Israele – Palestina. Gerusalemme, tre israeliani uccisi in attacchi palestinesi (aggiornato alle 19.30 del 13/10/15)

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13 ott 2015

Il premier Netanyahu ha convocato una riunione d’urgenza. Clima sempre più teso in Israele e nei Territori occupati.  Scontri a Gaza, un palestinese ucciso dai soldati israeliani a Betlemme

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AGGIORNAMENTI

ore 19.30 – ONU: “ISRAELE RIVEDA IL SUO USO ECCESSIVO DELLA FORZA”

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha invitato Tel Aviv a rivedere l’uso della forza, che ha definito “eccessivo” e “preoccupante”, negli scontri con i palestinesi. Una questione che, secondo il capo delle Nazioni Unite, “esige un serio esame in quanto serve solo ad aggravare la situazione che porta a un circolo vizioso di inutile spargimento di sangue”.

A Gerusalemme est, intanto, il conducente di un bus privato sarebbe stato ferito dal lancio di pietre da parte di alcuni giovani. Lo ha riferito il servizio medico del Magen David Adom.

ore 19.15 – ORDINI DI DEMOLIZIONE PER 5 CASE DI PALESTINESI CHE HANNO UCCISO ISRAELIANI

Verranno demolite nei prossimi giorni le case degli assassini palestinesi dei coloni israeliani Eitam e Naama Henkin dell’insediamento illegale di Nerya uccisi due settimane fa e di Nehemia Lavi e Aharon Benita accoltellati a morte a Gerusalemme 10 giorni fa. Stessa punizione per gli assassini di Malachi Rosenfeld e Danny Gonen uccisi all’inizio di quest’anno nella Cisgiordania occupata. Inoltre, 1400 riservisti della polizia di frontiera sono stati chiamati a pattugliare Gerusalemme e la Cisgiordania. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel

ore 18.15 – DEMOLIZIONI, QUARTIERI CIRCONDATI, RITIRI DI RESIDENZA: LE MISURE DEL GOVERNO NETANYAHU

I quartieri palestinesi di Gerusalemme est saranno circondati dalle forze di sicurezza israeliane che rafforzeranno in generale la propria presenza nei centri urbani, mentre le case degli assalitori verranno demolite entro qualche giorno dagli attacchi e le loro famiglie private dei permessi di residenza se non sono cittadini di Israele. Queste le misure promesse dal premier Netanyahu per far fronte all’ondata di violenza in Israele e nei territori palestinesi occupati, illustrate da Channel 2

ore 17.30 – NETANYAHU: ISRAELE PREVARRA’. A GAZA DECINE DI FERITI

Benjamin Netanyahu si è rivolto agli israeliani e con chiarezza ha detto che Israele “è qui e lo sarà per sempre”. Si è poi rivolto al presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, esortandolo a smetterla di “mentire” sulle azioni israeliane, “facendo passare terroristi per eroi”.

Intanto, fonti mediche palestinesi hanno fatto saper che decine di manifestanti sono stati feriti negli scontri con l’esercito israeliano al valico di Erez.

ore 17.25 – SCONTRI A BETLEMME: UN PALESTINESE MORTO

Un ventisettenne palestinese, Moataz Zawahre, è morto oggi pomeriggio a Betlemme negli scontri con l’esercito israeliano. Alcune notizie parlano anche di tre palestinesi feriti a Hebron.

ore 17.00 – ISRAELE. IN 20.000 A SAKHNIN PER SOSTENERE I PALESTINESI: BASTA ESTREMISTI EBREI SULLA SPIANATA

È il ‘Giorno della rabbia’ per i palestinesi israeliani che in migliaia stanno partecipando a una grande manifestazione a Sakhnin, nel nord di Israele, in sostegno dei palestinesi. Secondo i media, ci sono circa 20mila persone, tra cui anche esponenti politici.

