Israele: Hanin Zo’ubi riammessa alle elezioni

adminSito  lunedì 31 dicembre 2012 16:14

La Corte Suprema israeliana ha riammesso alle elezioni la deputata palestinese da quasi tre anni sotto attacco della destra per aver partecipato alla prima Freedom Flotilla.

di Roberto Prinzi

Roma, 31 dicembre 2012, Nena News – La parlamentare palestineseHanin Zo’ubi di Balad/Tajammu’ potrà gareggiare alle elezioni legislative israeliane fissate per il 22 Gennaio. Questo è quanto ieri ha stabilito all’unanimità la Corte Suprema d’Israele ribaltando così la decisione della Commissione elettorale centrale (CEC) di metà Dicembre. Era stata soprattutto la sua partecipazione al Gaza Freedom Flotilla del 2010 (era a bordo proprio della Mavi Marmara assaltata sanguinosamente da un commando israeliano che fece nove morti) ad attirarle l’ostilità della maggior parte degli israeliani e a motivare la sua temporanea espulsione. Sebbene nessuna accusa di supporto al terrorismo fosse stata formalizzata contro di lei (l’IHH che organizzò la prima Flotilla non era considerata un’organizzazione terroristica da Israele allora), Zo’ubi fu privata di alcuni privilegi parlamentari, fu ferocemente attaccata dalla destra israeliana e denigrata pubblicamente per i «suoi legami con i terroristi» di Hamas.

Quando furono annunciate le legislative alcuni mesi fa, diversi esponenti di destra dichiararono subito la loro intenzione di escludere lei e il suo partito Balad dalla competizione elettorale. Il loro desiderio sembrava tramutarsi in realtà il 19 Dicembre quando la Commissione elettorale centrale con un pesante 19 a 9 decretava l’espulsione della parlamentare palestinese (ma salvando a sorpresa il suo partito Balad e il Ra’am Ta’al – Lista Araba Unita – che pure la CEC aveva estromesso nelle precedenti elezioni). Risultato prevedibile essendo il CEC un corpo politico i cui membri sono determinati in proporzione alla forza dei partiti presenti nell’attuale parlamento. Poiché la destra sciovinista anti-araba domina alla Knesset [il Parlamento israeliano ndr], era “logico” attendersi un tale risultato. Ma altrettanto prevedibile è stata la decisione finale di ieri della Corte Suprema d’Israele. Solo in tre casi quest’ultima ha confermato il verdetto del CEC: nel 1965 quando fu escluso il movimento Al-Ard dei palestinesi d’Israele, nel 1988 e nel 1992 quando ad essere estromessa per istigazione al razzismo fu la Lista Kakh del rabbino Meir Kahane espressione dell’estrema destra israeliana. Un verdetto che di certo non placherà gli animi incandescenti della destra israeliana che già aveva mostrato la sua violenza giovedì scorso quando aveva aggredito Zo’ubi e i suoi sostenitori durante l’udienza del suo caso presso la Corte Suprema. Ma se la sua riammissione può essere considerata una “vittoria della democrazia”, è inquietante la lettura politica che va fatta: l’intimidazione, la gogna mediatica e l’aggressione verso chi è “arabo” e si fa megafono delle istanze di chi non appartiene al mainstream sionista.

«Persecuzione politica e personale contro di me»

«I tentativi di squalificarmi sono parte della persecuzione politica e personale contro di me, il mio partito e l’elettorato arabo» ha affermato la parlamentare palestinese commentando la sua personale vittoria. «Il verdetto dimostra che la Commissione elettorale centrale è un corpo politico che abusa della sua autorità e permette ai politici di estromettere i loro rivali su basi ideologiche. Ero convinta di aver ragione e che non ci fosse alcuna base legale per escludermi dalle elezioni. Ma la decisione di oggi non può cancellare le minacce, la delegittimazione, la violenza fisica e verbale che ho subito dentro e fuori la Knesset negli ultimi tre anni» ha chiosato amaramente. Intimidazioni ai palestinesi d’Israele che potrebbero intensificarsi a breve stando alla reazione battagliera del Likud-Beitenu (la fusione del partito dell’attuale premier Netaniahu e di quello del Ministro degli Esteri Liberman): «Alla luce dell’interpretazione [della legge ndr] della Corte Suprema, è ovvio che la legge attuale deve essere cambiata perché ogni supporto al terrorismo deve proibire a qualcuno di candidarsi.

