece lo ha accusato di “voler mascherare un atto politico da sforzo umanitario”; Yesh Atid lo ha bollato come “provocatore”, mentre il leader di Yisrael Beitenu Avigdor Lieberman ha definito l’intera Lista Araba come “una grande flotilla del terrore”.

“Il mio – ha spiegato in un’intervista alla Radio militare – è un atto politico legittimo e non-violento. Non ci sono armi a bordo: se la marina israeliana dovesse abbordarci non resisteremo, ma cercheremo di convincere i soldati a lasciarci continuare”. Ma un precedente grava sulla riuscita del piano di Ghattas: nel 2010 la Flotilla fu fermata dalla marina israeliana mentre navigava in acque internazionali. I militari aprirono il fuoco sulla nave Mavi Marvara uccidendo nove attivisti, di cui otto cittadini turchi. Ne scaturì una rottura diplomatica con Ankara.

Anche Dror Feiler, artista israeliano residente in Svezia ora a bordo della Marianne, si è appellato alla non-violenza che guida il convoglio: “Siamo contro la violenza. Chiedo all’esercito israeliano di salire a bordo della nave e verificare che non stiamo portando nulla di male a Gaza, nulla che potrebbero danneggiare Israele. Abbiamo medicine, cuori artificiali e centinaia di palloni da calcio per i bambini”. Feiler ha inoltre dichiarato che giornalisti dell’emittente Al-Jazeera si trovano a bordo per documentare la risposta dell’esercito alla flotilla e per combattere la “disinformazione israeliana”.

A difendere la posizione di Ghattas è stata anche la sua collega parlamentare Hanin Zoabi, che in una dichiarazione alla Radio militare ha sostenuto che “qualsiasi persona normale dovrebbe partecipare alla lotta contro il blocco, contro l’incarcerazione di due milioni di persone”. A chi accusa Ghattas di voler utilizzare l’immunità parlamentare per “aiutare il nemico”, Zoabi ha risposto caustica: “Sono stata eletta per difendere la libertà e la giustizia. Sono stata eletta come palestinese. Mi considero un membro del popolo palestinese, prima che un membro della Knesset israeliana”. Nena News

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