ISRAELE. Riesplode la collera dei Falasha

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01 mag 2015

Centinaia di ebrei etiopi hanno protestato ieri a Gerusalemme, nei pressi della residenza del primo ministro, contro il razzismo, le discriminazioni  e le violenze che subiscono dalla polizia

Israel-riot

Proteste degli ebrei Falasha ieri a Gerusalemme (foto Flash 90)

della redazione

Gerusalemme, 1 maggio, 2015, Nena NewsLa rabbia dei Falasha contro “il razzismo della polizia” è esplosa ieri a Gerusalemme quando diverse centinaia di ebrei etiopi riuniti in Piazza Francia si sono scontrati con agenti dei reparti antisommossa. “Il nostro sangue e’ buono solo per le guerre”, scandivano ieri i dimostranti giunti a Gerusalemme da ogni parte di Israele. I manifestanti hanno lanciato sassi contro gli agenti, ferendone quattro secondo la versione ufficiale della polizia, e per placare gli animi è dovuto intervenire anche il sindaco israeliano di Gerusalemme Nir Barkat. Almeno 15 giovani dimostranti sono stati feriti.

Il corteo dei Falasha era partito dalla zona del comando centrale della polizia e si è poi diretto verso la residenza del premier Netanyahu, nella zona ebraica di Gerusalemme, protetta da un ampio schieramento delle forze di polizia. La tensione è salita subito e, ad un certo punto, gli agenti hanno lanciato granate assordanti che respingere i dimostranti , in maggioranza giovani. Si sono vissuti momenti di forte tensione in cui la polizia non ha esitato ad usare la forza.

Al capo dello Stato Reuven Rivlin una delegazione Falasha, per lo più studenti universitari, ieri ha raccontato “le discriminazioni quotidiane” di cui gli ebrei etiopi sono vittime in Israele e denunciato con forza l’aggressione subita da un soldato di origine etiope – le immagini hanno fatto il giro della rete – duramente percosso dalla polizia. Un fatto non isolato, hanno sottolineato.

Gli ebrei etiopi sono fermi ai gradini più bassi della scala sociale in Israele. Già in passato hanno denunciato, spesso con manifestazioni segnate da scontri violenti, le discriminazioni che subiscono e la loro pesante condizione economica.

Gli ebrei Falasha secondo la tradizione sarebbero i frutti dell’unione tra re Salomone e la Regina di Saba. Minacciati dal governo etiope nel 1977-1979 i Falasha emigrarono verso il Sudan. Il governo di Israele quindi decise di trasportarli nel proprio territorio con un ponte aereo, in tre operazioni denominate Operazione Mosè, Operazione Giosuè ed Operazione Salomone.

Attualmente in Israele vivono circa 120mila Falasha che continuano ad avere difficoltà di adeguamento ad un ambiente molto diverso da quello di origine. L’integrazione e l’omologazione dei giovani è svolta dalle scuole e soprattutto dall’arruolamento nelle Forze Armate.  Le autorità sono accusate di aver attuato una politica di drastica “ebraizzazione” degli etiopi secondo i canoni di Israele, ignorando la lingua e la cultura Falasha. Nena News

 

http://nena-news.it/israele-riesplode-la-collera-dei-falasha/

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