La fontana di Gaza

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La fontana di Gaza

Cencenighe agordino-Gaza, 12 luglio 2014, ore 19.50

[19:23:26] Mamo, come stai? Stiamo soffrendo con voi ed io che conosco la tua Gaza, vi immagino provati dai bombardamenti di questi giorni. Dimmi, fratello, come stai?

La chat di Skype improvvisamente solleva la matitina e compaiono rapide ma densissime parole che mi riportano proprio lì, sulla strada principale di Gaza City, in quella casa di amici proprio sopra al negozio di alimentari dove andavo sempre a riposarmi alla fine delle mie giornate piene di racconti e immagini di una popolazione che allora -era il 2010- usciva stremata dal massacro di Piombo Fuso: un mese di tempesta di fosforo bianco e le armi più mostruose, per uccidere più di 1400 persone, tra cui 400 bambini..

Mahmoud: Che bello sentirti, don. Ma che Ramadan quest’anno! La gente è piena di paura.

Nandino: Dimmi, Mamo, come sta la tua famiglia?

Mahmoud: Bene fratello! Ho appena mangiato insieme a loro ma questo Ramadan è durissimo.
E’ terribile, sai. Le bombe cadono dappertutto. Altro che “rampe missilistiche” come ho letto su Repubblica.it. Che vengano qui a vedere le nostre case saltare in aria, con dentro intere famiglie. E ieri hanno colpito anche una clinica per disabili.

Nandino: E la tua casa è in un posto più sicuro?

Mahmoud: Nessun posto è sicuro questa volta. Dicono che sono “attacchi mirati” ma intanto contiamo più di centocinquanta morti. Ci mandano un SMS come minaccia di morte e pochi minuti dopo le bombe fanno una nuova strage. Ti giuro don che appena ti dicono bombardiamo la tua casa hai meno di un minuto per uscire. E tanti non ce l’hanno fatta. E poi, dovremmo “allontanarci”… ma per andare dove?non c’è nessun posto dove andare. Sono più di centomila a lasciare la loro casa ma la Striscia è limitata e noi siamo come in gabbia.

Nandino: Ti ricordi Mamo? Durante Piombo Fuso eri in Italia e ti portavo in palestre gremite di studenti che non avevano nemmeno l’idea di cosa volesse dire subire un’occupazione da sessant’anni e raccontavi dei tuoi amici che resistevano alle umiliazioni più efferate. I ragazzi capivano e si commuovevano. Mamo, se tu fossi ancora qui a vedere i nostri TG…che vergogna…Sai bene che…siete tutti terroristi…E la Striscia è tutta una rampa di lancio per missili paragonati alla macchina da guerra israeliana… razzi contro… bombardamenti aerei , navali e terrestri del secondo esercito del mondo. Ma dimmi Mamo, ora dove sei?

Mahmoud: In questo momento sono a Alqarara sulla strada principale della Striscia. Sto andando da alcuni amici. Io non ci penso ma…io come tutti i gazawi, siamo possibili bersagli per Israele.

Nandino: Ecco, Mamo, ti ricordi quante volte sei venuto con me a raccontare della tua terra in tante parrocchie. E ti meravigliavi che la gente non avesse idea dell’infinita umiliazione sopportata dal tuo popolo. E quanta fatica a capire le cose più evidenti. Ieri un giornalista ha chiesto al parroco di Gaza come vivono i cristiani questa situazione e lui ovviamente ha detto: “Mah, veramente, i cristiani la vivono come qualsiasi altro palestinese di Gaza che si trova sotto le bombe!”

Mahmoud: Don nessuno si occupa più di noi: tutto il mondo zitto e non guardano neanche. Una volta il mondo guardava senza agire tanto. Ma adesso non guarda proprio.

Nandino: Te l’ho chiesto tante volte: cosa possiamo fare noi da qui?

Mahmoud: Pregate Dio che fermi questa carneficina. Non sto esagerando. Stanno facendo un vero genocidio. Ci vogliono eliminare. E il mondo assiste e li difende sempre: ma i miei amici italiani che sento capiscono benissimo che è tutta una montatura per continuare a schiacciarci e portare avanti il loro piano di genocidio.

Nandino: che preghiera facciamo insieme, fratello mio Mamo?….cosa diciamo all’unico nostro Dio clemente e misericordioso?

Mahmoud: Che posso dire. Prega Dio di salvare tutti innocenti e fermare questa fontana di sangue.

Nandino: Ti prometto, fratello, che appena possibile prendo l’aereo e vengo ad abbracciarti.

Mahmoud: Prega Dio che ci mette la serenità e la tranquillità nei nostri cuori

Nandino: Ricordati di salutare papà e mamma che ricordo con quanta tenerezza mi accoglievano nel salotto di casa vostra…E parlavamo di te in Italia…cerca di stare attento nei prossimi giorni, custodisci i tuoi fratelli

Mahmoud: Da 6 giorni non sono usciti di casa. Mangiamo quello che c’è in casa.

Nandino: ti abbraccio tanto e prego per voi.

Mahmoud: e io ti aspetto!

Nandino Capovilla
per BoccheScucite

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