Israele condanna il fratello di Ahed Tamimi a 14 mesi di carcere per lancio di pietre

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Waed Tamimi, 22 anni, è detenuto dalle forze israeliane da maggio quando sua sorella e sua madre erano già in carcere (foto per gentile concessione della famiglia)

Israele condanna il fratello di Ahed Tamimi a 14 mesi di prigione per lancio di pietre

La famiglia di Waed Tamimi crede che la sua condanna a meno di un mese dal rilascio di sua sorella sia un tentativo deliberato di mettere pressione su di loro

Da staff MEE
21 agosto 2018

Waed Tamimi, il fratello dell’adolescente palestinese Ahed Tamimi rilasciata di recente, è stato condannato a più di un anno di prigione per lancio di pietre, l’esercito israeliano ha annunciato oggi.

Ahed ha attirato un’attenzione globale quando è stato condiviso un video dell’adolescente mentre schiaffeggiava un soldato israeliano a dicembre – solo poche ore dopo avere saputo che le forze israeliane avevano colpito alla testa il 15enne cugino di Ahed, Mohammed.

Ahed e sua madre Nariman – che aveva filmato e condiviso la scena – erano state entrambe arrestate poco dopo e condannate a otto mesi di prigione, diffondendo clamore.

Waed Tamimi, 22 anni, era stato detenuto dalle forze israeliane in maggio per “sospetto coinvolgimento in atti popolari di terrore”, l’esercito israeliano ha detto a Middle East Eye all’epoca.

Lunedì, un tribunale militare israeliano ha riconosciuto Waed colpevole di partecipazione ad un “violento tumulto” – il termine di solito usato dalle forze israeliane per descrivere le manifestazioni palestinesi – in cui un ufficiale della polizia israeliana era stato ferito da pietre lanciate al suo veicolo.

Secondo un documento del tribunale visto dalla AFP, a Tamimi è stata comminata una condanna di 14 mesi dopo avere raggiunto un accordo di patteggiamento.

L’intero caso contro mio figlio è come un ammonimento“, Bassem Tamimi, il padre di Ahed e Waed , ha detto martedì a MEE. “Considero questo una vendetta contro tutta la famiglia“.

Bassem ha aggiunto che sentiva che la condanna era sproporzionata alle accuse.

Molti ragazzi in casi simili sono andati a casa senza che accuse fossero formulate contro di loro. Se fosse stato uno di un’altra famiglia credo che avrebbe ricevuto un tempo inferiore“, ha detto.

Fino a quando Ahed e Nariman sono state rilasciate dal carcere meno di un mese fa il 29 luglio, metà della famiglia Tamimi era detenuta da Israele – con solo Bassem Tamimi e i suoi due figli più giovani Mohammed, 14 anni, e Salem, 12, rimasti nella casa di famiglia nel villaggio di Nabi Saleh nella Cisgiordania occupata.

Questa sentenza è stata una sorpresa per noi. Questo ha rubato il nostro momento di gioia con il rilascio di Ahed“, ha aggiunto Bassem, osservando che la condanna è giunta proprio durante la festa di Eid al -Adha.

Non ci aspettiamo giustizia da questo sistema“.

Dalla sua detenzione, Ahed è diventata un simbolo della resistenza palestinese – un ruolo che sia lei che la sua famiglia hanno assunto progressivamente, mentre hanno ripetutamente messo in luce che centinaia di minori palestinesi sono detenuti da Israele senza ricevere lo stesso livello di attenzione internazionale.

Nabi Saleh, il paese natale dei Tamimi, è noto da lungo tempo per le sue manifestazioni contro l’occupazione israeliana.

In giugno, le forze israeliane hanno sparato ed ucciso il 21enne Ezz al-Din Abd al-Hafeezh Tamimi, un cugino, durante un raid nel villaggio.

MIDDLEEASTEYE.NET

Israel sentences Ahed Tamimi’s brother to 14 months in prison for stone-throwing

Waed Tamimi’s family believes his sentencing less than a month after his sister’s release is a deliberate attempt to pressure them

 

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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