Israele risponde all’Unione europea: bloccati i progetti in Area C

La risposta israeliana alla direttiva di Bruxelles contro le colonie: non saranno rilasciati permessi per progetti in Cisgiordania e sarà vietato l’ingresso al personale della UE.

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sabato 27 luglio 2013 10:02

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di Emma Mancini

Betlemme, 27 luglio 2013, Nena News – Giovedì notte dal Ministero della Difesa è giunta la prima reazione concreta ed ufficiale alla direttiva UE entrata in vigore lo scorso venerdì, con cui Bruxelles vieta ai 28 Stati membri di avere collaborazioni finanziare e accademiche di qualsiasi tipo con le entità israeliane nei Territori Occupati (Alture del Golan comprese).Il ministro della Difesa, Moshe Ya’alon, ha dato ordine all’esercito israeliano e all’Amministrazione Civile di bloccare tutti i progetti di cooperazione con l’Unione Europea, ovvero di rifiutare di rilasciare nuovi permessi e di rinnovare quelli vecchi per progetti di costruzione in Area C in Cisgiordania (oltre il 60% del territorio sotto il controllo civile e militare israeliano). Allo stesso modo, le restrizioni andranno applicate anche al personale della UE che entrerà in Israele per raggiungere Gaza e la Cisgiordania. Tradotto, vietatene l’ingresso al confine e non concedete permessi di lavoro ai dipendenti di Bruxelles impegnati in Area C.

Un giro di vite che ha il sapore di una vendetta, quello firmato dal ministro, e che va ad intaccare ulteriormente i rapporti con la UE, colpendo duramente i progetti di cooperazione e costruzione nei Territori Palestinesi. “Speriamo che Israele continuerà a reagire contro chi compie passi unilaterali – ha commentato Yigal Delmonti, direttore generale del Consiglio delle Comunità Ebraiche di Giudea e Samaria (ovvero le colonie israeliane in Cisgiordania) – Già due settimane fa avevamo avvertito che la UE aveva assunto una posizione pro-palestinese e che non poteva più essere considerata neutrale”.

La notizia è stata riportata ieri dal sito israeliano Walla e ripresa da diverse agenzie stampa del Paese. Nel mirino di Tel Aviv finisce l’intero apparato europeo, colpevole agli occhi delle autorità israeliane di aver scatenato “un terremoto” nelle relazioni bilaterali.

Da sempre la UE è stretta alleata di Tel Aviv, principale importatore dei beni israeliani e impegnata nel tentativo di far entrare Israele nel mercato libero europeo. Allo stesso tempo, però, la UE ha sempre prodotto rapporti e condanne ufficiali contro il progetto coloniale israeliano, considerandolo un’aperta violazione del diritto internazionale. E se a febbraio di quest’anno Bruxelles aveva emesso una nuova direttiva in merito all’etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane, le linee guida di luglio vanno considerate la mossa più efficace e significativa finora assunta dalla UE. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=82396&typeb=0&Israele-risponde-all-Unione-europea-bloccati-i-progetti-in-Area-C

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