La Dignité torna a casa

Thursday, 21 July 2011 20:44 Marta Fortunato per l’Alternative Information Center

Sono stati tutti rispediti ai loro paesi di provenienza i passeggeri della Dignitè al-Karama espulsi da Israele mercoledì 20 luglio. Ancora una volta, come ampiamente annunciato, è stata utilizzata la linea dura. Dopo aver abbordato l’unica imbarcazione superstite della Freedom Flotilla 2 che si trovava ancora lontana dalle coste di Gaza, in acque internazionali, la marina israeliana ha condotto i passeggeri verso sud, fino al porto di Ashdod, con l’accusa di essere entrati illegalmente in Israele – sebbene siano stati costretti ad recarvici.
“Sulla nave ho contato almeno 150 soldati: uno spiegamento di forze enorme per contrastare i dieci attivisti, i tre uomini dell’equipaggio e i tre giornalisti a bordo della nave” ha scritto la giornalista israeliana Amira Hass sul settimanale italiano Internazionale. La giornalista è stata rilasciata una volta approdata ad Ashdod. Con lei, a bordo della Dignitè, c’erano altre 15 persone, di diverse nazionalità: 11 francesi e gli altri provenienti da Svezia, Canada e Grecia, che già oggi han fatto ritorno nelle loro case.

“E’ un atto di pirateria, un crimine di guerra ed una violazione de principi dei diritti umani” ha dichiarato il portavoce di Hamas, Ismail Rudwan. Anche la Lega Araba ha condannato l’arrembaggio israeliano dell’imbarcazione francese, sfuggita al blocco greco, e ha rivolto un appello all’Onu e alla comunità internazionale affinchè agiscano concretamente contro Israele.

Un arrembaggio “senza incidenti”, secondo l’esercito israeliano, senza nessuna resistenza da parte degli attivisti.

“Ora immaginate sette navi che si avvicinano, gremite di soldati con i volti coperti da maschere nere. Usano i cannoni ad acqua per costringerci sottocoperta. Non vi faremo del male se obbedirete, ci annunciano. Alla fine ci imbarcano su un’enorme nave da guerra, circondati da missili puntati verso Gaza, la destinazione proibita” ha concluso il suo racconto Amira Hass.

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