“Kairos Palestina” a Vicenza il 6 maggio

Il Gruppo scout Vicenza 7 e la Zona Vicenza Berica in collaborazione con l’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi di Vicenza e l’Associazione Salaam ragazzi dell’olivo – Vicenza invitano alla presentazione di

Kairòs Palestina
un grido di fede, di speranza, d’amore
dal cuore della sofferenze del popolo palestinese

venerdì 6 maggio alle ore 20.45

nella sala del cinema Primavera
in via A.F.Ozanam 11 (dietro la chiesa di S.Bertilla) a Vicenza

Parteciperà all’incontro don Nandino Capovilla coordinatore di Pax Christi Italia

Porre fine all’occupazione dei territori palestinesi e al boicottaggio che strangola l’economia della Palestina, riducendo in miseria la popolazione; eliminare il muro di separazione che sigilla la barriere fra i due popoli, rinegoziare con serietà e chiarezza per costruire la pace nella regione: sono i punti principali di un appello firmato e diffuso, in vista del Natale 2009, da un gruppo di leader cristiani di diverse confessioni fra i quali il Patriarca emerito di Gerusalemme, Mons. Michel Sabbah, e l’Arcivescovo del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, Mons. Theodosios Atallah Hanna.

Grazie allo sforzo di buona volontà della comunità internazionale, dei leader politici della regione e delle Chiese nel mondo, “la pace e è possibile” ed è la sola speranza per il futuro della Terrasanta. Ma essa impone uno sforzo concreto da parte di tutti, e non solo “parole vuote” che per troppo tempo sono risuonato senza cambiare nulla nella situazione reale.

I firmatari dell’appello lamentano che “l’occupazione è un peccato contro Dio e l’umanità” e ricordano, fra i problemi più scottanti, “il muro di separazione israeliano eretto in territorio palestinese, il blocco di Gaza, le colonie israeliane che sorgono su terreni palestinesi, le umiliazioni subite ai posti di blocco militari, le restrizioni religiose e gli accessi controllati ai luoghi santi, la piaga dei rifugiati che attendono il loro diritto al ritorno, i prigionieri detenuti in Israele e la paralisi della comunità internazionale di fronte a questa tragedia”.

Tuttavia, afferma il testo, “Dio ci ha creato per vivere in pace. La nostra terra ha una missione universale e la promessa della terra non è mai stato un programma politico, ma piuttosto preludio alla salvezza universale”

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