Italia – Israele: il gasdotto della vergogna

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gasdottodi Sergio Cararo

Che l’Italia sia diventata uno dei maggiori complici di Israele è noto da almeno venticinque anni. Nonostante le denunce e le campagne internazionali segnalino come sia urgente usare le sanzioni, il disinvestimento e il boicottaggio per costringere le autorità di Tel Aviv a cambiare politica verso la popolazione palestinese, i governi italiani – di destra o di centro-sinistra – hanno proceduto ad aumentare la cooperazione economica, militare, scientifica con Israele. Una vergogna che vede definirsi a breve un altro passaggio strategico e di rilievo: un grande gasdotto sottomarino tra Italia e Israele. A riferirne oggi è il quotidiano La Stampa, notoriamente appiattito sugli interessi israeliani.

Il ministro israeliano dell’Energia, Yuval Steinitz. al termine dei colloqui avuti con il ministro dello Sviluppo economico Calenda, con il ministro degli Esteri Alfano, con l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà e con un gruppo di parlamentari a Montecitorio, si è detto particolarmente fiducioso sulla possibilità che nel giro di poco tempo il gasdotto passi dai tavoli dei progettisti alla realtà. “All’inizio di aprile – ha detto il ministro Steinitz – incontrerò in Israele i miei colleghi ministri di Italia, Grecia e Cipro per far decollare il progetto”. Secondo il ministro israeliano “l’Italia e l’Europa hanno interesse a garantirsi un altra fonte di approvvigionamento di gas, a parte quello proveniente dalla Russia o quella in corso di esaurimento dal Mare del Nord. Israele è un partner energetico serio e affidabile”.

Se realizzato, si tratterebbe di uno dei gasdotti sottomarini più lunghi del mondo. I tempi di realizzazione sono di almeno quattro-cinque anni, con un investimento di sei miliardi di euro. Il gasdotto porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale israeliano dai pozzi dei giacimenti offshore al largo di Gaza e di Israele – ma anche quelli a ridosso di Cipro – verso la Grecia e l’Italia.

Il gasdotto EastMed, dovrebbe convogliare verso l’Europa le risorse del giacimento offshore Leviathan e dovrebbe essere realizzato dall’azienda italiana Edison, controllata dalla società francese Edf, in collaborazione con la società greca Depa. Il gasdotto riceverebbe anche il gas naturale dei giacimenti offshore a Sud di Cipro, e sfocerebbe con un primo terminale in Grecia. Il giacimento Leviathan è di proprietà della società Usa Noble Energy. Le perforazioni in mare, sifonano ampiamente anche i giacimenti di gas a ridosso della Striscia di Gaza, dunque dei palestinesi. Ma l’assedio e la demolizione di Gaza da parte di Israele, hanno impedito ogni possibilità per i palestinesi di potersi dotare della tecnologia e della forza per poter gestire i giacimenti. Adesso dovrà essere l’Unione Europea a esaminare e poi dare il via libera al progetto EastMed.

Bloccare questa operazione diventa una sfida di primaria grandezza per la campagna internazionale Bds, la più temuta dalle autorità israeliane che contro di essa hanno addirittura varato una legge alla Knesset.

 

 

Italia-Israele: il gasdotto della vergogna

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