Israele rinvia l’udienza di Samer Issawi

adminSito  martedì 5 febbraio 2013 09:27

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Samer Issawi prima e dopo lo sciopero della fame (Foto a destra: Activestills.org)

Posposta a metà marzo la petizione per il rilascio del prigioniero in sciopero della fame da 196 giorni. Croce Rossa: i detenuti potrebbero morire in qualsiasi momento.

 

dalla redazione


Betlemme, 5 febbraio 2013, Nena News – Peggiorano drammaticamente le condizioni di Samer Issawi, prigioniero palestinese in sciopero della fame da 196 giorni. Ieri il tribunale militare israeliano ha posposto di nuovo l’udienza in merito alla richiesta di scarcerazione: rinviata a metà marzo, tra oltre un mese. Resta da vedere se Samer, stremato e in fin di vita, possa resistere tanto a lungo.

Ieri il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha mosso un appello a Israele perché trovi una soluzione immediata e salvi le vite dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame da mesi. Tutti combattono contro gli ordini di detenzione amministrativa che li costringono dietro le sbarre, una misura cautelare preventiva che non prevede né accuse ufficiali né tantomeno un processo.

Samer Issawi, Tareq Qadan, Jaffar Ezzedin e Ayman Sharawneh stanno mettendo in serio pericolo la propria vita per difendere i propri diritti e quelli di oltre 4.600 detenuti politici palestinesi. Il medico Nikoloz Sadradze, rappresentante della Croce Rossa, ha elencato le complicazioni che stanno affrontando i quattro prigionieri, che rischiano da un momento all’altro un arresto cardiaco.

A preoccupare di più è la salute di Samer Issawi, in sciopero della fame da agosto: ha ormai perso 48 chili di peso, rendendosi quasi irriconoscibile. Le foto lo mostrano smagrito, quasi uno scheletro, incapace a mantenersi in piedi. Samer era stato rilasciato nell’ottobre del 2011 nell’ambito dello scambio di prigionieri tra Hamas e Israele (il caporale dell’IDF Shalit in cambio di 1.100 detenuti politici palestinesi). È stato arrestato di nuovo pochi mesi dopo, nel luglio 2012, con l’accusa di essere entrato in Cisgiordania e di aver quindi violato le condizioni stabilite dalle autorità israeliane durante il rilascio.

Ormai costretto su una sedia a rotelle, Samer aveva deciso il 24 gennaio di non bere più e di non accettare alcuna cura medica da parte dell’amministrazione carceraria israeliana: è stato trasferito due volte nella clinica militare di Ramle, ma ha rifiutato ogni tipo di trattamento. Dopo essere stato visitato dalla Croce Rossa, ha deciso di riprendere a bere: i medici hanno riscontrato insufficienza renale, battito cardiaco rallentato, dolori al petto e alla schiena e calo della vista.

Ha ricominciato lo sciopero della fame anche Akram Rikhawi: aveva ripreso a nutrirsi dopo la promessa da parte israeliana di rilasciarlo il 24 gennaio. Rilascio che non è mai avvenuto, e Akram ha ripreso la sua lotta. Stesso dicasi per il fratello Shadi, in sciopero della fame in solidarietà con Akram.

Gli avvocati dell’associazione palestinese Addameer sono riusciti a fare visita altri due prigionieri, Jafar Ezzedin e Tareq Qa’adan, giunti al 69esimo giorno di sciopero. Entrambi sono stati portati nell’ospedale di Assaf per essere visitati: i medici hanno riscontrato un pericoloso deterioramento delle loro condizioni di salute (dolori alla schiena, insufficienza renale, mal di testa continui), che potrebbero precipitare in qualsiasi momento. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=50229&typeb=0&Israele-rinvia-l’udienza-di-Samer-Issawi

 

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