La crisi. IL BRASILE E’ AL COLLASSO: SI MUORE IN FILA PER LA TERAPIA INTENSIVA

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tratto da: https://www.avvenire.it/mondo/pagine/brasile-morti-fila-terapie-intensive

Lucia Capuzzi giovedì 18 marzo 2021

Nello Stato epicentro di San Paolo sono decine i decessi in attesa di un posto nei reparti stracolmi per il record di contagi. Il Covid ha fatto più vittime di 23 anni di Aids

Reparti pieni a Porto Alegre

Reparti pieni a Porto Alegre – Ansa

E’ soffocato nel letto di un ospedale pubblico della zona est di San Paolo mentre aspettava di essere trasferito in terapia intensiva. Nel reparto, stracolmo, non c’erano posti disponibili. In fila, davanti di lui, c’erano 395 pazienti.

È la prima vittima ufficiale del collasso del sistema sanitario della capitale paulista dall’inizio della seconda ondata. In realtà, secondo la rilevazione dei media G1 e Globo, sono decine e decine le persone morte nell’attesa di un respiratore a San Paolo e nel resto dello Stato: almeno 79 e la stima è per difetto.

Non stupisce dato che, da giorni, il tasso di occupazione delle terapie intensive sfiora il 90 per cento. E i casi continuano ad aumentare.

Da una settimana non sono meno di 70mila al giorno. Nelle ultime 24 ore, sono stati 90.300.

Mentre le cliniche si riempiono e il caos dilaga nelle corsie, crescono i morti.

La tragica media di un decesso ogni 37 secondi s’è ulteriormente accorciata ieri, quando ce ne sono stati due al minuto, per un totale di oltre 3.100, il numero più alto dall’inizio della crisi. Oggi sono stati 2.731: la media giornaliera di marzo ormai supera quota 2mila.

 Tra questi anche il vescovo emerito di São João da Boa Vista, monsignor David Pimentel, il quinto ucciso dal virus nel Gigante del Sud. Il Brasile occupa la seconda posizione per vittime e contagi dopo gli Stati Uniti.

In un anno di pandemia da Covid, i morti sono quasi 285mila: già più di quelli stroncati in 23 anni – il periodo di monitoraggio si è svolto tra 1996 e 2019 – dall’Aids (281mila).

Dall’esplosione della “variante amazzonica” a gennaio, si moltiplicano gli appelli al governo affinché attui un piano di restrizioni.

Il presidente negazionista Jair Bolsonaro – con un finora inedito indice di disapprovazione al 54 per cento –, però, è contrario. Anche ieri ha ripetuto di sostenere quanti manifestano contro i lockdown parziali imposti dai governatori.

Il conflitto fra questi ultimi e il leader di ultradestra si fa sempre più aspro man mano che l’emergenza sembra ormai fuori controllo.

A farne le spese il controverso ministro della Salute, il generale Eduardo Pazuello – il terzo a ricoprire l’incarico nell’ultimo anno – rimpiazzato dal medico moderato Marcelo Queiroga. Il cambio, però, ha mutato poco lo scenario. Il blocco resta un tabù e i vaccini sono distribuiti con il contagocce.

Il capo dell’opposizione, Luiz Inácio Lula da Silva, si è rivolto a Joe Biden, a cui ha chiesto di convocare una riunione ad hoc del G20 sulla distribuzione della dosi: «Chiedo a lei, perché non credo nel mio governo».

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