Italia campagna d’Africa, dalla Libia al Sahel

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/07/05/italia-campagna-dafrica-dalla-libia-al-sahel/

Remocontro Remocontro 5 Luglio 2021

 

L’Italia si prepara ad aumentare il suo impegno militare ed economico in Africa. Nella delibera del governo 500 mila euro in più alla più che sospetta Guardia costiera di Tripoli. Ma anche aumentando la presenza dei nostri soldati nel Sahel con la missione internazionale Takuba, missione che già quest’anno triplica i finanziamenti che passano dai 15,6 milioni di euro del 2020 a quasi 49 milioni.

I guardacoste pirati della Libia e il Sahel

Guardacoste libico che cerca di speronare il barchino di migranti, azione da pirati filmata da un drone della ong Sea Watch, ha fatto il giro del mondo e ha creato non pochi imbarazzi nel governo italiano che,  per frenare il flusso dei migranti intende sostenere proprio quella marineria banditesca. Tra realpolitik e diritti umani, vince la prima, e salvo problemi parlamentari per il governo, la delibera ‘missioni internazionali all’estero’ appena varata dal consiglio dei ministri destina mezzo milione di euro in più rispetto al 2020, proprio a quella guardia costiera.

‘Quarta sponda’ e oltre

Ma i milioni diventano ben 49 per la missione militare internazionale Takuba nel Sahel, che addirittura triplica già da quest’anno: dai 15,6 milioni di euro del 2020 a quasi 49 milioni. Ora la delibera passa all’esame delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Problemi  prevedibili  sul fronte Libia. «E’ chiaro però che, specie dopo le immagini della motovedetta libica che tre giorni fa ha sparato e cercato di speronare un barcone di migranti in acque internazionali, l’iter che l’attende sarà a dir poco burrascoso», anticipa Carlo Lania, grazie alla  buone fonti in materia del manifesto.

Guardia Costiera innominata

Artifizio da Farnesina, nella delibera non viene mai nominata la tanto discussa Guardia Costiera, e si parla di «Autorità libiche preposte al controllo dei confini marittimi». Giochi di parole, come chiamare conflitto una guerra. Alla missione nel Paese nordafricano sono destinati in tutto 10.479.140 euro, contro i dieci milioni dell’anno scorso. Inoltre dal primo giugno e fino alla fine dell’anno è assegnato –prestito d’uso?-un guardacoste classe Bigliani (stesso modello del tentato speronamento), «corredato da sistema di videosorveglianza per la difesa passiva (?)» insieme a tre auto blindate e a materiale di ricambio per le unità navali di Tripoli.

È inoltre previsto l’impiego di 15 uomini della Guardia di Finanza per l’attività di assistenza tecnica, di 25 addestratori già dallo scorso 1 giugno e per 7 mesi. Infine 9 paracadutisti del reggimento Tuscania per la sicurezza dei nostri militari.

Guai politici in vista sulla Libia

Le modifiche al Memorandum Italia-Libia, che dovrebbero garantire il rispetto dei diritti umani dei migranti da parte dei libici giustificando così i nuovi investimenti, sono ancora al palo nonostante l’impegno a concludere le trattative con Tripoli entro la fine del 2020. Quindi qualcuno bara. «Mentre lungo la rotta del Mediterraneo centrale si continua a morire – commenta Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – il governo Draghi sta agendo in continuità con gli esecutivi precedenti sulle politiche migratorie». Italia scaricabarile e Libia criminale:  «Un Paese dove l’industria del contrabbando e della tratta è stata in parte convertita in ‘industria della detenzione’ con abusi e violenze oramai note a tutti, anche grazie a questo considerevole flusso di denaro».

Poi il Sahel, ‘Frontiera sud dell’Ue’

Poi il Sahel dove, con qualche visione europea post coloniale, passerebbe «la frontiera sud dell’Unione europea». L’Italia pronta a rafforzare la sua presenza militare, afferma il ministro addetto, per il contrasto dei traffici illegali, primo quello di esseri umani, «che si consolida sull’azione di organizzazioni criminali che hanno contiguità con il terrorismo». Dalle nebbie ministeriali alla geografia. Missione Takuba presente in Mali, Niger, Burkina Faso, Mauritania e Chad e della quale fanno parte anche i francesi con l’Operation Barkane e le forze del G5 Sahel.

«L’Italia contribuisce con 250 uomini, 44 mezzi terrestri e 8 aerei per un costo complessivo di 48.928.885».

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