La Chiesa di Gerusalemme condanna la ripresa dei lavori per la costruzione del muro

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COMUNICATO – Lunedì, 17 agosto, di mattina, bulldozer israeliani sono arrivati senza preavviso in una proprietà privata di Beir Ona, vicino alla Valle di Cremisan, e hanno ripreso la costruzione del Muro di separazione. La gente della zona ha notato con sorpresa e dolore che una cinquantina dei loro secolari alberi di ulivo erano stati sradicati.
Il Patriarcato latino di Gerusalemme condanna fermamente questa operazione israeliana, effettuata in violazione dei diritti delle famiglie della Valle: diritti che quelle stesse famiglie hanno coraggiosamente cercato di difendere davanti alla legge negli ultimi dieci anni. Si unisce alla tristezza e alla frustrazione di quelle famiglie oppresse, e condanna fermamente l’ingiustizia commessa a loro danno.
La costruzione del Muro di separazione e la confisca delle terre che essa implica, sono un insulto alla pace. Esortiamo le autorità israeliane ad attendere la decisione di giustizia, richiesta pochi giorni fa alla Corte Suprema di Israele da parte delle famiglie della Valle, e a fermare il lavoro intrapreso.

…e anche i migliori giornalisti non ne possono più…
Amira Hass, da Cremisan a…

Ecco una lista di argomenti su cui sto preparando degli articoli.

L’espansione di un insediamento rurale israeliano, mentre gli abitanti di un villaggio palestinese vicino ricevono l’ordine di abbandonare le loro terre per abbattere i loro ulivi e costruire il muro

L’espansione di un insediamento urbano, mentre un villaggio vicino è assediato dagli enormi palazzi che invadono i campi coltivati della vallata.

La chiusura di una scuola franco-palestinese per frode, e perché agli insegnanti stranieri è negato l’ingresso.

I guaritori tradizionali che ricorrono all’uso di erbe e al Corano.

Il rifiuto dei servizi segreti israeliani di concedere a migliaia di palestinesi residenti in Cisgiordania l’autorizzazione ad andare all’estero.

Gli arresti di rappresentanti di Hamas da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese.

I metodi di Hamas per mettere a tacere i dissidenti a Gaza.

Le elezioni e i miglioramenti nel campo profughi di Jenin.

La crisi finanziaria dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), che potrebbe posticipare l’inizio dell’anno scolastico per gli studenti di cinque regioni (Gaza, Cisgiordania, Giordania, Libano e Siria).

La diffusione della capoeira a Gerusalemme Est.

La carenza d’acqua in uno dei quartieri più alla moda di Ramallah, a causa di un luna park lì vicino.

Inutile dire che vorrei occuparmi solo dei punti 4 e 10

 CREMISAN 5

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