Il Likud-Yisrael Beitenu agirà immediatamente nella prossima legislatura per emendare la legge esistente». Non è difficile leggere con il pretesto di «supporto al terrorismo» una esplicita volontà di ostacolare sempre di più l’operato dei parlamentari “arabi” escludendo i loro elettori riproponendo così l’annosa questione sullo status dei palestinesi d’Israele come uguali cittadini. Preoccupazione espressa anche dall’avvocato di Zo’ubi, Hasan Jabareen: «il fatto che i tentativi fatti per escludere parlamentari e partiti arabi non abbiano avuto alcuna base legale negli ultimi 15 anni, come la Corte Suprema ha costantemente sentenziato, mostra come il proposito della destra sia quello di delegittimare la leadership araba eletta. Sebbene non sia stata accusata di alcun crimine, [Zo’ubi ndr] è stata etichettata come una terrorista semplicemente perché ha partecipato al Gaza Freedom Flotilla, che è stato un atto politico legittimo. Invece, alcuni parlamentari di destra sono stati condannati per gravi crimini e sono stati in prigione, ma tuttavia non c’è stato alcun tentativo di espellerli dal parlamento». Con la decisione di ieri l’unica parlamentare palestinese della Legislatura in corso dovrebbe ritornare a sedersi tra i banchi della Knesset a Gennaio. Infatti è seconda nella lista del Balad ed il suo partito dovrebbe superare lo sbarramento del 2% necessario per entrare al Parlamento.

Ma le aggressioni continuano

Nelle stesse ore in cui Zo’ubi si rallegrava per il via libera dato dalla Corte Suprema, un altro parlamentare palestinese subiva l’ennesima aggressione inaccettabile. Ahmad Tibi del Ra’am Ta’al (Lista araba unita) aveva preso parte ad un confronto con Arie Eldar del partito di estrema destra “Forza ad Israele” all’Università di Bar Ilan di Ramat Gan (nel Distretto di Tel Aviv). Pesantemente offeso dagli studenti di destra è stato oggetto di sputi da parte di una sedicenne di destra (i sostenitori di Tibi parlano di tre militanti mentre Eldar parla di acqua gettata addosso al collega) e ha dovuto abbandonare l’aula scortato dalle forze di sicurezza. «Non avrò paura, arriverò in ogni luogo per far sentire la mia voce e quella dell’elettorato arabo» ha dichiarato Tibi.

Il baratro

Coraggioso e testardo Tibi il “terrorista”. Tuttavia resta da capire quanto spazio resterà ancora agli “arabi” per far sentire la “loro” voce dopo Gennaio. Tristi presagi per i palestinesi d’Israele sono all’orizzonte: se la destra (ma soprattutto l’estrema destra del “fenomeno” Bennet) farà man bassa di voti alle prossime legislative, non si capisce ancora, a poco meno di un mese dalla data elettorale, chi sarà a contrastarla. La laburista Yechimovitch ha voluto escludere dal suo programma politico il tema caldo e centrale del conflitto arabo-palestinese preferendo cavalcare quello della “giustizia sociale” in modo confuso (quale ricetta propone per la classe media sempre più povera?). Il telegenico ex giornalista Lapid di “Yesh ‘Atid” è contraddittorio, strizza l’occhio alla destra su molti punti del suo programma al punto che diversi analisti politici locali sono certi che prenderà parte al prossimo governo. Ma sono soprattutto le dichiarazioni di ieri di Tzipi Livni a mettere una pietra tombale alle (flebili) illusioni di “blocco di opposizione di centro”. Per la prima volta dal suo ritorno in politica, infatti, la carismatica leader di Ha-Tnu’a ha parlato della possibilità di unirsi al governo post elezioni. Ecco perché in un paese dove non c’è nemmeno un’Opposizione di “centro”, dove la sinistra è assente (oltre a essere divisa tra Meretz, Hadash e Balad), dove la destra si lecca i baffi pregustando già i machiavellici piani per zittire il dissenso e immortalare il suo potere, la “luce democratica” della riammissione di Zo’ubi non rischiara il baratro in cui, giorno dopo giorno, Israele sta scivolando. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=45865&typeb=0&Israele-Hanin-Zo-ubi-riammessa-alle-elezioni

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