Issawiya, villaggio palestinese stritolato dall’occupazione

Tuesday, 20 December 2011 07:34 Mikaela Levin per l’Alternative Information Center (AIC)

L’esercito israeliano demolisce una casa ad Issawiya (foto: flickr/icahd)

La resistenza dei quartieri di Gerusalemme est, Sheik Jarrah e Silwan, ha attirato l’attenzione dei media negli ultimi anni, ma la condizione dei 16.000 abitanti palestinesi di Issawiya è stata ignorata. Anche se pagano le tasse al governo israeliano, non ricevono quasi nulla in cambio.

I residenti si ritrovano separati dalle altre comunità palestinese e circondati dagli insediamenti israeliani e da una base militare.

Ad Issawiya, le stradine di cemento rotto vengono utilizzate come parchi giochi e  le recinzioni di filo spinato separano le comunità dalle loro terre. Issawiya sembra il tipico villaggio impoverito dei territori palestinesi occupati. Ma non è così – i residenti pagano le tasse come i cittadini israeliani e vivono a soli 15 minuti di auto dal centro di Gerusalemme.

Come il resto di Gerusalemme Est, Issawiya è stata occupata dagli israeliani durante la guerra del 1967. Ma i suoi abitanti hanno conosciuto l’occupazione molti anni prima. Durante i quasi 20 anni di controllo giordano, il Monte Scopus è stato considerato sia da Giordania che da Israele come una zona smilitarizzata, uno spazio neutro sotto il controllo delle Nazioni Unite. Durante questo periodo, il governo israeliano è riuscito a convincere le Nazioni Unite, in più di un’occasione, a bloccare l’ingresso del villaggio per ore e ore e a nessuno veniva permesso di uscire o entrare nel villaggio.

Lo Stato ha completamente chiuso Issawiya tra l’ospedale Hadassah, la Hebrew University,  la colonia conosciuta come French Hill e il muro di separazione che si erge alle spalle del villaggio e separa i palestinesi di Issawiya dai palestinesi di Anata e da quelli del campo profughi di Shufat. E, infine, all’altra estremità del Monte Scopus, c’è la base militare costruita dagli israeliani cinque anni fa.

Oggi, l’ingresso al villaggio è un vicolo confinante con la Hebrew University posta Monte Scopus, che separa l’imponente edificio dalle umili case palestinesi. Nel corso degli anni, lo stato di Israele ha costruito nuovi accessi ad Issawiya, ma ha anche dettato i suoi confini, stabilendo delle frontiere che hanno sottratto agli abitanti del villaggi oltre il 50 per cento delle loro terre”.

I residenti di Issawiya non subiscono gli attacchi dedi coloni e non sono nemmeno oggetto delle sistematiche confische delle case da parte del governo israeliano, come avviene nel caso di Sheikh Jarrah e Silwan. Ma anche loro lottano per sopravvivvere. Per esempio, un permesso per una casa a tre piani può costare fino a 150 mila dollari. Per coloro che non possono permettersi l’intero importo, l’unica opzione è quella di costruire illegalmente e poi affrontare azioni legali eterne,  multe e, talvolta, demolizioni.

La difficoltà nel costruire si riflette anche nel numero esiguo di istituti scolastici e nell’assoluta mancanza di strutture mediche. Secondo il leader locale di Fatah, Mohammed Abu Humus, circa il 70 per cento dei bambini del villaggio deve frequentare la scuola elementare nei villaggi vicini.

Issawiya non ha nessuna scuola superiore e così tutti i bambini devono essere iscritti altrove. Il costo medio giornaliero, compreso il trasporto pubblico e il cibo, è di circa 15 shekel per ogni bambino. In un mese il costo per bambino sale a 330 shekel.

Questi costi si sommano alle spese di base che ogni famiglia paga in tasse. In quanto residenti di Gerusalemme, gli abitanti di Issawiya pagano le tasse come i cittadini israeliani, anche se la raccolta dei rifiuti è inadeguata e anche se il sistema fognario del villaggio non funziona correttamente. Inoltre le fogne della Hebrew University e dell’ospedale Hadassah scorrono lungo i canali di scolo del villaggio, aggiungendosi alla puzza dei mucchi di immondizia.
Il governo israeliano ha recentemente ordinato la confisca di 732 dunam di terra sul pendio del Monte Scopus, che sorge su un lato del villaggio. Mentre i funzionari israeliani hanno dichiarato che l’area diventerà un parco nazionale, gli abitanti palestinesi, che hanno già perso più del 50 per cento delle loro terre dal 1967, hanno il sospetto che lo stato abbia un progetto diverso per questa zona

“Presto qui sogerà un ‘altra colonia” ha affermato Abu Humus.

Tradotto in italiano dall’Alternative Information Center

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3336-issawiya-villaggio-palestinese-stritolato-dalloccupazione

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