Israele minaccia agenzia ONU

lunedì 23 luglio 2012 10:14

Israele accusa l’ufficio delle Nazione Unite OCHA, che fornisce aiuto ai palestinesi, di costruire illegalmente in area C e minaccia sanzioni.

Marta Fortunato

Gerusalemme, 23 luglio 2012, Nena News – L’Ufficio Umanitario delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA) è coinvolto in attività di costruzione illegale in Cisgiordania. Queste le accuse che Israele e l’amministrazione civile israeliana hanno rivolto all’agenzia dell’ONU. Secondo il coordinatore degli affari governativi nei territori (COGAT) Eitan Dangot ed il ministro della difesa Ehud Barak, OCHA è responsabile di aver intrapreso azioni illegali in area C. Dal tempo degli accordi di Oslo, questa zona, che costituisce più del 60% della Cisgiordania, è sotto il totale controllo civile e militare israeliano. Pertanto i palestinesi che desiderano costruire una struttura residenziale, devono chiedere il permesso all’amministrazione civile israeliana.

L’ufficio delle Nazioni Unite “fornisce assistenza alle comunità palestinesi le cui case sono state demolite perchè illegali” ha dichiarato il portavoce del COGAT Guy Inbar all’agenzia di stampa palestinese Ma’an News – OCHA fornisce loro tende e facendo questo commette un atto illegale perchè non ha richiesto il permesso di Israele”. E, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, Israele ha aggiunto altre accuse: “Quest’agenzia favorisce la delegittimazione di Israele attraverso rapporti falsificati che poi diffonde a tutte la comunità internazionale, creando un danno irreversibile a tutto l’apparato dell’ONU” ha dichiarato un ufficiale israeliano.

Le agenzia umanitarie e l’ONU hanno risposto alle accuse affermando che fornire una tenda temporanea ad una famiglia sfrattata è legale dal punto di vista del diritto internazionale ed è da considerarsi assistenza umanitaria d’emergenza. Inoltre hanno aggiunto che mentre i coloni israeliani continuano a costruire in area C, per le comunità palestinesi dell’area è praticamente impossibile ottenere un permesso dall’amministrazione civile israeliana (ICA). Se si guardano i dati dell’ICA, il tasso di approvazione delle richieste di costruzione presentate dai palestinesi è bassissimo: dal 2001 al 2007 solo il 5,5 % delle richieste presentate è stato accettato, con un tasso di rifiuto pari al 94,5%.

Tuttavia l’ira di Israele è talmente elevata che Dargot ha ordinato lo stop di tutti i lavori illegali dell’OCHA in area C e ha dichiarato che tutte le strutture illegali riceveranno un ordine di demolizione. Inoltre Israele si è detto pronto a “riconsiderare” il ruolo di OCHA e a mettere in atto misure punitive, come limitare i visti al personale dell’OCHA o ritirare i permessi di lavoro e di viaggio ai palestinesi che lavorano all’interno dell’agenzia. Questi ultimi passi di Israele hanno messo in allarme gli operatori delle organizzazioni non governative che operano in area C. Nel 2012 infatti si è registrato un aumento esponenziale di demolizioni in area C: secondo dati OCHA, nei primi sei mesi di quest’anno sono state demolite 379 strutture, di cui 120 strutture residenziali (344 in area C e 35 a Gerusalemme Est). A causa di questi atti, 615 persone, di cui 323 bambini sono state sfollate. “Le Ong che operano sul terreno temono che queste pesanti accuse che Israele ha rivolto all’OCHA possano limitare ancor più il lavoro che le Ong svolgono in area C” ha dichiarato un operatore di una Ong locale – Israele in quanto potenza occupante ha il dovere di fornire un alloggio adeguato alla popolazione occupata. Poiché Israele viene meno ai suoi obblighi, il lavoro di OCHA non si può considerare un atto illegale ma assistenza umanitaria d’emergenza”. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=30975&typeb=0&Israele-minaccia-agenzia-ONU

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