I manifestanti chiedono che sia vietato l’accesso alla Spianata delle Moschee agli ebrei dell’estrema destra che nelle ultime settimane hanno visitato il luogo sacro in maniera massiccia, scatenando l’ira dei palestinesi che temono che lo Stato ebraico miri a occupare la Spianata che, dopo l’annessione illegale di Gerusalemme est nel 1967, è sotto la custodia della Giordania. Israele però ne regola l’accesso, impedendo spesso a determinate “categorie” di palestinesi l’ingresso, per “ragioni di sicurezza”.

I manifestanti chiedono che siano invece rimosse le restrizioni che impediscono ai fedeli musulmani di andare a pregare ad al Aqsa.

Secondo le regole in vigore, i musulmani hanno il diritto di entrare e pregare nel sito, mentre gli ebrei possono entrarvi per alcune ore cinque giorni alla settimana, ma non possono pregare.

 ore 16.20     – MANIFESTAZIONI A GAZA, SCONTRI AL CONFINE

Decine di palestinesi si sono radunati al confine tra la Striscia di Gaza e Israele e hanno forzato la recinsione che divide lo Stato ebraico dall’enclave palestinese, secondo quanto riferito dalle forse di sicurezza israeliane.

Da ore ci sono scontri tra palestinesi ed esercito che ha risposto con gas lacrimogeno, proiettili gomma. Stamattina ci sono state altre manifestazioni nel nord della Striscia.

Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Times of Israel, decine di giovani israeliani stanno marciando a Gerusalemme scandendo gli slogan ’morte agli arabi’ e vendetta’, dopo una mattinata di sangue in città. In due attacchi separati sono stati uccisi tre israeliani e una ventina sono rimasti feriti. Due palestinesi sono saliti su un autobus e hanno aperto il fuoco e accoltellato i viaggiatori. In un altro incidente un palestinese ha investito e ucciso un sessantenne israeliano.

ore 14.15 – ISRAELE. A BREVE IL VERTICE SULLA SICUREZZA, SI ATTENDONO MISURE DURISSIME

Si riunirà a breve il vertice convocato dal premier israeliano Netanyahu per far fronte alle violenze che stanno segnando Israele e i Territori palestinesi occupati nelle ultime settimane. Si attendono misure dirissime, come la chiusura dei quartieri palestinesi di Gerusalemme.

Intanto, gli attacchi di stamattina hanno fatto desistere gli attivisti dell’ultra destra israeliana dal tenere una manifestazione davanti all’abitazione del premier, accusato di gestire in maniera troppo morbida la situazione.

E arrivano le reazioni internazionali alle due aggressioni di stamattina a Gerusalemme, in cui sono morti tre israeliani. Gli aggressori, tre palestinesi, sono stati uccisi.

In un tweet del ministro degli Esteri svedese, Margot Wallström, ha condannato gli attacchi e ha esortato i leader ad “agire con responsabilità”. La Svezia è stato il primo Paese europeo a riconoscere lo Stato di Palestina. Dalla Turchia, invece, è arrivata la “decisa condanna” delle forze di sicurezza israeliane da parte del ministero degli Esteri, che in una nota diffusa dalla stampa parla di “atti provocatori e arbitrari” e di “uso sproporzionato della forza” contro i palestinesi. Ankara accusa lo Stato ebraico di voler modificare lo status quo sulla Spianta delle Moschee, riferendosi all’aumento delle visite di gruppi di ebrei, spesso estremisti, al sito sacro, che ha innescato la rabbia dei palestinesi: “L’unico modo per prevenire l’acuirsi delle tensioni è che Israele si attenga al diritto internazionale nei Territori palestinesi che sono sotto la sua occupazione”.

ore 13.15 – LEGA ARABA: LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE TUTELI I PALESTINESI

Nabil Elaraby, segretario della Lega Araba, oggi dall’Egitto, dove si è riuniita d’urgenza la Lega, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché si impegni nella tutela dei palestinesi nella loro lotta contro l’occupazione israeliana. Lo riferisce il giornale israeliano Ynet.

