Israele e la guerra civile in Siria

Wednesday, 22 February 2012 08:53 Michael Warschawsky (Alternative Information Center)

Dopo un anno di mobilitazioni di massa e di sanguinose repressioni, la Siria si trova sull’orlo di una guerra civile.

Da un lato, Bashar al-Asad non è in grado di ripristinare legge e ordine nonostante cerchi di distruggere e frammentare la resistenza popolare, ma, dall’altro, il movimento popolare manca della leadership e dell’organizzazione necessarie per vincere la guerra.

Inoltre il regime Baath ha la propria base sociale soprattutto tra la classe medio-alta di Damasco, e tra le minoranze etniche e confessionali, come cristiani, alawiti e altri. Di conseguenza, si assiste ad una situazione di doppio potere mentre il confronto militare e gli spargimenti di sangue continuano.

Come reagisce Israele alla crisi siriana? Sorprendentemente, il team di Netanyahu-Barak sta mantenendo un basso profilo su tale questione, per ovvi motivi. Da un lato, essi capiscono che la destabilizzazione della Siria è stato uno degli obiettivi principali della nuova strategia dei neo-conservatori in Medio Oriente: per decenni, la Siria ha rappresentato un elemento di primo piano nella resistenza all’egemonia degli Stati Uniti e al dominio coloniale israeliano. La caduta del regime Baath e la sua sostituzione da parte delle forze politiche pro-americane saranno una vittoria per il partito imperialista e per lo Stato di Israele.

D’altra parte, però, la Siria è stata un fattore di stabilità regionale ed il confine con la Siria è stato per Israele il più tranquillo degli ultimi tre decenni, nonostante l’occupazione del Golan siriano. Chi andrà a sostituire la famiglia Assad? I fratelli Musulmani? I salafiti? Il caos? A meno che non stiano pianificando una guerra, gli stati in generale preferiscono la stabilità, ed Israele non fa eccezione. A meno che Ehud Barak non voglia perseguire i suoi folli piani contro l’Iran, e non decida che, attaccando la Siria, Israele colpirebbe anche la Siria senza correre il rischio di una grave ritorsione da Teheran.

In questo momento l’amministrazione statunitense ha chiarito che un attacco contro la Siria non servirebbe i suoi interessi nella regione, ma il team Rambo che è alla guida dello Stato ebraico potrebbe ignorare gli avvertimenti di Washington ed utilizzare il caos in Siria per lanciare un’offensiva militare. Se da un lato dovremmo opporci senza esitazione alla dittatura ormai sgretolata della famiglia Asad, dall’altro un’aggressione militare ci fa essere, senza alcun dubbio, dalla parte della Siria.

Tradotto da Marta Fortunato per l’Alternative Information Center (AIC)

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/blogs/michael-warschawski/3434-israele-e-la-guerra-civile-in-siria

Contrassegnato con i tag: , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam