La delegazione italiana è riuscita ad entrare a Gaza

2 gennaio 2014

Intorno alle 14.00 la delegazione di attivisti italiani è riuscita a varcare il “valico maledetto” di Rafah ed entrare nella Striscia di Gaza. Ad attenderli la popolazione palestinese e le autorità. Gli attivisti italiani celebreranno insieme ai palestinesi i cinque anni trascorsi dal massacro dell’operazione Piombo Fuso scatenata dagli israeliani. Seguiranno aggiornamenti.

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La delegazione italiana intende visitare i campi profughi palestinesi dentro la Striscia di Gaza nel quadro della campagna per il Diritto al Ritorno dei profughi nelle loro case dalle quali sono stati cacciati nel 1948 e che ogni anno vede una delegazione recarsi nei campi profughi palestinesi in Libano (quasi 500mila) per ricordare il massacro di Sabra e Chatila nel 1982. Inoltre si recherà all’ospedale Al Awda con il quale da cinque anni è attiva una campagna di sostegno. Infine si incontrerà con tutte le componenti del movimento palestinese all’insegna dell’unità della resistenza contro l’occupazione israeliana.

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Qui sotto alcune informazioni per non dimenticare il mattatoio dell’operazione Piombo Fuso di cinque anni fa contro la popolazione palestinese di Gaza.

L’Operazione Piombo Fuso scatenata dalle forze armate israeliane ufficialmente come risposta al lancio dei rudimentali razzi da Gaza verso il territorio israeliano, inizierà il 27 dicembre 2008 e durerà 22 giorni. I bombardamenti israeliani da terra e cielo portano alladistruzione di abitazioni di 325.000 persone. Vengono distrutte 18 scuole e 280 danneggiate. Tra queste anche 50 scuole dell’UNRWA (United Nations relief and works agency for Palestine refugees in the near East). Il bilancio finale è di più di 1400 palestinesi uccisi, di cui un quarto bambini. I morti israeliani risultano 13.

Israele nel corso dell’Operazione utilizza come arma anche il fosforo bianco colpendo, tra le altre,la sede dell’UNRWA e l’ospedale al-Quds a Gaza City. Quando il fosforo bianco entra in contatto con la pelle può continuare a bruciare anche in profondità, fino a raggiungere la massa muscolare e la spina dorsale. A Gaza verrà sperimentata anche la micidiale bomba “Dima” che esplode in orizzontale mutilando le gambe e la parte inferiore del corpo. Il suo scopo è fare più feriti che morti. I morti vengono seppelliti, i mutilati restano come costo sociale e affettivo sulle loro famiglie e la collettività.

Qui di seguito le parole con cui Vittorio “Vik” Arrigoni descrisse il primo giorno dei bombardamenti su Gaza:

“Avete presente Gaza? Ogni casa è arroccata sull’altra, ogni edificio è posato sull’altro, Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che compi una strage di civili. Ne sei cosciente, e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali. Bombardando la centrale di polizia di Al Abbas, nel centro, è rimasta seriamente coinvolta nelle esplosioni la scuola elementare lì a fianco. Era la fine delle lezioni, i bambini erano già in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue.Bombardando la scuola di polizia Dair Al Balah, si sono registrati morti e feriti nel mercato lì vicino, il mercato centrale di Gaza. Abbiamo visto corpi di animali e di uomini mescolare il loro sangue in rivoli che scorrevano lungo l’asfalto. Una Guernica trasfigurata nella realtà”.

Fonte: Contropiano

Inviato da admin il Gio, 02/01/2014 – 16:55

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