ore 13.15 – UNIVERSITA’ CHIUSE IN CISGIORDANIA

L’università di Tulkarem ha sospeso le lezioni e le attività fino a domenica e chiuso le porte per timore di un raid israeliano nel campo, dopo gli scontri degli ultimi giorni fuori dal campus. Ieri 20 studenti sono stati feriti in scontri con l’esercito israeliano.
Chiusa anche l’università Al Quds di Abu Dis, dopo lo scoppio di scontri con i soldati.

ore 13.00 – ISRAELIANO SCAMBIA CONNAZIONALE PER PALESTINSE E LO ACCOLTELLA

Resa nota la dimanica dell’aggresisone a Kiryat Ata, in Israele, dove un israeliano è rimasto ferito. Si è trattata di una “vendetta” contro gli arabi messa a segna da un israeliano, arrestato, che ha scambiato la vittima per un palestinese.

Ore 12.30 – GERUSALEMME. È DI HAMAS UNO DEGLI AGGRESSORI DEL BUS

Sarebbe un membro di Hamas, il movimento islamico che governa Gaza, ed è stato in carcere uno dei due aggressori che stamattina sono saliti su un autobus a Gerusalemme e hanno accoltellato almeno dieci viaggiatori, due dei quali sono morti.

Intanto, Yoel Hasson dell’Unione Sionista ha chiesto al governo di schierare la fanteria a Gerusalemme. Il governo potrebbe decidere a breve la chiusura dei villaggi e dei quartieri palestinsei di Gerusalemme.

Un video appena pubblicato mostra intanto l’uccisione del palestinese che stamattina a Gerusalemme ha investito un israeliano, uccidendolo. Le immagini mostrano un uomo che sembra un civile che apre il fuoco alle spalle dell’uomo che sta cercando di fuggire.

ore 12.15 – LIEBERMAN: “TORNARE AL REGIME MILITARE A GERUSALEMME E NEL TRIANGOLO”

L’ex ministro degli Esteri e ladear del partito Yisrael Beitenu, Avigdor Lieberman, ha chiesto al governo Netanyahu di tornare a imporre il regime militare (come nei dieci anni successivi al 1948) a Gerusalemme e nel Triangolo, area nello Stato di Israele al confine con la Cisgiordania dove vivono prevalentemente palestinesi in comunità solo arabe.

ore12.10 – IDENTIFICATA VITTIMA DELL’ INVESTIMENTO A GERUSALEMME

Si chiamava Hakham Yeshayahu Karshbeski, 59 anni, l’uomo investito e ucciso stamattina a Gerusalemme da un’auto guidata da un palestinese, Alaa Abu Jamal, a sua volta ucciso dopo l’aggressione.

Il cadavere di Alaa Abu Jamal, palestinese stamattina ha investito e ucciso un israeliano di 59 anni a Gerusalemme (Fonte: Twitter)

Il cadavere di Alaa Abu Jamal, palestinese stamattina ha investito e ucciso un israeliano di 59 anni a Gerusalemme (Fonte: Twitter)

ore 12.05 – SCONTRI A QALANDIYA E BETLEMME, FERITI A GAZA

Sono da poco iniziati scontri tra manifestanti palestinesi e soldati israeliani ai checkpoint di Qalandiya (Ramallah) e a Betlemme. A Gaza l’esercito ha aperto il fuoco contro i manifestanti che marciavano verso il valico di Erez, almeno 19 feriti, di cui uno in gravi condizioni.

ore 12.00 – SPARATORIA AL CONFINE CON LA GIORDANIA.  SALE A TRE IL BILANCIO DELLE VITTIME  A GERUSALEMME

Notizie di una spratoria a sud della città di Eilat, al confine con la Giordania, sono state diffuse sui media israeliani. Non si hanno però dettagli sull’accaduto.

Intanto, sono stati resi noti i nomi dei due aggressori del bus, entrambi morti: sono Bilal Ghanen, 23 anni, e Baha Elayyan, 22 anni. I due giovani palestinesi hanno accoltellato una decina di viaggiatori, uccidendone due.

ore 11.50 – ISRAELE, ALTRI ACCOLTELLAMENTI

Notizie non ancora confermate riferiscono di due ferimenti con coltello in Israele. A Netanya, nel nord, un palestinese sarebbe stato ferito da un israeliano, mentre a Kiryat Ata, la polizia ha riferito di una persone accoltellata. L’aggressore è stato fermato.

