Israeliani in piazza contro la demolizione delle case

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“Pronto David, hai letto la notizia? Mi confermi che tanti israeliani stanno finalmente scendendo in piazza per difendere i palestinesi?”
La notizia appariva ai miei occhi estremamente importante: “Almeno duemila israeliani, a Tel Aviv, sono scesi in piazza per protestare contro la demolizione delle case nei villaggi a maggioranza palestinese in Israele, abitazioni ritenute illegali dallo Stato ebraico”. (Nena News, 29 aprile 2015). Il mio amico indugia qualche istante e in poche battute spegne il mio entusiasmo. “Si, certo, lo sciopero è stato partecipato e un sacco di negozi e lo slogan era forte: “STOP ALLE DEMOLIZIONI”. Ma temo che comunque la preoccupazione era più per il disagio sociale che per denunciare l’occupazione e la colonizzazione. Sai… passano gli anni, siamo sempre più con i capelli bianchi e siamo logorati dalle proteste che nessuno ascolta”. E’ vero. Sempre più spesso, infatti, alla nostra domanda: ma quanto è forte l’opposizione all’occupazione all’interno di israele, le risposte dei pacifisti israeliani non sono incoraggianti. Basta vedere i risultati delle ultime elezioni e constatare che anche il governo che Netanyahu sta formando in queste ore, va sempre più decisamente a destra, con i partiti religiosi ortodossi e, visto che è troppo debole, facilmente dovrà presto cercare l’appoggio dell’ultranazionalista Lieberman.
Consoliamoci con la manifestazione di tel Aviv, anzi, diamo ancora più forza alla loro debolezza!

BocceScucite

 BS212

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