Israele pronto a bloccare gli attivisti dell’8 luglio

Wednesday, 06 July 2011 15:41 Marta Fortunato per l’Alternative Information Center

La data dell’8 luglio si avvicina e Israele aziona rigide misure di sicurezza per affrontare l’arrivo di oltre 600 attivisti internazionali che Benjamin Netanyahu ha definito come dei “provocatori”.

Nel frattempo negli ultimi due giorni Israele ha negato l’accesso a cinque attivisti pro-palestinesi, i quali sono stati rispediti nei loro paesi di provenienza subito dopo essere atterrati a Tel Aviv.

Venerdì prossimo più di 600 attivisti internazionali sono attesi all’aeroporto Ben Gurion (Tel Aviv) per partecipare ad una serie di attività che si svolgeranno in città e villaggi della Cisgiordania organizzate da oltre 40 associazioni palestinesi.
 

Scopo principale di questi uomini, donne e bambini in viaggio verso la Palestina è quello di  fornire un supporto morale a questo popolo che da troppi anni vive sotto occupazione. Esattamente dal 1967, quando l’esercito israeliano ha invaso la Cisgiordania e Gaza.

Nel comunicato stampa diffuso dalle associazioni palestinesi organizzatrici si legge che “i partecipanti francesi, belgi, inglesi, tedeschi, italiani ed americani, poiché mossi da intenti totalmente pacifici, hanno deciso di comune accordo di non avere niente da nascondere e di informare le autorità israeliane della loro volontà di recarsi immediatamente in Cisgiordania dopo l’arrivo al Ben Gurion”.

Secondo gli organizzatori Israele sa perfettamente che l’obiettivo degli attivisti non è quello di diffondere caos nell’aeroporto di Tel Aviv.

Per questo la reazione di Israele appare esagerata. O volutamente ingrandita per giustificare alcune azioni come quella di rispedire a casa gli attivisti. Il sistema di sicurezza è in stato di allerta: verranno dispiegate forze speciali all’aeroporto e saranno effettuati controlli approfonditi sui passeggeri in arrivo in Israele.

“Ogni nazione ha diritto di impedire l’entrata di provocatori all’interno dei propri confini” ha dichiarato Benjamin Netanyahu durante un incontro con i capi della sicurezza del Ben Gurion. Visione pienamente appoggiata dal ministro della sicurezza pubblica Yitzhak Aharonovitch, che ha definito gli attivisti “hooligans” pronti a minare la pace nel paese e a dar vita a manifestazioni illegali. Per questo Israele intende bloccarli all’aeroporto e rispedirli a casa.

Definizioni senza senso per Sophia Deeg, coordinatrice tedesca degli attivisti: “molti dei partecipanti sono famiglie o persone anziane che non sono mai state in Palestina” ha dichiarato all’agenzia France Press – il loro intento è solo quello di mettere in luce la forte restrizione della libertà di movimento che è in vigore in Palestina”.

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