Israele rilascia due attiviste dell’8 luglio

Attivista israeliano all’aeroporto Ben Gurion (foto dal sito israeli-occupation.org)

Thursday, 14 July 2011 16:09 Marta Fortunato per l’Alternative Information Center

Il Ministro degli Interni, impedendo agli internazionali di andare in Palestina, ha oltrepassato i limiti della propria autorità. Questa la sentenza della corte israeliana di Petah Tikva che ha accolto la posizione di Omer Shatz, avvocato di due attiviste arrestate in Israele la settimana scorsa.


Sylvia Hale, ex-parlamentare australiana, e Vivienne Porzsolt, portavoce neozelandese degli Ebrei contro l’Occupazione, sono state rilasciate ieri dopo esser state arrestate all’aeroporto Ben Gurion per aver dichiarato la loro intenzione di recarsi a Betlemme (Cisgiordania). A riportare la notizia è il sito web del gruppo della campagna “Welcome to Palestine”.

“Il ministro degli Interni non ha alcuna autorità per impedire agli internazionali di entrare in Palestina, i quali non devono essere obbligati a nascondere il fatto che intendono andare in Cisgiordania” ha affermato Omer Shatz – E’ la prima volta che ci si rivolge alla corte per un caso del genere e che si riesce a vincere. Si tratta di una decisione importante che crea un precedente per i casi futuri”.

Tuttavia le due attiviste potranno rimanere in Palestina solo se accetteranno di non prendere parte a manifestazioni e proteste. Le due attiviste avevano pianificato di partire con la Freedom Flotilla 2, ma dopo che la Grecia aveva impedito alla loro nave, la MV Tahrir, di salpare, hanno deciso di partecipare alla settimana “Welcome to Palestine” organizzata da associazioni e comitati popolari palestinesi.

Hale e Polzsolt sono solo due delle 124 persone (76 donne e 48 uomini) che sono state illegalmente arrestate all’aeroporto di Tel Aviv venerdì 8 luglio per aver dichiarato alle autorità israeliane la propria intenzione di recarsi in Palestina. Molti altri attivisti sono stati bloccati negli aeroporti europei dalle compagnie aeree, che, come soldatini, avevano eseguito l’ordine israeliano di non imbarcare coloro che dalle più alte cariche di Israele sono stati definiti come degli “hooligans pronti a sconvolgere l’ordine nel paese”. Minori, anziani e malati sono stati arrestati nelle carceri israeliane e maltrattati.

“Ci sono solo due attivisti ancora detenuti in Israele” ha affermato oggi la portavoce del ministro degli Interni Sabine Hadad all’agenzia France Press. Dichiarazioni contestate da Mazin Qumsyieh, uno dei principali organizzatori dell’evento “Welcome to Palestine”: il numero degli attivisti ancora nelle carceri israeliane sarebbe di circa 40-50 persone.

I pochi internazionali che sono riusciti a raggiungere Betlemme sono stati invitati venerdì scorso a partecipare ad una manifestazione nel villaggio di Nabi Saleh. Tuttavia l’esercito israeliano è intervenuto impedendo ai manifestanti di svolgere una protesta pacifica e lanciando lacrimogeni contro la folla. Quattro attivisti sono stati arrestati, e molti feriti.

“Gli organizzatori locali della campagna “Welcome to Palestine”, se da un lato sono tristi per i continui tentativi israeliani di isolare la Palestina dalla comunità internazionale, dall’altro sono compiaciuti dal fatto che questa brutale aggressione israeliana rimuove una delle ultime illusioni della cosiddetta democrazia israeliana” ha concluso Mazin.

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php

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