L’ultimo tentativo

14 luglio 2011 ore 15.28
Amira Hass –  È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha’aretz e ha una rubrica su Internazionale.
La mia esperienza come giornalista embedded si avvicina alla fine. Per quasi tre settimane ho convissuto con gli attivisti della flottiglia diretta a Gaza. Quando sono arrivata avevo dei dubbi sull’operazione ma ora molte perplessità sono svanite e mi sono appassionata al progetto.
Sarà perché ho condiviso così tante esperienze con gli altri? Per la prima volta capisco i corrispondenti di guerra che si uniscono ai battaglioni, fanno amicizia con i soldati e cominciano a parlare come loro.
Mi sono affezionata a diversi partecipanti: a bordo della Tahrir c’erano cinquanta persone e tutte mi hanno impressionato per la loro dedizione e il loro entusiasmo. Per un anno gli attivisti della flottiglia hanno raccolto fondi cercando di sensibilizzare le comunità dell’Europa e del Nordamerica sulla situazione nella Striscia di Gaza. Il mare e le barche probabilmente hanno solleticato l’immaginazione delle persone.
La maggior parte ha fatto piccole donazioni che, messe insieme, hanno permesso di comprare dieci barche, sistemi radio e di finanziare la campagna. La somma raccolta è di circa due milioni di euro, e questo indica quante persone siano state coinvolte.
Alcuni dei miei dubbi sull’operazione non sono svaniti e ho avuto l’opportunità di sollevarli. Ma ora, che sono ancora embedded, non ho la forza di condividerli. Ho deciso di unirmi all’ultimo equipaggio che cercherà di forzare il blocco greco. Il mio stato mentale è ancora quello di Robinson Crusoe.
Traduzione di Andrea Sparacino.
Internazionale, numero 906, 15 luglio 2011

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