Israele bombarda l’unico deposito di medicinali di tutta la Striscia. E’ catastrofe umanitaria

11 febbraio 2011. L’ufficio del ministero della Salute di Gaza ha denunciato l’operazione militare israeliana con cui il 9 febbraio 2011 un magazzino pubblico – deposito di medicinali e attrezzature medico-ospedaliere – è stato totalmente distrutto, acuendo una crisi di settore già annunciata.
Aerei da guerra israeliani hanno tenuto la Striscia di Gaza intrappolata da una serie ininterrotta di raid aerei che hanno bombardato da nord a sud aree densamente popolate, da Gaza City a Beit Lahiya, da Jabaliya a Rafah. Dieci cittadini palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti feriti, mentre diversi laboratori siderurgici, colpiti direttamente dai missili aerei, hanno fatto divampare incendi propagatisi nel vicinato.
La condanna del ministero palestinese è stata rivolta espressamente all’attacco sferrato a nord di Gaza City (in via Salah Id-Din) che ha portato alla distruzione totale di uno stabile, di circa mille mq, dove erano immagazzinate le uniche scorte di medicinali e attrezzature mediche attualmente a disposizione nel territorio palestinese assediato.
“Non stiamo facendo propaganda! Croce rossa internazionale e l’Organizzazione mondiale della sanità sono in possesso dell’inventario“, ha dichiarato Munir al-Barsh, direttore generale del dipartimento di farmacologia presso il ministero di Gaza.

“Israele sa bene cosa c’era in quell’edificio, e l’azione non può averlo colpito per un caso. Nel magazzino bombardato e andato a fuoco c’erano le uniche scorte sanitarie sul territorio e questa è stata l’unica risposta ai nostri ricorrenti appelli rivolti al mondo di fronte all’imminente catastrofe umanitaria”.

L’80% delle scorte all’interno del magazzino è andato perso.
Solo due giorni prima, nella Striscia di Gaza si era spento Hassan Hussain Bares, 379° vittima dell’assedio israeliano, mentre centinaia di malati rischiano la vita nel breve termine.
A poche ore dall’attacco, il ministro della Salute, Bassam Na’im, ha tenuto una conferenza stampa: “Ora le nostre capacità d’intervento sono state seriamente compromesse. Sono centinaia i palestinesi affetti da gravi patologie, come cancro, malattie renali e malattie cardiache, alle quali non eravamo in grado di fornire il trattamento richiesto, ma a cui, da oggi, non potremo rispondere nemmeno con interventi d’emergenza basilari”.
“Attacchi di questo tipo sono crimini contro l’umanità, in contravvenzione al diritto umanitario internazionale, alla IV Convenzione di Ginevra, e fanno parte della politica israeliana iniziata con l’imposizione dell’assedio anche nel settore sanitario.

“Siamo nel mezzo della catastrofe umanitaria, bisogna intervenire adesso per la salvezza dei nostri pazienti, e per non riconoscere più alcuna impunità all’occupante”.
www.infopal.it

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