ORE 11.30 – VERTICE D’URGENZA CONVOCATO DAL PREMIER. DUE ISRAELIANI E TRE PALESTINESI MORTI A GERUSALEMME

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione d’urgenza, mentre Gerusalemme si è risvegliata in un clima di sempre maggiore tensione. Due aggressioni sempre con coltelli hanno fatto diversi feriti e due morti tra gli israeliani, mentre tre palestinesi, due presunti aggressori e un giovane, sono stati uccisi oggi in città. Un palestinese sarebbe morto anche nella Striscia di Gaza.

Il ministro israeliano della Sicurezza pubblica, Gilad Erdan, incontrerà i vertici della sicurezza per vagliare le misure da adottare a termine di due settimane di violenze e tensioni che hanno fatto parlare di terza intifada.

Tra le misure al vaglio del ministro c’è la chiusura totale i quartieri di Gerusalemme est, la zona palestinese occupata dagli israeliani, e la semplificazione per gli israeliani delle procedure per ottenere il porto d’armi. C’è anche la chiusura della Striscia di Gaza, oggi è stato chiuso il valico di Erez, tra le cose che il governo di Tel Aviv ha in cantiere di fare per rispondere alla rabbia dei palestinesi, scatenata dalle aumentate e continue “visite” sulla Spianata delle Moschee di gruppi di ebrei ultraortodossi, definiti semplici “turisti” da Tel Aviv.

Altre misure sono state proposte dal viceministro degli Esteri Tzipi Hotovely che ha affermato che l’Autorità nazionale palestinese ha perso il diritto di esistere, attribuendo la responsabilità di quello che sta accadendo in Israele e nei Territori palestinesi occupati al presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen), e ha suggerito di bloccare i trasferimenti di denaro all’Anp. Un0amrma spesso usata da Israele per “punire” i palestinesi. Nena News

La vittima israeliana dell'attacco al bus a Armon Hanatziv, Gerusalemme (Foto: Yonatan Sindel/FLASH90)La vittima israeliana dell’attacco al bus a Armon Hanatziv, Gerusalemme (Foto: Yonatan Sindel/FLASH90)

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della redazione

Roma, 13 ottobre 2015, Nena News – Due settimane di tensioni hanno portato il bilancio dei palestinesi uccisi dai soldati israeliani a quasi trenta morti, tra cui un bambino di 12 anni ammazzato ieri sera dalla polizia israeliana nella colonia di Pisgat Zeev, a Gerusalemme, dove insieme al fratello avrebbe accoltellato due israeliani, ferendo in modo serio un coetaneo.

Accoltellamenti che proseguono anche oggi, giorno di sciopero generale dei palestinesi in Israele, per denunciare le discriminazioni che subiscono nello Stato ebraico. La polizia israeliana ha riferito che in due distinte aggressioni a Gerusalemme sono stati feriti otto israeliani in un attacco ad un autobus nella zona di Armon Hanatziv: due palestinesi, poi uccisi, hanno preso d’assalto il pullman e ferito almeno 8 israeliani, due di loro sono morti.

Altre tre persone sono state ferite invece nella zona ovest e l’aggressore palestinese, ha detto la polizia, è stato fermato.Nei pressi della porta di Damasco, stamattina un giovane palestinese sarebbe stato ucciso a colpi di pistola, m ala notizia non è ancora confermata.

Inoltre, un colono israeliano è stato investito e ucciso da un’auto guidata da un ragazzo palestinese poi ucciso, non è chiaro se da civili presenti sul posto o dalla polizia. Qui il video dell’uccisione del palestinese, identificato dalle autorità israeliane come Alaa Abu Jamal, di Gerusalemme Est, impiegato della compagnia telefonica Bezeq.

Ci sarebbe una vittima anche nella Striscia di Gaza, vicino al valico di Eretz dove i palestinesi si sono riuniti per manifestare. Nena News

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