Israele dà il via libera all’estensione delle colonie

4 apr 2011

La parola “fine” al processo di Pace avviato a settembre 2010 – ma mai decollato – l’hanno messa ieri gl’israeliani in una domenica fresca e nuvolosa di primavera. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa, Ehud Barak, hanno dato l’ok al progetto di estensione di quattro colonie ebraiche in Cisgiordania. Quasi in contemporanea, poi, il comune di Gerusalemme ha approvato una bozza sull’allargamento di un rione ebraico, Gilo, a Gerusalemme Est.

Il via libera arriva in un momento delicato per la diplomazia israeliana. Dopo una settimana di alti e bassi sul fronte internazionale. E un giorno prima della visita ufficiale del presidente Simon Peres a Washington, al cospetto di Obama. Quell’Obama che ha voluto a tutti i costi riprendere il tavolo dei negoziati tra israeliani e palestinesi.

Secondo la radio militare Barak starebbe per approvare i piani regolatori di quattro piccoli insediamenti in Cisgiordania: Rotem, Hemdat, Eshkolot e Nofim. Si tratta di progetti di carattere generale, che non includerebbero, per il momento, la costruzione di nuovi edifici.

Il quotidiano Haaretz e il giornale online Ynet scrivono poi che una commissione del municipio di Gerusalemme avrebbe dato l’ok all’estensione del rione di Gilo – nel settore est della città, oltre le linee di demarcazione in vigore fino alla guerra dei sei giorni del 1967 – con la costruzione di almeno 900 alloggi, di edifici pubblici e di un centro commerciale.

© Leonard Berberi

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1 Commento

  1. Per favore scrivete una lettera ad Obama, a Putin, a DIO!!!!!! Non e’ possibile che Israele non si possa fermare. Quanta gente dovra’ ancora morire prima che si possano ottenere risultati con il solo boicottaggio dei prodotti. Non ci si puo’ non indignare, rifiutare categoricamente l’evidenza dei fatti. Voi lo sapete piu’ di me quello che accade laggiu’ e io sto male solo a leggerle ste cose. Mi chiedo davvero come sia possibile che certe persone stiano dalla parte dello Stato d’Israele allo stesso modo di come certe persone stavano dalla parte dei nazisti in tempo di guerra. Umanamente, com’e’ possibile?
    Mi chiedo, ma se fossi ebrea e vivessi ad Israele, ma sarei anch’io cosi’ disumana? E’ cosi’ che vorrei che il resto del mondo pensasse del mio popolo? Forse se fossi ebrea in terra di Israele probabilmente me ne fregherei di quello che il mondo pensa del mio popolo perche’ non avrei una coscienza. Spero che le loro coscienze si possano svegliare perche’ il male, per essere debellato, va curato dall’interno.

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