Italiani in Terrasanta: i tempi delle Crociate ed oggi

(27/02/2013)

francocardini

Venerdì 22 Febbraio ho preso un giorno di ferie e sono andato a Firenze. L’occasione era un seminario in onore di Franco Cardini dal titolo: Italiani in Terrasanta. Avevo letto sul Manifesto dell’evento e mi ero informato da Cardini stesso per e-mail che l’ingresso fosse aperto a tutti.

Cardini è un noto storico e uomo di cultura. Quello che lo rende speciale ai miei occhi è la sua visione della modernità e la sua grande apertura al dialogo. Il suo stile è, secondo me, ben delineato da una serie di puntate trasmesse su Radio3 in cui trattava il tema dell’Islam e della sua cultura. Questo a seguito (non so se voluto o meno) del momento in cui Berlusconi definì l’Islam portatore di una cultura inferiore. Interessanti anche i suoi commenti sulla vita italiana di questi anni.

Cardini ha impostato il seminario sulla sua tesi di Laurea di 50 anni fa, proprio sugli Italiani in Terrasanta ai tempi delle Crociate. Ha raccolto studiosi italiani, allievi e amici, che si occupano dei vari aspetti spesso nascosti del rapporto delle ‘genti italiche’ con la Terrasanta nel periodo delle Crociate (dal 1100 al 1300). In più qualche intruso, come il sottoscritto.

Non sono rimasto deluso. Quello che ne è emerso è un quadro ben differente dal resoconto di quel periodo che viene fatto nelle scuole e fuori. Cito soltanto alcuni temi in ordine sparso: rapporti Chiesa Islam Ebraismo e Chiese d’Oriente; ruolo degli ordini in Terrasanta (domenicani e francescani); conoscenza della lingua Araba; i Normanni (quanto possono essere considerati italiani?); l’incontro ad Acri fra Gregorio X e i fratelli Polo; i rapporti commerciali delle 4 Repubbliche Marinare, già antecedenti la prima Crociata; resoconti di viaggi e pellegrinaggi.

La cosa che però a me interessa e affascina è riconoscere e riportare quella complessità di rapporti fra mondi che si ritengono comunemente ostili e nemici. Questo ovviamente è importante per rileggere i giorni nostri e smantellare quella cappa creata per separare le genti e perseguire scopi ben poco nobili.

Nei miei viaggi in Palestina e nelle mie letture, trovo quella stessa complessità nei rapporti fra gli italiani e la Terrasanta di oggi. Cardini vuole realizzare una summa delle nostre conoscenze del periodo intorno ai secoli  XI e XIII. Sarebbe interessante lanciare un progetto parallelo sugli italiani in Palestina e in Israele nel XX e XXI secolo.

(FD)

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