Israele espanderà gli insediamenti fino al confine di Gerusalemme ? ll nodo della zona E1- di Akiva Elder

domenica 11 dicembre 2016

A picture taken on October 21, 2014 in the West Bank village of Zayem near Jerusalem, shows the Israel's controversial separation barrier with the Jewish settlement of Maale Adumim in the background.  AFP PHOTO/AHMAD GHARABLI        (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

A picture taken on October 21, 2014 in the West Bank village of Zayem near Jerusalem, shows the Israel’s controversial separation barrier with the Jewish settlement of Maale Adumim in the background. AFP PHOTO/AHMAD GHARABLI (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

 Sintesi personale

Il  giudice ha ordinato l’evacuazione dell’illegale avamposto Amona in Cisgiordania (prevista per il 25 dicembre al più tardi) e la proposta di legge per la regolarizzazione degli avamposti  distoglie l’attenzione da una guerra molto  più importante e imminente.

Una guerra evidenziata da cartelloni giganti con i ritratti di  Shimon Peres, Yitzhak Rabin, Ariel Sharon e Menachem Begin, Ehud Barak e dallo slogan  “seguire le loro orme”. Accanto al ritratto di ogni leader vi  è una citazione a sostegno dell’ annessione della città insediamento di Ma’ale Adumim a Israele. Una petizione, un sito web, una pagina di Facebook, rally, pressioni sui partito puntano a far passare una legislazione che imponga la sovranità israelianaDavid Bitan della Likud, presidente della coalizione di governo, ha annunciato, “lo faremo nonostante tutti i problemi internazionali e la pressione degli Stati Uniti”. A sua volta Kashriel  ha rilasciato il seguente appello al governo e ai suoi membri:” Se quasi l’80% del popolo d’Israele è d’accordo sulla sovranità, bisogna ascoltarlo. Non vi è alcun motivo per non imporre la sovranità e  iniziare  a costruire”.

Ma tale richiesta di sovranità israeliana, che ha una enorme potenzialità esplosiva in ambito regionale e internazionale, nasconde una  letale trappola: la zona E1, una zona della Cisgiordania sotto la giurisdizione municipale di Ma’ale Adumim, che si trova a est di Gerusalemme est e ad ovest di Ma’ale Adumim. Secondo il sito web della città la giurisdizione comunale è stata recentemente ampliata  a ovest verso Gerusalemme e si estende su 48.000 dunam (11.861 acri) e ha già un nome: Mevaseret Adumim. Il sito web riporta: “Questa zona comprende la E1. Il quartiere di Mevaseret Adumim, destinato al  turismo di una particolare fascia alta residenziale, prevede la costruzione di 3.500 unità e di una zona commerciale”. Questa mossa potrebbe creare un continuum urbano che collega l’insediamento di Ma’ale Adumim a Gerusalemme. L’unico modo per raggiungere questa continuità territoriale è annettere una striscia di villaggi palestinesi come Anata, A-Zaim e Azariya, che separa le due città. Sia come sia  la costruzione in E1 ostacolerebbe la contiguità territoriale tra la parte meridionale e settentrionale della Cisgiordania.

Inoltre, per effettuare i piani di costruzione le autorità militari israeliane intendono espellere le comunità beduine che vivono nella zona E1. Tale espulsione violerebbe il diritto internazionale umanitario – vale a dire la Quarta Convenzione di Ginevra – che vieta la rimozione forzata di comunità  protette. Il  trasferimento forzato è consentita solo in circostanze eccezionali  e solo temporaneamente. L’area E1 è costellata di enclavi  palestinesi di proprietà privata per un totale di circa 775 dunam (191 acri). Israele non può dichiarare queste terre statali, ma potrebbe limitare l’accesso  dei palestinesi alle loro terre.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiarito che tale progetto nella E1 metterebbe la parola fine a un accordo diplomatico con Israele.  I presidenti americani, i leader europei democratici e repubblicani e le segreterie generali delleNazioni Unite hanno capito che la costruzione in E1 è un punto di svolta. Hanno quindi tracciato una linea che Israele non deve attraversare.

Secondo i media, già nel 2011 il primo ministro Benjamin Netanyahu ha promesso al presidente degli Stati Uniti Barack Obama di evitare di costruire nella  E1 . (Netanyahu ha negato). Ora, Mevaseret Adumim attende Donald Trump. Nei suoi primi mesi in carica, Trump se rinuncerà  al  trasferimento della Ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme farà arrabbiare i suoi sostenitori di destra,  se sposterà l’ambasciata avrà il mondo musulmano contro di lui.  Se bloccherà Israele nella E1, provocherà l’ira del magnate del casinò  e sostenitore di Netanyahu, Sheldon Adelson, sbarazzandosi dell’annoso problema del conflitto palestinese-israeliano.

Un sondaggio condotto dalla University of Maryland indica che il pubblico americano è stufo degli insediamenti israeliani. Il sondaggio, effettuato sotto la supervisione del professor Shibley Telhami, rivela un cambiamento americano  significativo  sul conflitto e gli insediamenti. Il sessanta per cento dei democratici ha espresso sostegno per le sanzioni economiche contro Israele o misure più severe contro di esso. Tra i repubblicani  un aumento è stato registrato dal 26% al 31%. Nel complesso, la percentuale di sanzioni  contro gli insediamenti è salito quest’anno dal 37% al 46%.

Partendo dal presupposto che la nuova amministrazione ascolterà l’opinione pubblica americana, Netanyahu dovrebbe iniziare a pregare perchè qualcuno presenti una petizione alla Corte Suprema contro la proposta di legge che punta alla  legalizzazione degli avamposti in Cisgiordania e sperare in un  giudice capace  di fermare i coloni e i loro scagnozzi della Knesset prima  che superino la  linea  rossa di  Ma’ale Adumim.

Akiva Elder : Israele espanderà gli insediamenti f…

https://frammentivocalimo.blogspot.it/2016/12/akiva-elder-israele-espandera-gli.html

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December 6, 2016

A picture taken on October 21, 2014 in the West Bank village of Zayem near Jerusalem, shows the Israel's controversial separation barrier with the Jewish settlement of Maale Adumim in the background. AFP PHOTO/AHMAD GHARABLI (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

A picture taken on October 21, 2014 in the West Bank village of Zayem near Jerusalem, shows the Israel’s controversial separation barrier with the Jewish settlement of Maale Adumim in the background. AFP PHOTO/AHMAD GHARABLI (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

Will Israel expand settlement to Jerusalem border?

The court-ordered evacuation of the illegal Amona outpost in the West Bank (scheduled for Dec. 25 at the latest), and the proposed outpost Regularization law, are wars of yesteryear — limited skirmishes that divert attention from a far greater and more important war. The new battleground was inaugurated at the height of the battle for Amona and the imbroglio over the controversial bill granting legal status to wildcat West Bank outposts.

Giant billboards displaying the portraits of late President Shimon Peres, late Prime Ministers Yitzhak Rabin, Ariel Sharon and Menachem Begin, and former Prime Minister Ehud Barak have in recent weeks augured the impending clash. The clever campaign slogan says “following in their footsteps.” Next to the portrait of each leader is a citation advocating the annexation of the settlement town of Ma’ale Adumim to Israel. For example, Sharon pledged that “Ma’ale Adumim will be built as part of the State of Israel for ever more.” A petition, website, Facebook page, rally and especially pressure running across party lines have all been mobilized to promote a diplomatic measure the likes of which Israel has not undertaken since annexing the Golan Heights in 1981. The Knesset’s Land of Israel lobby, the settlement umbrella organization Yesha Council and the pro-settlement Regavim Movement have all joined forces with Benny Kashriel, the three-term mayor of Ma’ale Adumim and a veteran Likud Party politico, in a bid to push through legislation at the Knesset’s winter session imposing Israeli sovereignty over the town.

At a rally in late October, Welfare and Social Services Minister Haim Katz, the chairman of the Likud Central Committee, pledged to do everything possible to ensure that Israeli sovereignty is applied in Ma’ale Adumin. Knesset member David Bitan of the Likud, the chairman of the ruling coalition, announced, “We will do it despite all the international problems and US pressure. We shouldn’t be at all scared.” Kashriel issued the following appeal to the government and its members: “If almost 80% of the people of Israel [according to a survey conducted by pollsters Mano Geva and Mina Tzemach] call on you to impose sovereignty, you have to listen to them. There is no reason not to impose sovereignty and [not] to begin building.”

But behind the call for Israeli sovereignty over the settlement on the edges of the Green Line — a move that in itself has massive explosive potential in the regional and international arena — is a hidden, lethal booby trap. It is known as the E1 zone, a West Bank area under the municipal jurisdiction of Ma’ale Adumim, located adjacent to and northeast of East Jerusalem and to the west of Ma’ale Adumim. According to the town’s website, the municipal jurisdiction was recently expanded westward toward Jerusalem and spans 48,000 dunams (11,861 acres), and this place already has a name: Mevaseret Adumim. The website reads, “This area includes the E1 zone — the neighborhood of Mevaseret Adumim, destined for tourism development, the construction of a particularly high-end residential compound of 3,500 units, and a commercial and employment area.”

According to those eager to implement the construction plan for Jews in the E1 zone, this move would create an urban continuum linking the settlement of Ma’ale Adumim and Jerusalem. Still, the only way to achieve this territorial continuity is by annexing a strip of Palestinian villages, including Anata, A-Zaim and Azariya, separating the two cities. Be that as it may, construction in E1 would further exacerbate the severing of predominantly Palestinian East Jerusalem from other parts of the West Bank, and disrupt the territorial contiguity between the southern and northern parts of the West Bank.

In addition, to carry out the building plans, Israel’s military authorities intend to expel the Bedouin communities living in the E1 zone. Such an expulsion would violate international humanitarian law — namely the Fourth Geneva Convention — that bans forcible removal of protected civilians, such as the residents of these communities. Forcible transfer is allowed only under exceptional circumstances, and even then, only temporarily. What’s more, the E1 area is dotted with privately owned Palestinian enclaves covering a total of some 775 dunams (191 acres). Israel cannot declare them state lands, and they are not included in official planning for the area. But the plan would nonetheless greatly curtail the Palestinians’ access to their lands.

Given the strategic importance of E1 for both sides, Israeli plans to build there are considered a unilateral determination of facts on the ground, generating international opposition that goes beyond the usual objections to any Israeli construction across the Green Line. Palestinian President Mahmoud Abbas made clear that the encirclement of Jerusalem by Israeli construction in E1 and its cutoff from the northern part of the West Bank would put the kibosh on a diplomatic arrangement with Israel. Recent American presidents, Democratic and Republican alike, European leaders and UN secretaries-general have all understood that construction in E1 is a game changer in the Israeli-Arab arena. They have therefore drawn a line in the sand of the Mevaseret Adumim neighborhood that Israel must not cross.

According to media reports, already in 2011, Prime Minister Benjamin Netanyahu promised US President Barack Obama to avoid building in E1. (Netanyahu has denied the reports.) Now, Mevaseret Adumim awaits word from the next president, Donald Trump. In his first months in office, Trump appears likely to make two crucial decisions regarding Jerusalem. One is whether to sign the waiver preventing the transfer of the US Embassy from Tel Aviv to Jerusalem, thereby angering his right-wing backers, or to move the embassy to the Israeli capital and turn the Muslim world against him. The other is whether to stop Israel before it crosses the red line in Ma’ale Adumim, thereby angering Republican casino mogul and Netanyahu backer Sheldon Adelson, or to look away and get rid of the festering Israeli-Palestinian peace process.

A poll conducted by the University of Maryland after the Nov. 8 US presidential elections indicates that the American public is sick of Israeli settlements. The poll, carried out under the supervision of professor Shibley Telhami, reveals a significant change in American views on the conflict and the settlements. Sixty percent of Democrats expressed support for economic sanctions against Israel or harsher measures against it. In November 2015, that group constituted 49% of respondents. Among Republicans, an increase was recorded from 26% to 31%. Overall, the percentage of those favoring sanctions against the settlements rose this year from 37% to 46%.

Assuming that the new administration will heed American public opinion, Netanyahu should start praying for someone to petition the Supreme Court against the Regularization law proposal legalizing West Bank outposts, and for the court to stop the settlers and their Knesset henchmen before they get to the red line in Ma’ale Adumim.

Read more: http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2016/12/israel-palestinians-west-bank-setlement-maale-adumim-amona.html#ixzz4SZBDao6R

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1 Commento

  1. Israele, come tanti altri stati, tra cui l’Italia, continua a sostenere l’esistenza della volontà di raggiungere una pace tra il popolo palstinese e quello ebraico. Ma quale pace si può raggiungere se Israele, da quando s’è stata data la possibilità di avere uno stato, ruba le terre che le Nazioni Unite lasciarono, bontà loro, al popolo autoctono. Tutti i governi dello stato ebraico che si sono succeduti dalla sua nascita, hanno creato insediamenti nella terra dei palestinesi e sono oggi quasi alla fine d’ incorporarsela tutta. Ci si chiede, e anche con angoscia, cosa è rimasta della autorità dell’ONU, se non ha mai preso provvedimenti a fare rispettare, non dico altro, ma almeno le sanzioni che la Comunità Internazionale ha emanato contro questo stato ingiusto e irrispettoso della legge!

    catalano

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