Khan al-Ahmar : dove i bambini palestinesi vivono nel trauma

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9 ottobre alle ore 11:32

Mentre si profila la minaccia di demolizione, decine di residenti del villaggio sono lasciati ad affrontare un futuro incerto

Di Angela Godfrey-Goldstein
5 ottobre 2018

Sotto un enorme albero di gelso piantato decenni fa dai beduini Jahalin di Khan al -Ahmar, ascolto un magico coro di passeri.

“Quanti uccelli ci sono su questo albero?” chiedo. “Cinquanta?”.

Sara abu Dahouk, la cui casa è sotto gli alberi, replica: “No, molti di più. …circa 100”. Fa una pausa, prima di chiedere: “Se distruggeranno le nostre case e la scuola, gli israeliani distruggeranno anche l’albero?”

Questo mi fa pensare al Dr Sami Assad e a sua moglie, che hanno perso 180 alberi nel loro giardino pieno di uccelli, un piccolo paradiso come questo – dove anche nella calura di mezzogiorno del Deserto Giudaico, c’è il sollievo di una leggera brezza e la fresca, verde ombra delle foglie.

Minacciato un modo di vivere

Gli alberi del Dr Sami sono stati sradicati da Israele per costruire una struttura orrenda: il checkpoint Qalandia. Il muro che corre là, e ovunque, lungo la strada, è stato disegnato dal sindaco di Kfar Adumim, il colonnello dell’esercito in pensione Danny Tirza, la cui casa sovrasta il paradiso degli uccelli in pericolo a Khan al-Ahmar.

Come membro del Jerusalem Periphery Forum, Tirza è conosciuto dai suoi vicini ( alcuni dei quali stanno sostenendo la lotta dei beduini ) come uno tra quelli dalla linea più dura nello spingere per sradicare la presenza beduina in questa regione, insieme ad ogni altra presenza non-ebrea nella Più Grande Gerusalemme – un’enorme area che include i blocchi di insediamenti di Givat Zeev, Gush Etzion e Maale Adumim.

Non importa che questi beduini sono arrivati qui per la prima volta negli anni ’50, quando questa terra era governata dalla Giordania e zone come terre desertiche, così che le loro tende non richiedevano permessi di costruzione.

Un altro vicino, Il ministro dell’agricoltura Uri Ariel, come riferito, sviluppò un piano negli anni ’70 per trasferire i beduini fuori da questa regione – il che è ironico, considerando che i coloni di Kfar Adumim affermano che i beduini non erano là quando il loro insediamento è stato stabilito nel 1979.
Oggi, gli psicologi che visitano dicono che i bambini a Khan al -Ahmar sono traumatizzati, preoccupati per il loro futuro, per le case, la scuola e lo stile di vita. Ed ora chi si unisce a me, sotto l’albero di gelso, è l’anziana Salha (che non conosce la sua età). “Sono così stanca”, mi dice Salha. “Non riesco a dormire la notte. Sono esausta….Sono soltanto preoccupata per i bambini”.

Insieme al regista Guy Davidi, ho fatto un paio di brevi video intitolati ‘Twilight of a School’ per registrare i sogni di questi bambini e per mettere in luce la loro ricca cultura, profondamente inserita nel deserto. Più tardi, controlleremo per vedere se quei sogni sono in pista, in quanto il governo israeliano spinge per il trasferimento forzato di tutti i beduini nei territori palestinesi occupati.

Chi vuole la pace?

Secondo l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Israele ha predisposto ordini di demolizione contro circa 13000 strutture, con un impatto potenziale su migliaia di palestinesi, molti dei quali bambini.

Ho parlato una volta con Ron Dermer, l’ambasciatore di Israele a Washington, e gli ho chiesto quanto fosse serio il paese circa l’assicurare la pace.

“Certamente vogliamo la pace”, ha asserito. “Ma dobbiamo avere un partner”.

Come attivista per la pace da due decenni, ho risposto con la convinzione nata da molti cambiamenti nella società palestinese e l’esperienza dei fatti sul terreno di Israele, costruiti per negare la viabilità di uno stato palestinese: “I palestinesi vogliono la pace”, ho detto.

“Quindi qual è il suo suggerimento ?”, ha risposto.

“Dobbiamo aprire i nostri cuori ed essere generosi, dare loro ciò di cui hanno bisogno per essere in grado di stare in pace con noi, e fermare questa mentalità shuk”, ho suggerito. “Come parte più forte, dobbiamo essere quelli che danno….e poi andare avanti a salvare il pianeta”.

A questo punto, Dermer improvvisamente ha lasciato, senza neanche un arrivederci diplomatico. E qui sta il problema: il governo israeliano di destra non vuole la pace, anche quando pretende di farlo. A differenza della maggior parte dei bambini dell’asilo, non sa come condividere i suoi giocattoli, preferendo giocare il gioco della colpa piuttosto che risolvere questa terribile tragedia.

Pressione della società civile

Secondo voci circolate nella comunità e tra gli attivisti, l’esercito israeliano, sapendo che lo sfollamento è un crimine di guerra sotto le Convenzioni di Ginevra, non vuole demolire il villaggio o la scuola.

Ma il governo israeliano di certo vuole distruggere Khan al-Ahmar per accontentare le folle di estrema destra alle prossime elezioni. Nello stesso tempo, la decisione del presidente degli USA Donald Trump di spostare l’ambasciata statunitense a Gerusalemme ha sostenuto la loro causa.

Nel frattempo, 180 beduini a Khan al -Ahmar, compresi i bambini alla loro incantevole scuola, stanno vivendo sotto un immenso stress. Il precedente di espulsione nel caso di Umm al-Hiran ha fatto lampeggiare il rosso, una luce di avvertimento.

Se la comunità internazionale non può difendere le sue stesse linee rosse, siamo noi in una nuova realtà, dove si applica la legge della giungla – dove il sistema è così danneggiato che stiamo creando ciò che temiamo?

Siamo ad un punto di svolta, al momento della verità che gli attivisti per la pace stanno predicendo da molti anni.

Solo la pressione della società civile sui politici può aiutare, così per favore contattate i vostri rappresentanti e chiedete cosa stanno facendo per proteggere i bambini beduini palestinesi dal trauma.

MIDDLEEASTEYE.NET

Khan al-Ahmar: Where Palestinian children live in trauma

As the threat of demolition looms, dozens of village residents are left facing an uncertain future

 

 

tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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