Italia, rompi il silenzio. Se vuoi la pace riconosci la Palestina!

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Ci mancava solo la censura. Mentre oltre 400 rabbini firmano una lettera perchè la colonizzazione e l’occupazione, in particolare la demolizione di migliaia di case palestinesi, non può più essere messa a tacere, a Roma, sotto la pressione dell’ambasciata israeliana e della comunità ebraica, viene proibito allo storico israeliano Ilan Pappè di parlare di Palestina.

Rompere questo silenzio delle democrazia è un dovere di ognuno di noi.

Censurare la libertà di pensiero è un segno drammatico a cui prima di tutto devono reagire i nostri rappresentanti politici.

Nei prossimi giorni, forse già giovedi prossimo, la Camera sarà chiamata a dare un segnale reale di riconoscimento non tanto di uno Stato tutto da costruire, ma di tutti i diritti umani per tutti, isareliani e palestinesi.

Diffondiamo in tutti i modi il video con l’APPELLO DI MONI OVADIA e, se non abbiamo ancora fatto pressione con una mail ai nostri parlamentari (vedi www.bocchescucite.org ) chiediamo ai nostri media locali di dare voce al dibattito alla Camera e soprattutto, una volta tanto, di rompere il silenzi Italia, rompi il silenzio.

Vota finalmente la pace. Quella che può nascere solo se la Palestina, da popolo sottomesso, potrà negoziare un accordo di giustizia come uno Stato alla pari con Israele.

BoccheScucite

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